Interventi

Due saggi di Morin per affrontare l’intelligenza artificiale

Due saggi di Edgar Morin, il filosofo della complessità, da leggere allorché ci sentiamo attaccati da un nemico esterno, l’intelligenza artificiale

di Piero Formica

(Adobe Stock)

3' di lettura

3' di lettura

“L’avventura del metodo” e “Ancora un minuto” sono due saggi di Edgar Morin, il filosofo della complessità, da leggere allorché ci sentiamo attaccati da un nemico esterno, l’intelligenza artificiale (IA). Se le nostre debolezze hanno favorito l’attacco, è un errore fissarsi sul nemico. È consigliabile guardare alle cause interne, dentro di noi, per scoprire il valore dell’umanesimo nell’era digitale. L’umanesimo è il risultato del pensiero, propulsore delle azioni umane che scavalcano con la loro forza critica i modi di pensare dogmatici. Da queste azioni sono scaturiti i sistemi di IA che apprendono grazie ai dati forniti dalle nostre esperienze, comprese quelle che sono frutto dei pregiudizi. Non c’è, dunque, un pensiero indipendente dell’IA, necessario per il suo sviluppo spontaneo. Per quanto l’IA possa arrivare a svolgere compiti complessi, il contributo umano le è indispensabile. Ora siamo di fronte a un bivio. Ritroviamo l’Umanesimo Rinascimentale che pone l’uomo al centro e dà valore alla cultura, lo rigeneriamo e lo approfondiamo, oppure imbocchiamo, con l’IA, la via percorsa dall’efficienza e dalla produttività, dai fatturati e dai profitti, mettendo fuori gioco l’umanizzazione.

Fu il poliedrico William Petty (1623-1687) che aprì con la sua Aritmetica Politica la seconda strada, affidandosi ad un modo di pensare tutto focalizzato su dati e statistiche per assumere le decisioni più appropriate. Petty sosteneva la misura rigorosa della popolazione, del reddito e della ricchezza. Nullius in verba acquistava il valore di un dogma. Quando durante la Grande Depressione degli anni Trenta del Novecento venne alla luce il PIL, i calcoli statistici standardizzati per misurarlo divennero la stella polare dell’economia. Allora un piccolo vitello, oggi il PIL è un toro furioso nel suo ruolo di indicatore economico chiave. Con l’enfasi posta sui dati empirici, gli strumenti statistici e i modelli matematici, gli economisti hanno dismesso l’abito del filosofo sociale. La priorità è assegnata all’efficienza che gonfia il pallone della crescita economica. Addio ad Adam Smith ed a John Stuart Mill che, sottolineando l’urgenza di affrontare questioni sociali quali la povertà e la giustizia sociale, si preoccupavano del bilanciamento tra l’efficienza, il benessere sociale e il ben-essere (cura, sanità, salute) individuale. Oggi, è il centenario Edgar Morin a denunciare «l’egemonia del profitto, del denaro, del calcolo (statistico, di crescita, pil, sondaggi), che ignora i nostri veri bisogni come le nostre legittime aspirazioni a una vita, al tempo stesso, autonoma e comunitaria». Ad aggravare la situazione, intervengono le «regressioni cognitive della specializzazione che impedisce di percepire il contestuale e il globale», pur in presenza degli «straordinari chiarimenti apportati dalla conoscenza scientifica». All’IA che ci propone nuove forme di conoscenza, dobbiamo reagire, aggiunge Morin, incentivando il pensiero transdisciplinare: vale a dire, «rompere con le disgiunzioni e compartimentazioni disciplinari».

Loading...

Le insidie della tecnocrazia e dell’econocrazia che antepongono, rispettivamente, le considerazioni tecnologiche ed economiche a tutto il resto, hanno prodotto un nodo aggrovigliato delle cui ricadute negative sulla società è illusorio liberarsi comportandosi come Alessandro il Grande che con la spada tagliò il nodo. Gli umani non sono del tutto logici e tampoco macchine calcolatrici che estraggono al meglio la spada. Siamo portatori di aneddoti, convinzioni, desideri, emozioni, fantasia, immaginazione, irrazionalità, opinioni, sentimenti, sogni, tradizioni che dobbiamo far interagire con la ragione per ottenere innovazioni sociali la cui assenza permetterebbe al boom tecnologico e alla bulimia di merci e denaro di produrre sconvolgimenti economici tale da lacerare il tessuto comunitario.

piero.formica@gmail.com

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti