Mobilità

E-Car, Microcar e K-Car, cosa sono e quali sono le differenze

Le nuove auto elettriche compatte sono pronte a inaugurare una nuova nicchia di mercato. Scopriamo le differenze con Microcar e K-car giapponesi

di Simonluca Pini

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Si chiamano E-Car e si traducono in auto compatte elettriche, prodotte in Europa e dal prezzo accessibile. Battezzate Small Affordable Cars, puntano ad offrire una soluzione di mobilità ad un costo concorrenziale ma soprattutto ad aumentare la produzione automobilistica nel Vecchio Continente. Da non confondere con le microcar e con le K-Car giapponesi, garantiranno maggior sicurezza rispetto ai quadricicli pesanti.

 

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E-Car, cosa sono

Nell’attesa di scoprire il primo modello prodotto da Stellantis, le E-Car sarà una inedita categoria di veicoli. La differenza non sarà tanto sul prodotto ma su una variazione del quadro normativo (Modifiche al regolamento (Ue) 2018/858 che introducono una nuova sottocategoria di autovetture, i piccoli veicoli elettrici di categoria M1 (M1E), basati su una lunghezza massima di 4,2 metri) e su una serie di vantaggi per gli automobilisti come bonus di acquisto, programmi di rottamazione, condizioni di parcheggio favorevoli, esenzioni o riduzioni del pedaggio e ricarica a tariffa ridotta. A questo si aggiungerà un prezzo massimo di circa 20.000 euro.

 

Microcar, cosa sono

Le cosiddette microcar rientrano tra i quadricicli leggeri, dove secondo il codice della strada italiano (Art.53 h) sono assimilabili ad un ciclomotore pur avendo quattro ruote e può essere guidato con patente AM dai 14 anni. I quadricicli pesanti per il trasporto di persone, invece, devono avere una massa a vuoto con un limite massimo di 400kg e una capacità di carico massima non superiore ai 200 kg. Per il trasporto di merci il limite massimo di 550kg, con una capacità di carico massima non superiore ai 1000 kg. Nel calcolo della massa non è compreso il peso delle batterie per i mezzi dotati di motore elettrico. I quadricicli pesanti con potenza fino a 15 KW si possono guidare con la patente B1.

 

K-car, cosa sono

Le Kei-car (dal giapponese keitō jidōsha, “automobile leggera”) non devono essere più lunghe di 3,40 metri, avere una larghezza entro il metro e 48 centimetri e una potenza non superiore ai 64 cavalli erogati da un motore entro i 660 centimetri cubi di cilindrata. Caratterizzata da un abitacolo a quattro posti, in Giappone rappresentano circa il 40% delle immatricolazioni.

 

E-Car, cosa cambierà

Punto fondamentale sarà l’apertura ad una normativa meno restringente rispetto a quella dedicata alle vetture di categoria M1, mettendo vincoli e paletti che si posizionino tra le vetture tradizionali e le microcar e quadricicli leggeri. Partendo dalle vetture M1, fa riferimento la normativa Reg. (Ue) 2018/858 + 2019/2144 che impone una lunga serie di vincoli come dotazione base che comprenda sistemi di sicurezza come Abs, Esc, cinture 3 punti, airbag, Isofix, Drl, Tpms, eCall, un lungo elenco di Adas obbligatori ( Isa, Aeb, Elks, Ddaw, Edr ecc. sui nuovi tipi dal 07/2024), emissioni Euro 6e (NOx 0,060 g/km benzina, 0,080 diesel; Pm 0,0045 g/km + Wltp+Rde) e crash test obbligatori ( Un R94, Un R95, Un R137 + protezione pedoni UN R127). Limiti molto più blandi per i quadricicli L6e/L7e, normati dalla Reg. (Ue) 168/2013 (L-category), con Vincoli forti su massa (≤ 425/450/600 kg) e potenza (4 o 15 kW) ma nessun obbligo su Esc, airbag, Tpms, eCall, Adas e crash test. Anche le emissioni si limitano a Euro 4/5.

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