E-commerce, controlli doganali più stringenti con i Pid
Dal 1° novembre bisognerà fornire in Dogana i codici alfanumerici che compongono gli identificatori di prodotto per le verifiche di conformità e sicurezza
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Identificatori di prodotto: la nuova frontiera dei controlli doganali Ue. Dal 1° novembre 2026 le imprese che operano nelle vendite a distanza di beni importati nell’Unione europea dovranno integrare nelle loro procedure una novità fondamentale: in virtù di quanto stabilito del Regolamento (Ue) 2026/382, sarà infatti obbligatorio comunicare alle autorità doganali i cosiddetti identificatori di prodotto (Pid - Product identifiers). Dal 1° luglio effettuare l’adempimento è già possibile su base volontaria per quelle aziende che vogliono anticipare i tempi.
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La comunicazione in parola trae origine dalla stessa norma che ha già introdotto una trasformazione radicale nel commercio transfrontaliero, eliminando la franchigia doganale per le spedizioni fino a 150 euro e sostituendola con un dazio fisso di 3 euro per singolo articolo.
Che cosa cambia
I Pid non rappresentano una novità assoluta dal punto di vista tecnico, essendo codici alfanumerici già utilizzati dagli operatori per il monitoraggio dei magazzini e la gestione logistica. Tuttavia, la vera rivoluzione risiede nella loro trasmissione sistematica alle dogane durante l’importazione.
Esattamente quanto avviene negli Usa a partire dall’8 luglio scorso in relazione a una lista di circa 600 prodotti che gli esportatori (anche) italiani dovranno ora comunicare preventivamente alla Customs and boarder protection (Cbp) con riguardo al contenuto dei certificati di conformità (tra cui appunto il Pid) richiesti dalla Consumer product safety commission americana. La finalità di queste “nuove” procedure è chiaramente connessa alla sicurezza dei prodotti che attraversano le frontiere.
Come chiarito dalla Guidance Ue del 2 giugno 2026, anche per l’adempimento unionale l’obiettivo è fornire alle autorità strumenti di tracciabilità granulare lungo l’intera catena di fornitura. Grazie ai Pid, le dogane potranno identificare i prodotti non conformi ed estendere l’esito di un singolo controllo a tutti gli articoli caratterizzati da un rischio analogo, trasformando questi codici in una chiave di analisi trasversale che moltiplica l’efficacia delle verifiche senza gravare ulteriormente sulle risorse umane.







