È morta Emma Bonino, aveva 78 anni. Lunedì il Cdm per le esequie di Stato
È stata storica leader del movimento radicale sempre al fianco di Marco Pannella
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È morta Emma Bonino. Lo ha riferito Più Europa. La storica leader del movimento radicale, ora esponente di +Europa, aveva 78 anni. Ricoverata in ospedale, presso il Santo Spirito di Roma, il 7 settembre, ieri era uscita dalla terapia intensiva dell’ospedale ed era stata trasferita in una struttura privata, sulla base di quanto concordato tra il medico curante e i medici del Santo Spirito. La situazione anche ieri era stata definita “delicata”. Il Senato ha osservato un minuto di silenzio per ricordarla, alle 11 è stata la volta della Camera.
Chiedilo al Sole
Bonino vanta una lunghissima carriera nelle istituzioni italiane ed europee, iniziata nel 1976 con la sua prima elezione alla Camera dei Deputati. Cresciuta politicamente a fianco di Marco Pannella nel Partito Radicale, si è fatta conoscere negli anni ’70 per le mobilitazioni a favore dell’introduzione del divorzio e per la legalizzazione dell’aborto in Italia.
Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, si riunirà lunedì 14 settembre alle 10 per la deliberazione delle esequie di Stato dell’ex senatrice e dell’ex deputato Raffaele Costa.
La nota
«Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero. Emma fu “scelta dalla politica radicale” quando un divieto cambiò la sua giovane vita. E da quel momento decise che avrebbe lottato affinché non potesse capitare mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera». È quanto si legge in una nota di +Europa.
«La sua vita - prosegue il ricordo - è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. È questo il suo testamento: non è importante quante volte occorra perdere prima di riuscire a vincere e conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che proviamo oggi. Da domani proveremo a trovare le parole giuste per trasformare la gratitudine che proviamo per aver potuto lottare al suo fianco nel coraggio di continuare a batterci come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore».







