Lutto nel mondo della difesa: morto il generale Graziano, presidente di Fincantieri
Il generale Claudio Graziano, ex Capo di stato maggiore della Difesa e presidente di Fincantieri, è morto improvvisamente
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È morto il generale Claudio Graziano, presidente di Fincantieri. Era nato a Torino nel 1953. Ex Capo di Stato maggiore della Difesa e presidente del Comitato militare dell’Unione europea, era a capo di Fincantieri dal 2022.
Graziano, che di recente aveva perso la moglie, sarebbe stato trovato morto questa mattina. Molte le ipotesi sulle cause, tra le quali quella del suicidio.
Nel biglietto trovato il riferimento alla coniuge scomparsa: senza mia moglie «ho perso la strada»
Secondo quanto riportato dall’agenzia Radiocor, è stato ritrovato un biglietto. «Dopo la morte di Marisa ho perso la strada»: è il contenuto del breve biglietto trovato accanto al corpo del generale Graziano. L’ipotesi prevalente è che si sia tolto la vita. Nell’appunto trovato nella sua abitazione romana è chiaro il riferimento alla moglie, Marisa Lanucara, scomparsa nella primavera del 2023 al termine di una malattia. Chi ha frequentato Graziano riferisce di quanto il lutto lo abbia segnato nell’ultimo anno, ma anche l’impegno, il rigore, la capacità di mostrarsi di buon umore che trasmetteva all’esterno, anche nelle ultime settimane. Graziano, nato a Torino, avrebbe compiuto 71 anni a novembre.
Il suo impegno in Fincantieri: sicurezza del mare e rimedio alle carenze europee
A favore di un settore della Difesa che sani le carenze europee e della sicurezza del mare con la protezione di quanto si trova sotto, come, ad esempio, i cavi sottomarini. Sono stati alcuni dei capisaldi della presidenza di Fincantieri affidata al generale Graziano. Più volte Graziano aveva espresso il plauso per «la strada intrapresa dall’Ue sulla difesa» insistendo sulla necessità di «lavorare sull’interoperabilità e intercambiabilità», come aveva fatto proprio a Bruxelles nel marzo scorso, intervenendo agli Stati Generali dell’Italia a Bozar.
Una visione che teneva conto di due aspetti: le politiche di impiego delle Forze Armate e il comparto industriale della Difesa. In quanto più specificamente la sicurezza, Graziano aveva parlato di mare come di un insieme di “strade” che si congiungono.: metterle a rischio significa dunque interrompere la principale via di comunicazione. In questo ambito, più volte ha sottolineato l’esigenza di proteggere i cavi e pipelines che corrono nelle profondità marine del Mediterraneo. Profondità dove, ha ripetutamente ammonito, si registra la presenza di sottomarini russi. Sempre chiaro anche il suo atteggiamento nei confronti del conflitto tra Russia e Ucraina, favorevole cioè a consegnare armi a Kiev.







