Easyjet respinge ancora l’offerta di Castlelake ma lascia la porta aperta
Per la quarta volta la low cost rigetta la proposta migliorativa degli americana ma concede più tempo per un rilancio. In Borsa il titolo +7%
3' di lettura
3' di lettura
EasyJet prende tempo e apre uno spiraglio al dialogo con Castlelake. Il board della compagnia aerea britannica ha respinto il quarto rilancio del fondo statunitense, che valuta il gruppo circa 4,95 miliardi di sterline attraverso un’offerta di 6,50 sterline per azione, ma ha contestualmente prorogato al 5 luglio il termine entro il quale l’offerente dovrà decidere se procedere o ritirarsi.
Chiedilo al Sole
La decisione concede altri nove giorni agli investitori americani per valutare un eventuale ulteriore rilancio e rappresenta un cambio di tono rispetto alle settimane precedenti, caratterizzate da un duro confronto tra le parti. Il mercato ha interpretato la mossa come un segnale di apertura: il titolo easyJet è arrivato a guadagnare fino all8% nelle prime contrattazioni. Il prezzo rimane tuttavia inferiore del 14% rispetto all’ultima proposta di Castlelake, ma superiore di oltre il 30% ai livelli precedenti alla prima offerta, presentata circa un mese fa.
Secondo gli osservatori, il fondo potrebbe ora valutare un nuovo rilancio, con una valorizzazione che in alcune ipotesi potrebbe spingersi fino a 7 sterline per azione. Un elemento centrale dell’ultima proposta è la revisione della struttura proprietaria dell’operazione, studiata per superare i vincoli normativi che limitano il controllo delle compagnie aeree europee da parte di investitori extra-Ue.
Il nuovo schema prevede l’ingresso di Brookfield Asset Management e una maggioranza detenuta da cittadini europei, tra cui gli ex dirigenti del settore aeronautico Peter Bellew e Mark Breen. Per Castlelake, società statunitense, si tratta di un passaggio obbligato: la normativa europea impedisce infatti che il controllo effettivo di un vettore comunitario sia esercitato da soggetti non europei.
Dal punto di vista industriale, easyJet continua a essere considerata un asset di pregio. Gli analisti evidenziano una struttura finanziaria relativamente poco indebitata e prospettive di crescita che potrebbero portare l’utile operativo a sfiorare il miliardo di sterline entro il 2030. Sul fronte opposto, la compagnia è chiamata a sostenere un significativo programma di investimenti per il rinnovo della flotta, con l’arrivo di nuovi aeromobili della famiglia Airbus A321. Castlelake ha ribadito in più occasioni di non avere intenzione di procedere a uno smembramento del gruppo. Una precisazione non irrilevante, considerando che gli analisti di Bernstein ritengono che, in uno scenario di break-up, il valore teorico della compagnia sarebbe superiore a quello incorporato nell’attuale offerta.


