Economia Digitale

Edil San Felice presenta H.E.R.O., il primo umanoide brevettato per la sicurezza

L’azienda quotata su Euronext Growth Milan investe 600mila euro nel progetto sviluppato con la Federico II. Obiettivo: una flotta di 5 unità operative entro metà 2026

di Marco Trabucchi

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I robot umanoidi sono tra noi. E se ancora non fanno compagnia nei salotti di casa, potrebbero presto diventare una presenza abituale lungo le autostrade italiane. Edil San Felice, società benefit quotata su Euronext Growth Milan e operatore integrato nel settore delle manutenzioni infrastrutturali, ha presentato a Palazzo Mezzanotte, durante l’ottava edizione della “Mid & Small – Milan 2025”, H.E.R.O. (Humanoid for Enhanced Road Operations), il primo umanoide brevettato specificamente per operare nei cantieri stradali.

Un progetto ambizioso, nato da un investimento iniziale di 600.000 euro e dalla collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e NOTOS Group, responsabili dell’addestramento e dello sviluppo dell’intelligenza artificiale del robot. Ma oltre ai numeri, c’è un obiettivo che il CEO Lorenzo Di Palma considera prioritario: «Salvare vite umane». Le statistiche sugli incidenti mortali nei cantieri stradali, infatti, raccontano una storia che l’innovazione tecnologica può contribuire a riscrivere.

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Hardware cinese, cervello napoletano

Alla base di H.E.R.O. c’è un Unitree G1, umanoide di produzione cinese acquistato “puro”, ovvero senza programmazione specifica. Il valore aggiunto del progetto risiede proprio nel lavoro dei ricercatori della Federico II, che hanno sviluppato l’intero sistema di intelligenza artificiale necessario a trasformare una piattaforma hardware generica in un operatore specializzato per i cantieri stradali.

Dal punto di vista tecnico, l’umanoide integra percezione a 360° tramite 3D LiDAR e depth camera, mani prensili sensorizzate con controllo di forza, mobilità avanzata e una piattaforma di intelligenza artificiale che combina reinforcement learning, riconoscimento della segnaletica orizzontale, line following e localizzazione degli elementi di cantiere.

«I compiti principali riguardano le operazioni di montaggio e smontaggio dei cantieri stradali», spiega Di Palma. «Chiaramente la macchina è programmata per le operazioni più rischiose: posizionamento della segnaletica temporanea, gestione dei coni lungo 1-2 chilometri (lo standard operativo del settore), movimentazione dei carichi e monitoraggio dell’area di cantiere. Può recuperare uno pneumatico scoppiato, gestire le procedure di regolamentazione della viabilità, oppure fare da uomo sentinella in caso di turbative del traffico. È davvero pronta a 360° per tutte le nostre attività».

Dal cantiere al mercato: il piano industriale

Il progetto si inserisce nella strategia industriale di Edil San Felice, storicamente fondata sulla politica del “subappalto zero”. Un modello che, in un’azienda con circa 400 dipendenti, consente di valorizzare competenze interne e mantenere standard di sicurezza superiori alla media del settore.

L’aspetto centrale è la collaborazione uomo-robot. H.E.R.O. non nasce per sostituire gli operatori, ma per affiancarli e proteggerli nelle fasi più esposte. Il personale verrà formato gradualmente così da coordinare e supervisionare le attività dell’umanoide secondo nuovi modelli operativi introdotti per step.

«Una volta ottenuta l’autorizzazione ministeriale, l’obiettivo è diffonderlo su tutti i cantieri e poi vendere materialmente i robot opportunamente addestrati», spiega Di Palma. Il brevetto copre la movimentazione sicura dei carichi e la manutenzione delle infrastrutture, ambiti in cui le applicazioni potrebbero estendersi ben oltre il settore stradale.

La timeline è ambiziosa ma, secondo il CEO, realistica: «Se istituzioni e autorità ci supportano rapidamente con le autorizzazioni, potremmo partire già dal prossimo anno». Per gli automobilisti, questo potrebbe tradursi in avvistamenti dei primi robot umanoidi lungo le autostrade italiane già dalla primavera del 2026.

Lorenzo di Palma

L’appello alle istituzioni

«Con questo progetto rivolgiamo un appello alle istituzioni: sostenere e incentivare l’adozione di tecnologie innovative che siano in grado di tutelare concretamente la sicurezza nei cantieri», dichiara Di Palma. Grazie al lavoro con il team di giovani ingegneri della Federico II, Edil San Felice ha ottenuto, nelle parole del CEO, «un successo straordinario». Una base solida che apre la strada ad applicazioni potenzialmente infinite, anche oltre il settore delle infrastrutture.

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