Egm e Pmi quotate, le proposte di Assonext per il rilancio
L’associazione ha presentato una roadmap con 12 proposte per rendere il mercato più efficiente e competitivo
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Euronext Growth Milan, il segmento di Borsa Italiana pensato per le piccole e medie imprese, è diventato un punto di riferimento triplicando il numero degli emittenti dal 2015 e mostrando una vocazione tech superiore al listino principale ma continua a faticare nel «garantire liquidità, visibilità e continuità nell’accesso ai capitali per le pmi quotate». È l’analisi di AssoNext (associazione di riferimento delle pmi italiane quotate) che ha stilato una roadmap con 12 proposte che puntano a un mercato più efficiente e competitivo, una maggiore canalizzazione del risparmio verso le pmi e un rafforzamento della visibilità delle pmi nei confronti di investitori. Il percorso proposto, presentato a Roma nel corso di un evento pubblico, si sviluppa attraverso tre direttrici: un mercato più efficiente e competitivo (Fair Market), una maggiore canalizzazione del risparmio verso le Pmi quotate (Finanza Paziente) e un rafforzamento della visibilità delle Pmi nei confronti di investitori (Equity visibility).
Se le aziende quotate su Egm sono 207 per una capitalizzazione totale di 10,8 miliardi di euro e il mercato è cresciuto molto negli ultimi 10 anni, d’altro canto le performance dell’indice sono state meno esposte alle turbolenze rispetto ai listini principali ma sono state meno brillanti (+9% nel 2025 a fronte del +31,5% del Ftse Mib; +3% nel primo scorcio di 2026 contro +12% del Ftse Mib) e la liquidità dei scambi è stata «insufficiente».
«Non basta favorire nuove quotazioni - sottolinea Vincenzo Polidoro presidente di AssoNext e consigliere esecutivo di First Capital - bisogna costruire un ecosistema che le trattenga e le valorizzi nel tempo. Le proposte operative che presentiamo oggi nascono esattamente da questa consapevolezza: un piano concreto per rimettere le pmi al centro della politica industriale del Paese e per fare del mercato dei capitali una leva reale di crescita, competitività e sovranità economica».
Sul fronte dei fondamentali, le valutazioni 2026 si attestano su multipli EV/Ebitda di 5,8x e P/E di 13,6x, con una composizione settoriale che vede una significativa presenza dell’industria (41%), dei beni di consumo (17%) e del tech (11%): un mix più diversificato e con maggior esposizione tecnologica rispetto al mercato principale. Resta l’ombra di una liquidità ancora insufficiente – gli scambi medi giornalieri si sono attestati a 7 milioni di euro, in contrazione del 12,5% rispetto alla media 2025 – e negli ultimi trenta mesi le IPO hanno continuato a superare i delisting, sebbene con un gap che si è ridotto.
«L’EGM mantiene un ritmo medio di 20-25 quotazioni l’anno e continua a svolgere un ruolo fondamentale nella diffusione di una cultura del capitale tra le Pmi italiane - spiega Guglielmo Manetti, amministratore Delegato di Intermonte e Consigliere Assonext -. I fondamentali sono solidi e le valutazioni attraenti, ma la criticità resta sui volumi di scambio e sulla presenza ancora limitata degli investitori istituzionali: temi su cui occorre intervenire con decisione per liberare il vero potenziale del comparto»

