Egm ai raggi X: i ricavi di Fope balzano del 32% nel primo semestre 2026
Le nuove strategie della società orafa vicentina che vuol puntare sulla comunicazione per migliorare la posizione nel segmento di gioielleria di alta gamma
5' di lettura
I punti chiave
5' di lettura
Da tempo Fope risulta saldamente al primo posto nella classifica delle migliori performance dell’Euronext Growth Milan a partire dall’Ipo, ma d’altra parte è anche una delle società “veterane” con ben 10 anni di quotazione. Nel 2025 ha messo a segno un incremento dei risultati di bilancio che ricorda quelli dei tempi della “new economy”, pur operando in un settore tradizionale come quello della gioielleria.
Chiedilo al Sole
I numeri
I ricavi sono infatti balzati del 27,4% a 93,6 milioni (di cui il 57,2% generati nei mercati extraeuropei, il 29,7% nella Ue e solo il 13,2% in Italia). L’ebitda è salito del 38,6% a 20,5 milioni, l’ebit del 44,2% a 17,5 milioni e l’utile netto del 36,6% a 11,4 milioni, in presenza di un incremento degli oneri finanziari netti da 613.000 euro a 1,4 milioni derivanti però principalmente da oneri su cambi netti per quasi 985.000 euro; la società non solo non è indebitata ma al 31/12/2025 disponeva di liquidità netta per 10 milioni, in forte aumento rispetto ai 3,3 milioni a fine 2024, pur dopo investimenti per 3,3 milioni (realizzazione di “shop in shop”, ampliamento dei reparti produttivi ed estensione dell’implementazione del nuovo sistema informatico), oltre al pagamento di un monte dividendi di circa 4,6 milioni.
S’intende: dato il settore in cui opera Fope, queste performance di crescita sono dovute anche al forte incremento dei prezzi dell’oro, tuttavia… non sempre è tutto oro quello che luccica: alla 45.ma edizione della manifestazione OroArezzo tenutasi a maggio 2026 è stato presentato uno studio Intesa Sanpaolo/Club degli Orafi Italia in cui è stato sottolineato che, a fronte di un balzo del prezzo dell’oro nel 2025 pari al 44%, il giro d’affari complessivo del settore orafo in Italia è sceso del 5% (e la produzione ben del 29%).
La ricerca periodica elaborata da Intesa Sanpaolo sul settore orafo italiano ha indicato per il primo trimestre 2026 2,4 miliardi di esportazioni complessive, con un calo del 17% a valore e dell’1% in quantità (anche se va ricordato che escludendo la Turchia la performance sarebbe stata positiva), con una riduzione del 23%, a 300 tonnellate, per la domanda mondiale di gioielli in oro ed un prezzo medio dell’oro nel trimestre di 4.163 euro per oncia (media 2025 pari a 3.028 euro per oncia).
Il gruppo punta a un fatturato di 140 – 150 milioni nel 2029
Tutto ciò sottolinea che la performance dei risultati di Fope nel 2025 è stata davvero brillante, e prosegue anche nel 2026: i ricavi a fine giugno infatti sono aumentati ben del 32% a 56,8 milioni ed anche il backlog risulta in crescita e in linea con il budget. Fope ha recentemente presentato le linee guida strategiche e i target al 2029, che indicano a fine Piano ricavi compresi fra 145 e 150 milioni e un ebitda fra 33 e 35 milioni (ebitda margin fra il 22% e il 24%, a fronte del 21,9% dell’esercizio 2025). Questi obiettivi non includono eventuali ulteriori aumenti di listino determinati dalle quotazioni dell’oro.







