Pmi ad alto potenziale

Egm ai raggi X: Saccheria Franceschetti registra un +24,5% dei ricavi

L’azienda ha visto un balzo di 5,4 milioni di euro di giro d’affari nel primo trimestre 2026

di Valeria Novellini

 BLOOMBERG NEWS

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Grandi novità per Saccheria Franceschetti nel primo trimestre 2026. E non solo perché i ricavi del gruppo sono balzati del 24,5% a 5,4 milioni, trainati dall’e-commerce (a luglio 2025 era stato rinnovato il portale e-commerce dedicato ai Big Bags, con un investimento di 323.000 euro che ha consentito anche di implementare un nuovo software di gestione del magazzino) e difatti questa categoria ha registrato un incremento del 20% a 4 milioni, ma ancor migliore è stata la performance dei Fertilizer Bags passati da 0,1 a 0,5 milioni, mentre gli Small Bags sono passati da 0,5 a 0,4 milioni).

La società infatti ha aggiornato il logo aziendale (quello nuovo, con l’illustrazione di un simpatico sacco “animato”, è stato disegnato dal grafico interno Nicola Marini che è stato protagonista anche del design delle borse Sackmonarchy realizzate con scarti di produzione), ma soprattutto ha approvato, in linea con la qualifica di società benefit, l’istituzione di un’area espositiva permanente (Museo d’Impresa) e dell’archivio storico sociale. Quest’iniziativa sarà oggetto di specifica rendicontazione nei prossimi bilanci di sostenibilità (con il 2025 Saccheria Franceschetti è già giunta alla terza edizione, a cui si è affiancata quest’anno anche la Relazione d’Impatto).

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I numeri

Ricordiamo che anche nel 2026 Regione Lombardia ha indetto un bando per il sostegno ai Musei d’Impresa con una dotazione complessiva di 1,15 milioni (si tratta di contributi a fondo perduto che coprono il 100% delle spese ammissibili, con un ammontare massimo di 50.000 euro per singola impresa, con un investimento minimo di 10.000 euro).

Il bando 2025 ha sostenuto 35 progetti per un importo complessivo di 1,5 milioni; tra questi il Museo Bellini Collezione privata barche d’epoca di Corte Franca (Bs), realizzato da Bellini Nautica, anch’essa all’Euronext Growth Milan, e finanziato per 50.000 euro.

Indebitamento in crescita per adeguare le scorte di magazzino

Intanto Saccheria Franceschetti, al 31/3/2026, ha evidenziato un indebitamento finanziario netto di 2,6 milioni, in aumento rispetto ai 2,39 milioni di fine 2025 (che a loro volta risultavano molto superiori agli 0,4 milioni al 31/12/2024); ma tale situazione è dovuta alla politica dell’azienda che, a seguito delle tensioni geopolitiche che hanno dapprima interessato il Canale di Suez e successivamente lo Stretto di Hormuz, ha deciso di evitare strettoie logistiche da parte dei fornitori incrementando le scorte di magazzino (giunte a 5,6 milioni a fine 2025), allo scopo di garantire sempre consegne immediate alla clientela (in gran parte italiana).

Peraltro va ricordato che al 31/12/2025 il patrimonio netto ammontava a 10,5 milioni e di conseguenza il rapporto Debt/Equity risulta comunque molto contenuto (circa 0,25 volte), e non si è modificato significativamente dopo il pagamento del dividendo 2025 che ha avuto luogo il 13 maggio 2026 (0,03 euro per azione, per un monte dividendi complessivo di 262.500 euro). Tale dividendo ha dato luogo a un pay-out del 23,5% (quindi molto prudenziale) sull’utile netto 2025 di circa 1,12 milioni.

Per quanto riguarda i margini reddituali, nel 2025 Saccheria Franceschetti, a fronte di un giro d’affari in aumento del 10,4% a 19,5 milioni, ha visto salire l’ebitda del 3% a 2,17 milioni, l’ebit del 5,8% a 1,73 milioni e l’utile netto del 7,7% appunto a circa 1,12 milioni. Tale andamento è stato determinato soprattutto dal forte incremento dei costi per consumi di materie prime e merci (+31,5% a 14,8 milioni), ma la società, nonostante il già citato incremento del debito per la crescita del circolante (passato da 6 a 8,6 milioni), è riuscita a ridurre il livello degli oneri finanziari netti da 124.000 a 101.000 euro.

Va anche ricordato che Saccheria Franceschetti, proprio per il suo modello di business molto snello, ha visto scendere il costo del personale del 9,6% a 1,26 milioni in quanto a fine 2025 i dipendenti ammontavano a sole 24 unità (di cui 23 a contratto indeterminato). E tale modello nel 2026 beneficerà dell’aggiudicazione del progetto “Logistica Digitale” di Regione Lombardia con il quale saranno adottate logiche avanzate e modelli di prompting AI per automatizzare i flussi informativi e velocizzare i processi decisionali, e sarà implementato un sistema di gestione del magazzino (Warehouse Management System) con capacità predittive e un tracciamento di nuova generazione, per agevolare la gestione della supply chain. Ciò consentirà ai dipendenti di liberarsi da attività ripetitive e a basso valore aggiunto, per focalizzarsi sulla prossimità al cliente, l’attività commerciale e la scalabilità del canale e-commerce.

 

Per il 2026, come si è visto, la strategia della società sull’e-commerce dei Big Bags ha portato a un incremento del giro d’affari. La fidelizzazione della clientela viene perseguita garantendo consegne puntuali grazie al rilevante magazzino (e almeno per il momento la situazione dello Stretto di Hormuz non consente una modifica di tale politica); inoltre un ulteriore beneficio può derivare dal fatto che a maggio 2025 è stata ottenuta la certificazione Global Recycled Standard di Textile Exchange che garantisce la presenza nei prodotti di almeno il 20% di materiali riciclati, il che potrebbe interessare ai clienti più sensibili ai temi ambientali e/o che a loro volta redigono bilanci di sostenibilità anche al fine di migliorare il proprio scoring creditizio.

Possibile acquisizione nel 2026 e rafforzamento delle politiche Esg

La struttura dei costi operativi non dovrebbe presentare sostanziali modifiche rispetto a quella del 2025 (rimangono ovviamente le tensioni sui costi di produzione dei polimeri e dei semilavorati nei distretti industriali del Far East da cui si rifornisce la società). Saccheria Franceschetti intende crescere anche per linee esterne e confida di poter portare a termine un’acquisizione entro la fine del 2026 (come si è visto, nonostante l’incremento del debito netto, non vi sono problemi di solidità finanziaria).

Si è detto del notevole impegno dell’azienda sul fronte Esg, e fra le varie iniziative vanno ricordati il proseguimento del progetto Sackmonarchy per l’utilizzo degli scarti di lavorazione, la misurazione del Life Cycle Assessment e dell’impronta carbonica del prodotto di punta (Big Bags), l’unico ancora volutamente realizzato in parte in azienda, il rinnovo del Rating di Legalità con il punteggio massimo, l’impiego esclusivo di energia proveniente dall’impianto fotovoltaico di proprietà o acquistata da fonti certificate “green” ed il sostegno a iniziative benefiche sul territorio. Per il 2026 tutte queste politiche saranno confermate o potenziate e saranno organizzati 6 webinar con i principali fornitori per richiederne l’adesione alla piattaforma Synesgy di Cribis per la valutazione della sostenibilità aziendale all’interno della supply chain.

Rimane purtroppo, come per molte società dell’Euronext Growth Milan, l’handicap costituito dal basso flottante (molto basso in questo caso: solo circa il 17% del capitale sociale) e il ridottissimo volume di scambi, circostanze che penalizzano la visibilità dell’azienda da parte di analisti e investitori.

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