“El ser querido”, film superbo che punta alla Palma d’oro
Mancano diversi giorni e tanti titoli importanti da vedere ancora, ma questo lungometraggio è un serissimo candidato al riconoscimento più prestigioso
4' di lettura
4' di lettura
Un film da Palma d’oro: certo, mancano ancora diversi giorni e tanti titoli importanti da vedere prima di arrivare sabato sera alla conclusione del Festival di Cannes 2026, ma nel frattempo è stato presentato in concorso un lungometraggio che non può che risultare un serissimo candidato al riconoscimento più prestigioso.
“El ser querido” di Rodrigo Sorogoyen è un’esperienza cinematografica impressionante, un film da brividi capace di regalare emozioni fortissime dalla prima, meravigliosa sequenza (un dialogo di circa venti minuti) fino alle ultime inquadrature.
Al centro della trama ci sono un padre e una figlia che non si vedono da tantissimi anni. Lui, un regista di fama internazionale, torna a cercare lei, una barista e attrice occasionale, per offrirle una parte importante nel suo nuovo progetto. Quella che potrebbe essere un’opportunità professionale, si trasforma presto in un confronto emotivo inevitabile: sul set emergono segreti, rancori e ferite mai sanate, costringendo entrambi a fare i conti con un passato irrisolto e con il fragile legame che li unisce.
Mescolando il cinema e la vita con una profondità straordinaria, Sorogoyen ci mostra un tentativo di riconciliazione difficile da raggiungere e un gioco di sguardi tra un regista (autoritario e violento) e la sua attrice (timida e insicura) che diventa una metafora perfetta di una relazione padre-figlia impossibile (forse) da sanare.
Tanto coinvolgente da mettere i brividi in diversi passaggi davvero inquietanti, “El ser querido” è una giostra emotiva dolorosa, traumatica e valorizzata dalla gigantesca prova di Javier Bardem.





