I conti del secondo trimestre

Eni, l’utile netto adjusted raddoppia a 2,3 miliardi nel trimestre. Descalzi: «Risultati eccellenti»

I numeri sostenuti dalla crescita dell’E&P, della GGP e dei satelliti della transizione. Riviste al rialzo le aspettative sui risultati operativi e sulla generazione di cassa. Il buyback sale a 3,4 miliardi

La sede dell'Eni a Roma

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Pur in uno scenario che resta particolarmente complesso, Eni arriva al test dei conti con risultati solidi e in crescita in forza dei quali il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha deciso di rivedere al rialzo le aspettative sui risultati operativi e sulla generazione di cassa e di alzare conseguentemente anche la remunerazione degli azionisti sulla scia di un ulteriore incremento del programma di buyback a 3,4 miliardi. Così il secondo trimestre va in archivio con un utile proforma adjusted di 5,4 miliardi di euro, raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025 (2,7 miliardi) grazie alla spinta assicurata dal “motore” del gruppo (l’esplorazione e produzione), dalla GGP (Global Gas & Lng Portfolio) e dai satelliti collegati alla transizione (mentre sul semestre l’incremento è del 40%, a 8,9 miliardi di euro).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I numeri del secondo trimestre

L’utile netto adjusted si attesta a 2,3 miliardi di euro (+106%, con una crescita del 43% nei sei mesi, a 3,6 miliardi) tenendo conto della riduzione del tax rate adjusted di gruppo al 37% rispetto al 47% per via del miglior mix geografico dell’utile ante imposte nell’E&P. Il flusso di cassa netto da attività operativa si attesta a 5,7 miliardi nei primi sei mesi e include gli 868 milioni di dividendi distribuiti dalle partecipate. Il flusso di cassa netto ante variazione circolante al costo di rimpiazzo adjusted si ridetermina in 7,3 miliardi. L’incremento dell’indebitamento netto ante Ifrs16 (leasing) è di circa 1,74 miliardi.

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Descalzi: risultati eccellenti

«La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia - è il commento del numero uno, Claudio Descalzi - ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico. Questi risultati derivano dall’efficacia della gestione industriale e finanziaria e crescono in modo nettamente maggiore rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity di riferimento».

L’ad: straordinaria crescita della produzione

Descalzi ha poi posto l’accento su alcune delle mosse che il gruppo sta portando avanti. «’Stiamo potenziando ulteriormente il nostro business Exploration & Production, che entra in una ulteriore fase di crescita e generazione di valore, grazie all’avvio della JV Searah tra Indonesia e Malesia che ci consentirà di valorizzare le nostre importanti scoperte di gas nel bacino di Kutei, nonché ai progressi compiuti in numerosi progetti e all’espansione delle nostre attività in nuove aree geografiche. La solidità di questo business e la nostra eccellenza nell’esplorazione e produzione hanno sostenuto una straordinaria crescita della produzione, pari all’11% su base omogenea».

L’apporto dei business della transizione

Per l’ad è stato, poi, cruciale l’apporto assicurato dai satelliti della transizione a conferma della bontà della strategia decisa dal top management per valorizzare ulteriormente questi segmenti. «I business della transizione stanno incrementando il contributo ai risultati del gruppo, alimentando al contempo la propria crescita autofinanziata -aggiunge Descalzi-. Plenitude è in linea con il piano di aumento della capacità installata di 6,5 GW entro la fine dell’anno, e può già contare su una base clienti di 11 milioni di utenti. Enilive sta sviluppando nuova capacità produttiva per cogliere le opportunità offerte dalla rapida crescita della domanda di biocarburanti, ed è riuscita a valorizzare pienamente le condizioni di questa fase di mercato».

L’incremento del programma di buyback

Per il ceo di Eni, «i risultati del semestre dimostrano che, anno dopo anno, stiamo costruendo una società sempre più solida, grazie alla qualità del nostro portafoglio geograficamente diversificato e basato su asset competitivi, sulle nostre competenze distintive nell’esplorazione, su una crescente esposizione ai business legati alla transizione energetica, e con opportunità di valorizzazione anticipata degli asset». Tutti fattori che, evidenzia Descalzi, «supporteranno una generazione di cassa ricorrente nel lungo periodo, che ci permetterà di continuare ad assicurare agli azionisti una remunerazione significativa con un’importante condivisione dei benefici derivanti dagli scenari di mercato più favorevoli, mantenendo al contempo una struttura patrimoniale estremamente robusta, come dimostra il rapporto di indebitamento pro forma pari al minimo storico del 10%. Grazie a questi risultati, il programma di buyback viene incrementato di ulteriori 600 mln di euro fino a 3,4 miliardi».

Migliorate le previsioni sui risultati operativi

Con un occhio al prosieguo dell’anno, Eni ha rivisto, come detto, alcuni parametri, a cominciare dalle previsioni sui risultati operativi. In particolare, per il 2026, il gruppo prevede una crescita della produzione oil&gas su base omogenea rivista in rialzo a circa il 5% rispetto al precedente intervallo obiettivo del 3-4%. L’Ebit proforma adjusted di Ggp in rialzo a oltre 1,4 miliardi, in crescita del 40% rispetto alla previsione iniziale Quanto ai satelliti, l’Ebitda proforma adjusted di Enilive rivisto al rialzo a 1,3 miliardi (da 1,1 miliardi) allo scenario attuale e Plenitude confermato a 1,3 miliardi. La capacità rinnovabile installata a fine esercizio pari a 6,5 GW (Plenitude al 100%); capacità di bioraffinazione pari a 2,1 Mtpa (milioni di tonnellate l’anno), cui si aggiungono 1,5 Mtpa in costruzione (quota Enilive).

Rivista al rialzo la stima annuale di generazione di cassa

Per i risultati consolidati, rivista al rialzo, come detto, la previsione annuale di generazione di cassa: Cffo (cash flow from operations) adjusted pari a 15 miliardi, sulla base di uno scenario aggiornato Brent pari a 85 dollari al barile, margine di raffinazione SERM (lo Standard Eni Refining Margin, vale a dire l’indicatore usato da Eni per misurare il margine di profitto teorico della raffinazione del petrolio) di 14 dollari al barile e prezzo del gas Ttf pari a 50 euro per megawattora al cambio euro/dollaro di 1,16, evidenziando un miglioramento di 0,7 miliardi rispetto alle sensitivity del gruppo, I capex lordi sono confermati a 7 miliardi, i capex netti rivisti in riduzione rispetto alla precedente guidance inferiori a 5 miliardi. Mentre il gearing proforma è atteso al limite inferiore dell’intervallo del 10-15% e il gearing reported atteso convergere allo stesso livello a fine anno.

Sale il programma di buyback

Anche la remunerazione degli azionisti viene rivista al rialzo in virtù della crescita dei risultati. Così Eni ha previsto in aumento il programma di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi, + 20% rispetto alla precedente previsione del primo trimestre di 2,8 miliardi, in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi) sotto forma di incremento di buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 dollari barile. Il nuovo valore del buyback rappresenta un incremento di oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi al cash flow di budget.

A ottobre la decisione su un eventuale dividendo straordinario

Alla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato e a condizione che tale livello si mantenga al di sopra del 50% del margine di raffinazione di riferimento (quindi almeno a 9 dollari per barile rispetto ai 6d dollari del budget), nel mese di ottobre si deciderà sull'attivazione del dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato che, in caso di scenari superiori a 90 dollari al barile, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione, prevede che il 100% dell'incremento del Cffo sia distribuito come dividendo straordinario nell'ultimo trimestre e sulla base delle sensitivity unitarie (1 dollaro SERM equivale a 0,08 miliardi). Confermata, infine, la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).

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L’andamento dei segmenti: l’E&P

Guardando all’andamento dei business, nel settore dell’esplorazione e della produzione (E&P), la produzione di idrocarburi si attesta sugli 1,79 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025 (1,79 milioni nel primo semestre 2025, +8%). L’utile operativo adjusted dell’E&P nel secondo trimestre ha registrato una crescita del 97% a 4,8 miliardi (+42% sui sei mesi, a 8,1 miliardi). L’utile netto ajusted si è attestato a 2,2 miliardi nel secondo trimestre (erano 1,05 miliardi nello stesso periodo del 2025), mentre sul semestre l’incremento è stato del 57%, a 3,7 miliardi.

La divisione gas

Passando alla performance del business Ggp, l’utile operativo proforma adjusted è stato pari a 468 milioni con un incremento del 46% grazie ai benefici legati a ottimizzazioni del portafoglio nonché a rinegoziazioni e accordi commerciali. Nel primo semestre, invece, l’utile operativo proforma adjusted si è attestato a 783 milioni, in aumento del 24 per cento. Nel secondo trimestre 2025, il business Power ha riportato l’utile operativo proforma adjusted di 35 milioni, in calo del 47%, mentre, sul semestre, l’asticella di 47 milioni registra una riduzione di 182 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025.

I satelliti: Plenitude ed Enilive

Venendo ai satelliti legati alla transizione energetica, nel secondo trimestre, Plenitude ha invece conseguito un utile operativo proforma adjusted di 226 milioni in aumento del 70% rispetto allo stesso periodo di confronto (nel semestre l’asticella ammonta a 439 milioni, +17%). Il business ha poi conseguito un Ebitda proforma adjusted pari a 233 milioni in calo del 9% rispetto al secondo trimestre del 2024 (nel semestre il dato è pari a 541 milioni, -12% rispetto allo stesso periodo del 2025). Eni live ha, invece, registrato un utile operativo proforma adjusted di 295 milioni nel secondo trimestre, più che raddoppiato rispetto al 2025 (433 milioni nel primo semestre, +93%), l’Ebitda proforma adjusted di 375 milioni è, invece, in aumento del 79% (+55% nei primi sei mesi, a 592 milioni).

La raffinazione e la chimica

Infine, la raffinazione e la chimica. Il primo ha raggiunto un utile proforma adjusted di 80 milioni nel secondo trimestre in miglioramento risprtto alla perdita di 9 milioni dello stesso periodo del 2025. Nel primo semestre 2025, il business ha conseguito un utile operativo proforma adjusted di 66 milioni a fronte dei 100 milioni di rosso dello stesso periodo di confronto. Nel secondo trimestre, il business della chimica gestito da Versalis ha riportato una perdita operativa proforma adjusted pari a 65 milioni, in miglioramento rispetto ai 184 milioni del secondo trimestre 2025 grazie ai benefici del piano di ristrutturazione avviato dal gruppo. Nel primo semestre 2025, la perdita proforma adjusted di 223 milioni risulta in aumento rispetto al rosso di 427 milioni nel primo semestre 2025

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