Eni, l’utile netto adjusted raddoppia a 2,3 miliardi nel trimestre. Descalzi: «Risultati eccellenti»
I numeri sostenuti dalla crescita dell’E&P, della GGP e dei satelliti della transizione. Riviste al rialzo le aspettative sui risultati operativi e sulla generazione di cassa. Il buyback sale a 3,4 miliardi
7' di lettura
I punti chiave
- I numeri del secondo trimestre
- Descalzi: risultati eccellenti
- L’ad: straordinaria crescita della produzione
- L’apporto dei business della transizione
- L’incremento del programma di buyback
- Migliorate le previsioni sui risultati operativi
- Rivista al rialzo la stima annuale di generazione di cassa
- Sale il programma di buyback
- A ottobre la decisione su un eventuale dividendo straordinario
- L’andamento dei segmenti: l’E&P
- La divisione gas
- I satelliti: Plenitude ed Enilive
- La raffinazione e la chimica
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Pur in uno scenario che resta particolarmente complesso, Eni arriva al test dei conti con risultati solidi e in crescita in forza dei quali il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha deciso di rivedere al rialzo le aspettative sui risultati operativi e sulla generazione di cassa e di alzare conseguentemente anche la remunerazione degli azionisti sulla scia di un ulteriore incremento del programma di buyback a 3,4 miliardi. Così il secondo trimestre va in archivio con un utile proforma adjusted di 5,4 miliardi di euro, raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025 (2,7 miliardi) grazie alla spinta assicurata dal “motore” del gruppo (l’esplorazione e produzione), dalla GGP (Global Gas & Lng Portfolio) e dai satelliti collegati alla transizione (mentre sul semestre l’incremento è del 40%, a 8,9 miliardi di euro).
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I numeri del secondo trimestre
L’utile netto adjusted si attesta a 2,3 miliardi di euro (+106%, con una crescita del 43% nei sei mesi, a 3,6 miliardi) tenendo conto della riduzione del tax rate adjusted di gruppo al 37% rispetto al 47% per via del miglior mix geografico dell’utile ante imposte nell’E&P. Il flusso di cassa netto da attività operativa si attesta a 5,7 miliardi nei primi sei mesi e include gli 868 milioni di dividendi distribuiti dalle partecipate. Il flusso di cassa netto ante variazione circolante al costo di rimpiazzo adjusted si ridetermina in 7,3 miliardi. L’incremento dell’indebitamento netto ante Ifrs16 (leasing) è di circa 1,74 miliardi.
Descalzi: risultati eccellenti
«La determinazione nell’esecuzione della nostra strategia - è il commento del numero uno, Claudio Descalzi - ci ha consentito di conseguire risultati eccellenti nel secondo trimestre del 2026, sostenuti dal nostro portafoglio di attività diversificate che ci offre un’ampia serie di opzioni strategiche e una prospettiva di crescita profittevole nei diversi business del nostro mix energetico. Questi risultati derivano dall’efficacia della gestione industriale e finanziaria e crescono in modo nettamente maggiore rispetto allo scenario dei prezzi delle commodity di riferimento».
L’ad: straordinaria crescita della produzione
Descalzi ha poi posto l’accento su alcune delle mosse che il gruppo sta portando avanti. «’Stiamo potenziando ulteriormente il nostro business Exploration & Production, che entra in una ulteriore fase di crescita e generazione di valore, grazie all’avvio della JV Searah tra Indonesia e Malesia che ci consentirà di valorizzare le nostre importanti scoperte di gas nel bacino di Kutei, nonché ai progressi compiuti in numerosi progetti e all’espansione delle nostre attività in nuove aree geografiche. La solidità di questo business e la nostra eccellenza nell’esplorazione e produzione hanno sostenuto una straordinaria crescita della produzione, pari all’11% su base omogenea».
L’apporto dei business della transizione
Per l’ad è stato, poi, cruciale l’apporto assicurato dai satelliti della transizione a conferma della bontà della strategia decisa dal top management per valorizzare ulteriormente questi segmenti. «I business della transizione stanno incrementando il contributo ai risultati del gruppo, alimentando al contempo la propria crescita autofinanziata -aggiunge Descalzi-. Plenitude è in linea con il piano di aumento della capacità installata di 6,5 GW entro la fine dell’anno, e può già contare su una base clienti di 11 milioni di utenti. Enilive sta sviluppando nuova capacità produttiva per cogliere le opportunità offerte dalla rapida crescita della domanda di biocarburanti, ed è riuscita a valorizzare pienamente le condizioni di questa fase di mercato».


