L’ordinanza ministeriale

Esami integrativi, ecco le regole per il cambio di percorso

Nel primo biennio chi desidera cambiare percorso, indirizzo o articolazione deve prima presentare domanda alla scuola scelta, entro il 31 gennaio, e sostenere un colloquio con i docenti della nuova classe. Dal terzo anno serve sostenere un esame integrativo.

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È stata pubblicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito l’attesa ordinanza ministeriale n. 163 del 7 agosto 2026 che disciplina lo svolgimento degli esami integrativi nei percorsi della scuola secondaria di secondo grado.

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Secondo tale normativa gli esami integrativi devono concludersi prima dell’inizio delle lezioni. Per quest’anno, però, la nota di accompagnamento prevede in via transitoria la possibilità di svolgerli entro il 30 settembre.

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Nel primo biennio

Le indicazioni principali del provvedimento riguardano innanzitutto il primo biennio. Chi desidera cambiare percorso, indirizzo o articolazione deve prima presentare domanda alla scuola scelta, entro il 31 gennaio, e sostenere un colloquio con i docenti della nuova classe. Non si tratta di una prova da superare o fallire: l’obiettivo è capire quali argomenti lo studente non ha ancora affrontato, così che l’istituto possa organizzare, se serve, qualche lezione di recupero mirata prima o durante l’inserimento. È il caso, ad esempio, di uno studente che dal primo anno di un liceo scientifico chiede di passare all’indirizzo Informatica e Telecomunicazioni di un istituto tecnico: il colloquio serve a verificare cosa ha già studiato e a colmare eventuali lacune, senza bisogno di un vero esame.

Nel triennio successivo

Le cose cambiano per chi è già stato promosso in terza o per chi non è stato ammesso alla classe successiva a partire dal terzo. In questi casi non basta più un colloquio: bisogna sostenere un vero esame integrativo, concentrato in un’unica tornata da completare comunque prima dell’avvio delle lezioni. A valutare la prova è una commissione di almeno tre docenti, presieduta dal dirigente scolastico, e la promozione scatta solo raggiungendo almeno sei decimi in ogni materia oggetto d’esame. È il caso, ad esempio, di uno studente promosso in terza al liceo classico che intende trasferirsi all’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing di un istituto tecnico economico: dovrà sostenere l’esame sulle materie caratterizzanti del nuovo indirizzo, come economia aziendale o diritto.

In pratica, il confine tra le due procedure dipende dall’esito dello scrutinio finale del secondo anno: uno studente non ammesso alla classe successiva al termine del secondo anno può cambiare percorso con il solo colloquio orientativo, mentre uno studente promosso dalla seconda alla terza, se vuole cambiare percorso, deve sostenere gli esami integrativi.

Casi specifici

Un caso specifico riguarda i passaggi tra i percorsi quadriennali (quelli della filiera tecnologico-professionale e quelli sperimentali) e i percorsi quinquennali tradizionali. Le regole cambiano a seconda della direzione del passaggio e del momento in cui avviene.

Nel primo biennio, chi vuole passare dal quadriennale al quinquennale segue la procedura ordinaria, quindi basta il colloquio orientativo. Il passaggio inverso, dal quinquennale al quadriennale, è invece più selettivo: richiede una valutazione positiva del consiglio di classe della scuola ricevente, che deve verificare la compatibilità tra la programmazione già svolta e quella del percorso quadriennale.

Per gli studenti promossi al terzo anno, le regole si irrigidiscono ulteriormente. Chi vuole passare dal quadriennale al quinquennale deve sostenere gli esami integrativi, come già previsto per i passaggi tra percorsi quinquennali. Il passaggio inverso, invece, non è più consentito: chi ha superato il primo biennio in un percorso quinquennale non può più chiedere di entrare in un quadriennale.

Il messaggio implicito della norma è chiaro: chi ha dubbi sul proprio percorso farebbe bene a valutarli entro il primo biennio, quando basta un colloquio orientativo per cambiare rotta. Una volta promossi al terzo anno, la strada si complica sensibilmente: servono esami integrativi, e per chi proviene da un quinquennale il ritorno a un percorso quadriennale è addirittura precluso.

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