Spazio

Esplosione in rampa di lancio, distrutto un razzo della Blue Origin di Jeff Bezos

Ignote le cause dell’incidente. Secondo la società tutto il personale risulta presente all’appello

Gli istanti precedenti l’esplosione di New Glenn Courtney Blair via REUTERS

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New Glenn, uno dei due razzi di Blue Origin, la società spaziale di Jeff Bezos, è esploso nella notte tra giovedì e venerdì sulla rampa di lancio di Cape Canaveral, nel mezzo dei preparativi per il suo invio nello spazio con un carico di satelliti. A bordo del vettore non c’erano astronauti.

«Abbiamo riscontrato un’anomalia durante il test di accensione statica», ha riferito l’azienda in un post su X, aggiungendo che «tutto il personale risulta presente all’appello. Forniremo aggiornamenti non appena avremo maggiori informazioni». «Anomalia» è l’eufemismo comunemente utilizzato dalle aziende spaziali per descrivere un fallimento di lancio o un’esplosione.

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Alcuni filmati, rilanciati dai media americani, hanno mostrato quella che sembrava essere l’accensione dei motori, seguita da un’esplosione e da un’enorme palla di fuoco che avvolgeva il sito di lancio. «È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per scoprirla», ha dichiarato Jeff Bezos tramite X. «È stata una giornata molto dura, ma ricostruiremo tutto ciò che dovrà essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena».

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L’azienda aerospaziale voleva collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa, con l’obiettivo di espandere le capacità di banda larga in capo al colosso dell’e-commerce e dei servizi di cloud Amazon. New Glenn, che dei due razzi di Blue Origin era quello progettato per trasportare nello spazio i carichi più pesanti, ad aprile aveva fallito la missione per collocare in orbita un satellite per le comunicazioni.

L’incidente è la seconda esplosione di un razzo registrata negli ultimi giorni, dopo che una Starship di SpaceX, la società del patron di Tesla Elon Musk, è andata in fiamme al momento dell’atterraggio, al termine di un volo di prova. La SpaceX di Musk e la Blue Origin di Bezos stanno gareggiando per contribuire al ritorno dell’uomo sulla Luna prima della prevista missione con equipaggio della Cina nel 2030, progettando i lander lunari che saranno utilizzati dalla Nasa.

Il capo della Nasa Jared Isaacman ha spiegato che presto fornirà informazioni sugli eventuali impatti sui programmi Artemis e Moon Base. All’inizio della settimana, l’agenzia spaziale americana aveva assegnato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari per trasportare rover sulla superficie lunare utilizzando il lander cargo senza equipaggio Mark 1, nell’ambito delle missioni lunari Artemis.

Il razzo esploso sarebbe dovuto decollare la prossima settimana trasportando satelliti internet destinati alla costellazione orbitale Amazon Leo constellation. Alto ben 98 metri, il Blue Origin New Glenn ha compiuto la sua prima missione lo scorso anno. Prende il nome da John Glenn, il primo americano ad aver orbitato attorno alla Terra, ed è molto più grande e potente dei razzi New Shepard che hanno trasportato turisti ai confini dello spazio dal Texas.

Il deputato della Florida Mike Haridopolos, il cui distretto comprende Cape Canaveral, ha riferito in un comunicato su X di essere stato in contatto con Isaacman, in merito all’esplosione. «Sono sollevato dal fatto che non siano stati segnalati feriti e grato ai soccorritori, agli ingegneri e alle squadre di lancio che hanno agito con rapidità», ha aggiunto.

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