Estate 2025: vacanze più care del 2,3%, montagna in testa. Alloggi +34% dal 2020
I prezzi per un soggiorno in quota sono saliti del 16% in un anno. Per risparmiare puntare sulle città d’arte, anche sul mare, e sui viaggi in auto. Partire resta una priorità, nonostante i rincari e le incertezze economiche
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I punti chiave
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Una settimana di vacanza in Italia ad agosto, per due persone, costerà in media 1.063 euro, con il viaggio in auto. Ma la spesa media sfiora i 1.200 euro aggiungendo al campione destinazioni più facilmente raggiungibili in aereo – come Stintino e Villasimius. Qui la settimana tipo costa rispettivamente 1.786 e 1.854 euro. L’aumento dei costi è del 2,3% sul 2024, che si somma a un +9% fra 2024 e 2023. Considerando solo il prezzo medio degli alloggi – alberghi e B&b – l’aumento quest’anno è del 4%, ma del 34% rispetto al 2020 (in particolare +12% al mare, +34% in montagna e +80% nelle città d’arte).
Lo rileva Altroconsumo, che ha realizzato per Il Sole 24 Ore del Lunedì una stima dei costi di alloggio e di viaggio per 12 località di vacanza fra mare, montagna e città d’arte. Per dieci destinazioni è stato considerato il tragitto in auto, comprensivo di carburante e pedaggio; per le mete sarde quello in aereo (voli diretti dalle tratte disponibili nella settimana dal 2 al 9 agosto, scelta per la rilevazione).
La mappa dei risparmi
Dove andare per spendere meno? Nelle città d’arte (-10%), Firenze in testa, dove sette giorni di vacanza costano il 15,3% in meno rispetto al 2024; oppure, fra le località di mare, a Cervia, dove per sette notti di relax si spendono in media 717 euro. In forte rialzo la montagna: +16%, con punte del 25,1% per Valdisotto, in Valtellina. Ma la destinazione in quota più cara è Ortisei (1.431 euro in media per sette notti,+3,8%). «La voglia di vacanze all’aria aperta e la ricerca di un clima fresco potrebbe avere sostenuto la domanda per le vacanze in montagna, con costi in crescita media del 25% tra 2023 e 2025», spiega Eliana Guarnoni, analista di Altroconsumo.
Il nodo degli alloggi
La voce alloggio rimane quella più onerosa, tanto che i dati Istat registrati ad aprile 2025 indicano un aumento dei prezzi del 5,6% per gli alberghi e del 4,9% per le pensioni.
La fotografia, pur parziale, di Altroconsumo non si discosta di molto (+4%), ed è interessante perché rileva la crescita nel tempo: in cinque anni, i costi degli alberghi sono aumentati in media del 39%, quelli dei B&b del 30%, anche se per gli ultimi quest’anno i prezzi sono calati di un quinto, tornando a livelli leggermente inferiori al 2022. Le città d’arte risultano le più convenienti negli ultimi cinque anni, anche se i prezzi sono aumentati del 70% per gli hotel e del 90% per i B&b rispetto al 2020. Le destinazioni di mare hanno una crescita meno marcata, forse perché la base di partenza era già molto alta.







