Il voto in Germania

Linke prima a Berlino. In Meclemburgo, Afd al 38% e Cdu fuori. Ma Merz: avanti con le riforme

Nella capitale, risultato storico del partito della Sinistra, male la Spd. Nel Land sul Baltico, Alternative für Deutschland supera i socialdemocratici di pochi punti, mentre la Cdu manca la soglia di sbarramento del 5%. Il cancelliere ammette il disastro, ma vuole restare al suo posto

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 21 settembre, ore 05:25

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La candidata della Linke, Elif Eralp, festeggia mentre vengono resi noti i primi risultati delle elezioni a Berlino (REUTERS) REUTERS

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La Linke vede un traguardo storico, con la conquista di Berlino. Per la Cdu, c’è l’altrettanto storica esclusione in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Le urne si sono chiuse domenica sera nei due Länder e i risultati preliminari consegnano un trionfo al partito della sinistra e un verdetto amarissimo per i cristianodemocratici, secondi nella capitale e fuori dal Parlamento del Land sul Baltico con il 4,9%. La peggiore combinazione possibile, che il partito potesse temere alla vigilia.

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Una batosta per il cancelliere, Friedrich Merz, che, quando la Cdu in Meclemburgo era ancora data al 5%, ha dichiarato di voler restare al suo posto.

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Nemmeno i partner di coalizione della Spd escono bene dalla tornata elettorale. Al buon risultato in Meclemburgo, una rarità di questi tempi, fa da contraltare quello pessimo a Berlino. E nel Land sul Baltico, il merito va tutto alla governatrice uscente Manuela Schwesig, che contesta le riforme sociali avanzate del Governo nero-rosso.

Continua l’avanzata di Alternative für Deutschland, anche se a Berlino fa meno bene del previsto e in Meclemburgo non basta per arrivare al Governo.

La conta

Secondo i risultati preliminari, nella corsa per il sindaco di Berlino, la Linke è al 25,7%, mentre la Cdu è sotto al 18,8%. Alternative für Deutschland si ferma al 16,3%. Nei sondaggi della vigilia, era data al 18%. Seguono i Verdi al 14,3%. Malissimo la Spd, che scende al 12%1, peggior risultato di sempre.

Nella capitale, erano chiamati alle urne 2,5 milioni di aventi diritto. Si è presentato il 73%, contro il 63% delle elezioni del 2023 (quelle del 2021 sono state annullate per irregolarità, senza azzerare la legislatura). La Cdu aveva ottenuto il 28%. La Linke era al 12%, Afd al 9%. I socialdemocratici e i Verdi erano al 18%.

In Meclemburgo (1,3 milioni di elettori), Afd si prende una rivincita: i risultati preliminari le assegnano il 38,2%. Superata per la prima volta la Spd (35,5%), che dal 1994 era sempre stata la prima forza nel Land.

La Cdu è dunque sotto la soglia di sbarramento e superata da Linke e Verdi. I cristianodemocratici non avevano mai neppune rischiato di restare fuori da un Parlamento regionale.

In queste condizioni, ci sono i numeri per una maggioranza tra Spd, Linke (6,5%) e Verdi (5,7%), con l’estrema destra ancora all’opposizione. Il movimento rossobruno, Alleanza Sahra Wagenknecht, è a sua volta fuori dal Parlamento, con il 4,8%, e non potrà offrirle una sponda, come si è offerta di fare in Sassonia-Anhalt.

Uno dei due co-leader di Afd, Tino Chrupalla, ha però subito dichiarato che, in Meclemburgo, il suo partito ha «ricevuto chiaramente il mandato a governare: offriremo colloqui a tutti». L’altra co-leader, Alice Weidel, va all’attacco e chiede a Merz di «trarre le conseguenze» e di abbandonare la politica del cordone sanitario, che impedisce ai cristianodemocratici ogni cooperazione.

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Nelle elezioni del 2021, la Spd aveva ottenuto il 39%, Afd era quasi al 17% e anche qui raddoppia i voti. La Cdu era al 13%. Nel 1990, aveva il 38%, in quella che era la roccaforte di Angela Merkel (vinse il mandato diretto in ogni elezione dal 1990 al 2017). L’affluenza, domenica, è stata del 78%, contro il 71% del 2021.

Merz: «Avanti con le riforme»

La vigilia del voto si era caricata di tensioni nell’Unione dei conservatori Cdu-Csu. Pochi giorni prima delle elezioni, il cancelliere si era visto costretto a cancellare il viaggio in programma a New York, per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e a convocare un direttivo del partito a partire dalle 18 di domenica, ora della chiusura dei seggi.

Friedrich Merz (REUTERS)

Ha aspettato appena un quarto d’ora, poi, con i primi exit poll in mano, si è presentato sul palco della Konrad-Adenauer-Haus. Una mossa non prevista, per mettere in chiaro che intende «portare avanti il Paese e le riforme». Forse il tentativo di evitare di finire sotto processo per i risultati elettorali. In Meclemburgo, ha ammesso Merz, l’esito «è un disastro». In serata, il quadro si è fatto ancora più drammatico per il suo partito.

I consensi per il cancelliere sono ai minimi e la sconfitta in Sassonia-Anhalt del 6 settembre, dove la Cdu ha dimezzato i voti e Afd è a un passo dall’eleggere il proprio governatore, è stato un trauma per i conservatori. Le critiche si sono fatte sempre più forti ed esplicite, fino a far ipotizzare una sostituzione in corsa. Il voto a Berlino e in Meclemburgo segna in ogni caso un punto di svolta per Merz. Le pressioni della base aumenteranno.

Linke: «Fatta la storia»

Raggiante la candidata della Linke, Elif Eralp: «Care berlinesi e cari berlinesi a oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto la storia a Berlino», ha dichiarato subito dopo gli exit poll.

Elif Eralp (EPA)

Per il partito si tratta del migliore risultato nella capitale, costruito con una campagna elettorale che ha messo al centro la lotta al caro-affitti e i giovani. La Linke è riuscita a mobilitare più ex astenuti di tutti: 75mila secondo le analisi di Infratest dimap, contro i 61mila di Afd (che ha sottratto ben 56mila elettori alla Cdu).

In alcune circoscrizioni, in centro e nella multietnica Neukölln, ha superato il 50% dei voti.

Il vantaggio sui cristianodemocratici è più ampio delle attese, dopo un testa a testa durato per mesi. Eralp potrà provare a costruire una coalizione con Spd e Verdi. Sarebbe la prima donna della Linke e la prima con background migratorio a diventare sindaca di Berlino.

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