Famaceutica, tra ricerca e innovazione strategie sempre più green
Le aziende del settore nella lista Sole 24Ore-Statista, con Angelini e Chiesi in testa, hanno fatto il salto di qualità sui fattori Esg
di Anna Marino
4' di lettura
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Nel pharma la sostenibilità non è più soltanto un capitolo dei report Esg, ma una leva che, tra ricerca, innovazione industriale, governo societario e sviluppo internazionale, rappresenta uno strumento utile a creare valore, come emerge dalla lista Leader della sostenibilità 2026 Sole 24 Ore-Statista.
I progetti e gli obiettivi di Angelini Pharma
Tra le realtà che stanno investendo di più figurano Angelini Pharma e Chiesi, che integrano sostenibilità e trasformazione industriale nei modelli di crescita. Per Angelini Pharma, azienda farmaceutica parte di Angelini Industries, gruppo multi-industriale attivo anche nei settori della tecnologia industriale, del largo consumo e del venture capital, il percorso di sostenibilità si intreccia anche con una fase di espansione internazionale. Poche settimane fa il gruppo ha annunciato l’acquisizione della biofarmaceutica Catalyst Pharmaceuticals per 4,1 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro). L’operazione rafforza il posizionamento nel mercato Usa e nel campo del Brain Health e delle malattie rare. «In linea con il Piano Esg di gruppo, Angelini Pharma ha definito una strategia le cui priorità spaziano da sviluppo del personale, sensibilizzazione sulla salute e lotta allo stigma, supply chain responsabile e decarbonizzazione. Dal punto di vista ambientale, l’obiettivo è di ridurre emissioni dirette e indirette (Scope 1 e Scope 2) del 42% entro il 2030», spiega Enrico Giaquinto, Chief technical operations officer di Angelini Pharma. «Per questo ambizioso traguardo, l’azienda ha diverse soluzioni, dall’uso di tecnologie più efficienti all’installazione di pannelli fotovoltaici nei principali stabilimenti italiani. Inoltre, dal 2025, tutti i siti e le sedi italiane del gruppo acquistano energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili». Angelini Pharma ha sviluppato Life Greenapi, progetto cofinanziato al 60% dal Programma Life della Ue presso lo storico stabilimento di Angelini Fine Chemicals, ad Aprilia dal 1967, e sviluppato con l’Istituto di Scienze Ambientali dell’Università di Leiden, dal valore di circa 2,5 milioni di euro.
Grazie a una tecnologia innovativa integra chimica a flusso e batch e sviluppa un modello Flow-Batch: genera risultati ambientali ed economici superiori alle tecnologie singole. E ha già consentito di ridurre l’uso di reagenti chimici e solventi (-37%), di consumi elettrici (-23%), di gas metano (-59%), del fabbisogno di acqua (-48%) e la generazione di rifiuti (-60%), con una riduzione dei costi produttivi del 10%. «Il progetto è un bellissimo esempio di come si possa coniugare sostenibilità ambientale e saving economici», sottolinea Giaquinto. «Affronta questa sfida intervenendo all’origine della catena di produzione, dove vengono sintetizzati i principi attivi farmaceutici e dove l’impatto ambientale è più marcato». Sul territorio, anche un esempio concreto di riqualificazione sostenibile: Casa Angelini a Roma, sede di Angelini Industries e degli uffici del Pharma, progetto certificato Leed Platinum e Leed Eb:Om, pensata per restituire valore sociale, spazi verdi, qualità delle aree interne, servizi per le persone, come ristorante aziendale e presidi sanitari.
«Oggi parlare di rigenerazione urbana significa andare oltre il concetto di edificio efficiente», osserva Isabella Falautano, Group chief sustainability & communication officer di Angelini Industries. «La sostenibilità più concreta è quella che riesce a tenere insieme performance ambientale, benessere umano e senso di appartenenza. Ed è proprio nei luoghi di lavoro come Casa Angelini che questa integrazione può diventare quotidiana e tangibile».
Anche Chiesi Farmaceutici lega sempre più strettamente sostenibilità e strategia industriale. Secondo gli ultimi dati del nuovo report di sostenibilità 2025, il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 3,6 miliardi di euro, in crescita dell’8,2%, investendo 885 milioni di euro in R&S, pari al 24,4% dei ricavi, il livello più alto nella storia dell’azienda. Sul fronte della sostenibilità, la società benefit Chiesi ha ottenuto per la terza volta la certificazione B Corp con un punteggio di 117,5 e ridotto del 56% le emissioni Scope 1 e 2 rispetto al 2019, rafforzando il percorso verso il net zero al 2035.

