Family office, oltre 75 miliardi investiti nello sport tra club, media e tech
Una ricerca di Goldman Sachs mostra come un family office su quattro abbia già investito in asset sportivi o in attività correlate, come ticketing, infrastrutture e impianti, mentre un ulteriore 25% sta valutando di entrare nel settore.
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Da investimento di nicchia a componente strutturale dell’asset allocation. Nel mondo dei grandi patrimoni privati lo sport sta vivendo una trasformazione simile a quella già vissuta con il private equity o i venture capital. L’aumento del valore delle franchigie, la crescita dei ricavi da diritti televisivi e l’espansione dell’ecosistema sport-tech stanno spingendo i family office a incrementare la propria esposizione al comparto. Oggi un quarto di queste strutture ha già investito nel settore e un altro quarto si dichiara interessato a farlo, mentre i family office nati nello sport e nei media amministrano complessivamente oltre 75 miliardi di dollari.
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I dati del trend
I numeri fotografano una tendenza ormai consolidata. Secondo Fintrx, società specializzata nell’analisi del private wealth, circa il 3% dell’universo globale dei family office ha costruito la propria ricchezza nei settori dello sport e dei media, per un valore complessivo di 75 miliardi di dollari. Un segmento ancora relativamente ristretto in termini numerici, ma caratterizzato da patrimoni rilevanti e da una forte propensione agli investimenti alternativi.
L’interesse per il comparto va però ben oltre i family office di prima generazione legati allo sport. Una ricerca di Goldman Sachs mostra infatti che il 25% dei family office ha già investito in asset sportivi o in attività correlate, come ticketing, infrastrutture e impianti, mentre un ulteriore 25% sta valutando di entrare nel settore. Il crescente interesse è alimentato dalla possibilità di ottenere rendimenti non correlati direttamente all’andamento dei mercati tradizionali e di beneficiare di un’efficace copertura dall’inflazione grazie alla crescita strutturale dei ricavi dell’industria sportiva.
Il profilo di investimento di queste strutture conferma la vocazione agli asset privati. A livello globale oltre il 78% dei family office investe in private equity, il 71% realizza investimenti diretti in aziende e il 60% è esposto al real estate. Nel caso dei family office che hanno originato la propria ricchezza nello sport e nei media, la specializzazione è ancora più accentuata: il 90% investe in private equity, l’88% effettua investimenti diretti, il 72% è attivo nel venture capital e il 70% nel real estate. Solo il 44% mantiene una strategia prevalentemente long only sui mercati quotati.
Anche la geografia del fenomeno appare ben definita. L’83% dei family office con origine della ricchezza nello sport e nei media ha sede in Nord America, mentre il 15% opera in Europa. Le dimensioni patrimoniali sono spesso consistenti: la fascia più rappresentata è quella con asset compresi tra 2 e 5 miliardi di dollari, seguita da quella tra 50 e 100 milioni.




