Assosalute

Farmaci da banco: l’e-commerce cresce ma non sfonda, gli italiani vanno in farmacia

Nel 2025 acquistate quasi 292 milioni di confezioni senza obbligo di prescrizione (-1,5%) con una spesa complessiva di 3,2 miliardi (+2,8%)

di Ernesto Diffidenti

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Nel 2025 sono state dispensate quasi 292 milioni di confezioni di farmaci senza obbligo di prescrizione (-1,5%) con una spesa complessiva di 3,2 miliardi (+2,8%). Sono le elaborazioni di Assosalute-Federchimica su dati New Line–Ricerche di Mercato secondo cui “l’andamento delle vendite risente della stagionalità e dell’incidenza delle sindromi respiratorie, con picchi durante la stagione influenzale e flessioni significative nei mesi estivi”.

Tali dinamiche hanno inciso soprattutto sui farmaci per l’apparato respiratorio, che rappresentano la prima classe terapeutica del mercato (36% a volumi e 34% a valori). Questa classe, in contrazione tutto l’anno, ad eccezione dei mesi dei picchi influenzali, ha fatto registrare flessioni a doppia cifra da maggio a settembre (fino a -18% ad agosto), segno della forte diminuzione, rispetto al 2024, della circolazione di virus responsabili di sindromi da raffreddamento anche “fuori stagione”.

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Cosa condiziona i trend di mercato

“Il 2025 conferma, ancora una volta, come l’andamento di breve periodo del comparto dei farmaci da banco sia strettamente legato a fattori esterni, quali la stagionalità e la maggiore o minore incidenza di disturbi comuni oltre che alla capacità delle aziende di continuare a innovare la gamma di offerta presente sul mercato per rispondere ai bisogni dei cittadini”, commenta Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute.

I farmaci SOP che non possono essere pubblicizzati né esposti direttamente al pubblico mostrano performance più stabili rispetto agli OTC (esposti e direttamente prelevabili dal cliente) sia per volumi (+0,2% vs -2,2%) che per fatturati (+4,8% vs +2,1%).

“Certamente, su lungo periodo il settore soffre della mancanza di un allargamento dell’offerta in linea con alcuni dei principali Paesi europei - continua il presidente di Assosalute -: dal 2010, i volumi fanno osservare una erosione media annua del -1,7% mentre i fatturati mostrano un aumento medio annuale modesto e pari al +1,6%”. “Siamo convinti - conclude Albero - che la valorizzazione del settore, come pilastro fondamentale per la salute pubblica, passi anche attraverso un’alfabetizzazione sanitaria e un uso corretto dei medicinali da banco. Per questo continueremo a promuoverne un utilizzo responsabile che deve essere accompagnato da un’informazione corretta e dal ruolo di consiglio di farmacisti e medici di famiglia”.

Canali di vendita ed e-commerce

Le dinamiche tra i canali di vendita (farmacie, parafarmacie e corner della GDO) restano pressoché stabili: la farmacia fisica detiene il 90,7% del mercato a volumi e il 92% di quello a valori. Considerando anche l’online, la quota scende all’87,0% e all’89,1%. La farmacia fisica chiude il 2025 con 254 milioni di confezioni dispensate (-1,6%) e oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato (+2,8%). Parafarmacie e corner GDO registrano una contrazione dei volumi rispettivamente del -3,1% e -7,7%, con fatturati sostanzialmente stabili per le parafarmacie (-0,1%) e in calo per la Gdo (-3,5%).

Le vendite online di farmaci senza obbligo di prescrizione mantengono una quota di mercato ancora residuale, ma in crescita e pari al 4% delle confezioni dispensate e al 3,2% del fatturato del comparto, superando la Gdo. Le vendite online di medicinali senza ricetta segnano infatti un incremento significativo: +7,7% nei volumi e +13,4% nei fatturati.

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