Genetics & Orphan Drugs

Farmalabor: investiti 8,5 milioni in un progetto per le malattie rare

L’attività principale riguarderà i farmaci orfani sviluppati con un nuovo processo di produzione a basso impatto ambientale che riduce passaggi e costi

di Vincenzo Rutigliano

Researcher working with microplate panel for diseases diagnosis in the laboratory. Doctor working with microplate for elisa analysis

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Sviluppare i “farmaci orfani” ricorrendo ad un nuovo processo di produzione a basso impatto ambientale ed in grado di ridurre i passaggi e i costi dando corpo ad una medicina personalizzata per i pazienti affetti da malattie rare. Punta a questi obiettivi “G.O.D. - Genetics & Orphan Drugs”, il piano messo a punto dalla società benefit Farmalabor, tra i leader nazionali nella produzione e distribuzione di materie prime ad uso farmaceutico e cosmetico. G.O.D. prevede l’utilizzo di nanosistemi lipidici per migliorare la stabilità e la biodisponibilità della vitamina D e lo sviluppo di test genetici per supportare, medici e pazienti, nella scelta della terapia più appropriata, rendendo così la medicina personalizzata una realtà clinica concreta in Puglia. G.O.D. prevede un investimento complessivo di circa 8,5 milioni di euro destinati a R&S, tutela ambientale e formazione.

Smart Puglia 2030

La regione Puglia - che ha inserito il progetto nel quadro di Smart Puglia 2030, che punta a rispondere a sfide cruciali per la salute pubblica attraverso tre pilastri: la sintesi ‘green’ di nuovi farmaci, l’innovazione nutraceutica e la farmacogenica - interviene per circa 5 milioni attraverso i Pia, con un contributo a fondo perduto. Per la parte restante vi è la BdM Banca (gruppo Mcc) con una linea di credito dedicata che utilizza anche lo strumento InvestEU della BEI, a supporto della transizione verde delle Pmi italiane.

Loading...

Investimenti nelle infrastrutture

Oltre alla ricerca scientifica, il piano prevede investimenti infrastrutturali nella Farmalabor per la produzione di energia da fonti rinnovabili nel quartier generale di Canosa, nella Bat, dove l’azienda è cresciuta, in 25 anni, fino ad occupare 125 dipendenti che saliranno a 250 nel prossimo futuro, e a raggiungere un fatturato che, nel 2025 è stato pari a 20 milioni di euro (+16% sull’anno precedente) stimato a 25 nel 2026. Previsto altresì il rafforzamento della cybersecurity e programmi di formazione per il personale, con la previsione di nuove assunzioni.

Il progetto dunque non consentirà solo l’ampliamento della capacità produttiva di Farmalabor, ma soprattutto di puntare sulla ricerca per i farmaci orfani e sulla sintesi di componenti essenziali. “Tutto questo - osserva Sergio Fontana, presidente di Farmalabor - è il risultato naturale dell’attività del nostro Centro Studi e Ricerche Sergio Fontana che, dal 2017, collabora con le eccellenze accademiche del territorio, a partire dall’Università di Bari”.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti