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Farmindustria: l’export vola del 248% in dieci anni e la spesa non è fuori controllo

Il presidente Cattani riconfermato per il terzo mandato: “Per i farmaci trend fisiologico, intervenire su payback. Schillaci: dialogo sul nuovo Prontuario

Il presidente di Farmindustria Marcello Cattani durante l'assemblea annuale di Farmindustria, Roma, 23 giugno 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI ANSA

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“La spesa farmaceutica non è fuori controllo, ha una crescita fisiologica in linea con i nuovi bisogni della popolazione e con l’innovazione farmaceutica che sta contribuendo all’incremento dell’aspettativa di vita”. Il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, nel corso dell’Assemblea che lo ha riconfermato alla presidenza per il terzo mandato fino al 2028 è pronto a ripeterlo “fino alla sfinimento”: la spesa farmaceutica è cresciuta dal 2014-19 del 7,2% nel 2021-24 del 7% e nel 2025 del 5,2%. “La verità - ha spiegato - è che cambiano i bisogni in una società che invecchia mentre la ricerca accelera sullo sviluppo dei farmaci innovativi”.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

A guidare l’innovazione oggi sono Stati Uniti e Cina mentre l’Europa fa da spettatrice. Eppure, l’industria farmaceutica è fra i motori più dinamici della crescita economica, soprattutto in Italia, dove in un contesto internazionale sempre più complesso, l’export ha registrato un aumento del 248% negli ultimi 10 anni. Per questo, in un contesto geopolitico internazionale con molte opportunità, ma anche tanti rischi, secondo Cattani, “occorre un’alleanza tra tutti gli attori del sistema per mantenere gli investimenti, gestire l’aumento dei costi e i rischi sanitari”.

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Le quattro priorità per l’industria farmaceutica

Per Cattani sono 4 priorità per l’industria farmaceutica “da affrontare nello spirito di confronto costruttivo che da anni caratterizza il rapporto con le Istituzioni, e con pari senso di urgenza: dal payback alla politica statunitense sui prezzi dei farmaci, dall’ipotesi di revisione del prontuario alla riduzione dei tempi di accesso alle cure”. “Mentre Usa e Cina aumentano gli strumenti per attrarre investimenti – ha spiegato il presidente di Farmindustria - l’Europa rischia di diventare meno competitiva. Già oggi osserviamo segnali preoccupanti: nei 10 mesi successivi all’annuncio della Most favored nation lanciata dagli Usa si registra una riduzione del 40% nei lanci di nuovi farmaci nel continente europeo”. In risposta alla sfida competitiva globale dell’MFN “occorre un patto per compensare gli investimenti in Italia e gli oneri per le aziende, perseguendo una logica win-win, sul modello dell’accordo USA-UK”, ha proposto Cattani. In questo quadro, “fondamentale è affrontare e risolvere il payback farmaceutico, che ha raggiunto un valore di circa 2,4 miliardi di euro nel 2025”.

La revisione del prontuario farmaceutico

Secondo elemento da affrontare con urgenza, secondo Farmindustria, è intervenire sul percorso di revisione del prontuario terapeutico avviato dall’Aifa, esprimendo “preoccupazione sulle proposte ricevute dalle aziende”. “La personalizzazione delle cure è una delle grandi conquiste della medicina moderna – ha spiegato Cattani - non si possono considerare confrontabili, solo per abbassarne il costo per il Ssn, farmaci che presentano profili clinici differenti e che rispondono alle esigenze di pazienti diversi”.

Su questo tema è intervenuto il ministro della Salute, Orazio Schillaci. “Discuteremo sulla revisione del prontuario farmaceutico nell’interesse dei cittadini che devono avere accesso ai farmaci, anche quelli innovativi, in maniera rapida ma senza pagarli di più e indipendentemente dalla residenza e dal reddito”. Schillaci riconosce che esiste un tema legato alla sostenibilità del Ssn “ma serve una nuova visione, capire i farmaci non solo dal costo ma dal contesto e collaborare con chi i farmaci li sviluppa, ovvero l’industria”. Schillaci ha parlato anche delle case di comunità. “Stiamo trattando con i sindacati e con le Regioni, quindi speriamo a breve di avere una soluzione - ha detto -: vogliamo fortemente che i medici di medicina generale siano all’interno delle nuove strutture territoriali, perché sono quelli che conoscono meglio i pazienti”.

Migliorare l’accesso ai farmaci

Terzo tema sottolineato dal presidente di Farmindustria, “è la necessità di migliorare l’accesso ai nuovi farmaci, di integrare i benefici dell’innovazione nelle valutazioni di farmaci e vaccini e di aumentare gli investimenti del Ssn” mentre, infine, il quarto nodo da sciogliere è legato alla riduzione dei tempi nazionali e regionali di accesso ai farmaci. Ancora oggi sono necessari circa 400 giorni per far sì che, dopo l’approvazione a livello europeo, un farmaco venga autorizzato in Italia. Tempi ai quali si aggiungono poi quelli legati all’inserimento nei vari prontuari regionali. “È necessario dunque prevedere un meccanismo strutturato di early access”, ha detto Cattani.

Il messaggio della premier Meloni

“La visione che muove l’impegno del Governo - ha scritto in un messaggio all’Assemblea Farmindustria, la premier Giorgia Meloni - è garantire cure sempre più efficaci ai cittadini, rafforzare l’accesso al farmaco, consolidare la nostra leadership industriale, essere sempre più attrattivi per gli investimenti”. Per questo, oltre alle misure già adottate in questi anni per rafforzare il comparto, “stiamo lavorando con grande determinazione per portare a termine una riforma attesa da decenni, ovvero il nuovo Testo Unico della legislazione farmaceutica. Un provvedimento fondamentale per semplificare l’impianto regolatorio, dare maggiori certezze agli operatori, accelerare l’accesso all’innovazione e rimanere competitivi davanti alle grandi trasformazioni in atto, dall’intelligenza artificiale alle nuove piattaforme terapeutiche”.

Tajani: farmaceutica fiore all’occhiello

Ai lavori di Farmindustria è intervenuto anche il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, secondo cui “l’industria farmaceutica è un fiore all’occhiello dell’industria italiana che favorisce l’indipendenza e traina l’export: una qualità della produzione che si è dimostrata più forte di guerre e dazi”. Per l’economia italiana. ha ricordato il ministro “l’export è fondamentale, pari al 40% del Pil, ma è necessario esplorare nuovi mercati”. In questa direzione l’industria farmaceutica è strategica. “Noi siamo ottenendo dei risultati straordinari - ha continuato Tajani - nonostante i dazi e le guerre: siamo cresciuti lo scorso anno del 3,3% raggiungendo quota 650 miliardi, e continuiamo a crescere in questi primi mesi dell’anno anche grazie alle performance dell’industria farmaceutica”.

Gozzi: farmaceutica dimostra che l’industria non è in declino

Secondo Antonio Gozzi, delegato di Confindustria all’autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitività “l’industria farmaceutica è la dimostrazione concreta che il sistema manifatturiero italiano sa essere competitivo ai massimi livelli internazionali e smentisce, numeri alla mano, i profeti di sventura e il continuo piagnisteo su un presunto declino dell’industria italiana”. Il settore, infatti, con oltre 64 miliardi di euro di export e il quarto posto al mondo nelle esportazioni del settore, davanti anche al Giappone, il farmaceutico “rappresenta una delle punte di diamante della nostra economia”. “Questo risultato è frutto di investimenti, innovazione e competenze - ha aggiunto Gozzi - ma per consolidare questo vantaggio competitivo servono politiche industriali efficaci, a partire dalla riduzione del costo dell’energia, dalla semplificazione normativa e da una maggiore attenzione alla competitività europea”.

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