Fatturato in calo per le scarpe nel primo trimestre
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Si è aperto con un quadro complesso il 2026 per il settore calzaturiero italiano con un fatturato in calo del 2,7%. Le esportazioni nel trimestre gennaio-marzo si sono attestate a 3 miliardi di euro, con una flessione dell’1,6% in valore e del 3,6% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025.
«Confermo le preoccupazioni espresse dalle imprese nelle previsioni raccolte a fine gennaio scorso – dichiara Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici -. Il fatturato segna un arretramento del 2,7%, mentre l’export evidenzia segnali di debolezza diffusa, con una flessione complessiva, nei primi tre mesi, dell’1,6% e contrazioni ancora più marcate nei mercati extra-UE. In questo scenario, il versante interno ha registrato un recupero lieve dei consumi ma non in grado di compensare la frenata sui mercati internazionali, che restano il principale driver del settore. Le tensioni geopolitiche stanno amplificando le criticità. Il quadro internazionale conferma l’instabilità delle previsioni e sta generando costi crescenti e rallentando le decisioni di acquisto dei nostri buyer. L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia sono elementi di preoccupazione. Sul fronte occupazionale e produttivo diminuiscono imprese e addetti. È fondamentale intervenire per sostenere l’internazionalizzazione, rafforzare la competitività e garantire stabilità a un settore che rimane strategico per il made in Italy».
Sul fronte nazionale arrivano invece segnali più incoraggianti. Le famiglie italiane hanno acquistato calzature per 1,28 miliardi di euro nel trimestre (prezzi al dettaglio), in crescita dell’1,7% in valore e del 2,1% in quantità rispetto a gennaio-marzo 2025 grazie, in particolare, alle scarpe da donna e alle sneakers. Queste ultime, assieme alle sportive, pesano per il 41% sulla spesa totale.
Secondo la nota congiunturale elaborata dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, le esportazioni, che rappresentano circa il 90% del giro d’affari complessivo del settore – mostrano segnali di difficoltà già nei primi mesi dell’anno: nel trimestre gennaio-marzo si attestano a circa 3 miliardi di euro, in calo dell’1,6% in valore e del 3,6% in volume rispetto allo stesso periodo del 2025.







