Federmacchine in campo per difendere la clausola Made in Ue
Bettelli: «Sconforto per l’annuncio di uno stop, è un segno di salvaguardia per le nostre produzioni»
di Luca Orlando
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Per gli importatori, che di mestiere acquistano impianti da tutto il mondo, è certamente una buona notizia. Per i costruttori invece no.
L’annuncio del viceministro al Mef Maurizio Leo nel corso dell’appuntamento Telefisco del Sole 24 Ore, l’eliminazione del vincolo Ue per i beni agevolabili attraverso l’iperammortamento, giunge decisamente sgradito alle associazioni di categoria dei produttori di beni strumentali, imprese che avevano del resto auspicato l’inserimento di quella clausola.
Secca e inequivoca è infatti la presa di posizione di Federmacchine, federazione che raggruppa le 12 diverse categorie di produzione di impiantistica tricolore. Con timori che riguardano non solo l’estensione degli incentivi a paesi esterni all’Unione europea ma che si estendono anche ai tempi di attesa del decreto attuativo delle misure.
Federazione che in una nota esprime «la grande preoccupazione dei costruttori italiani di beni strumentali per la lunga attesa per l’emanazione dei decreti attuativi del provvedimento sull’iperammortamento, in legge di Bilancio 2026 e per le recenti affermazioni del viceministro Maurizio Leo in merito all’estensione delle agevolazioni anche ai beni extra UE.








