Ferrari cerca il rimbalzo dopo il "caso Luce", si riavvicina ai 300 euro
3' di lettura
3' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Ferrari tenta il recupero dopo lo scivolone dei giorni scorsi, provocato dall’accoglienza fredda nei confronti di 'Luce', il modello elettrico svelato al mondo lunedì scorso. I titoli mettono a segno un buon progresso spinti dalle parole dell’ad, Benedetto Vigna, che giovedì ha risposto alle dure critiche dei giorni precedenti. I titoli si stanno riavvicinando ai 300 euro, dopo essere scivolati nei giorni scorsi fino al minimo di 283 euro.
Il ceo della casa di Maranello ha dichiarato che Luce è piaciuta sia ai clienti storici, sia a quelli nuovi, a dispetto dell'ondata di critiche anche da parte di figure di rilievo come l'ex presidente Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, il team principal di Alpine, Flavio Briatore, e il politico con un trascorso in Ferrari, Carlo Calenda, oltre che meme apparsi sui social per canzonare il modello elettrico. «C’è un forte interesse, daremo i numeri degli ordini nella prossima conference call», ha dichiarato con sicurezza, spiegando ancora che Luce è un’auto disruptive, innovativa e che dunque non ha la pretesa di essere compresa da tutti. Ha inoltre risposto anche a coloro che hanno puntato l’indice sul prezzo troppo elevato (la base è 550 mila euro), affermando che «l'innovazione vada fatta pagare».
Il discorso ha scosso gli animi e così le azioni hanno iniziato a risalire la china, beneficiando anche di giudizi positivi da parte di sim e case d'affari. Ad esempio Intermonte ha deciso di reiterare 'Outperform' sulle azioni del Cavallino, con target di prezzo a 417 euro. «Leggiamo in modo positivo le indicazioni sui primi ordini, che suggeriscono una risposta della clientela, sia esistente sia nuova, migliore rispetto a quanto percepito dal mercato». La sim, tra l'altro, ritiene che “Luce” rappresenti un progetto strategico di lungo termine, in grado di valorizzare le opportunità tecnologiche offerte dalle nuove motorizzazioni. Il vero rischio è legato al posizionamento del modello all’interno del portafoglio, qualora “Luce” si configurasse anziché come un’aggiunta incrementale, come un’eventuale sostituzione di modelli di successo e più tradizionali. Ipotesi, questa, esclusa giovedì dallo stesso Vigna.
Anche Barclays ha confermato la raccomandazione di ‘Outperform’ con target di prezzo a 355 euro sulle Ferrari, pur ammettendo di non amare il design di Luce. Gli esperti hanno ad ogni modo apprezzato il coraggio di affrontare di petto il dilemma dell'innovatore. Hanno addirittura citato la celebre frase di Theodore Roosevelt nel report su Ferrari, che affermava che «è pesante fallire, ma è peggio ancora non aver mai provato ad avere successo». Insomma, hanno argomentato ancora, «non crediamo che Ferrari debba essere tutto per tutti. Crediamo che ci sia spazio per l'analogia romantica dell'artigianato, soprattutto in un mondo sempre più digitale, ma riconosciamo anche che il segmento di acquirenti di auto di lusso con un patrimonio netto elevatissimo si sta evolvendo e sta diventando molto più variegato». Per Barclays, dunque, la reazione dei giorni scorsi con lo scivolone del 9% del valore delle azioni di Ferarri è stata eccessiva.
Intanto il mercato aspetta due nuovi appuntamenti clou per giugno: come detto da Vigna alla fine del prossimo mese saranno svelati i progetti della società nel mondo della vela. E' inoltre scattato il conto alla rovescia per domenica 7 giugno, quando si terrà il Gran Premio di Montecarlo, dove Charles Leclerc ‘giocherà’ in casa. Intanto al GP di Montreal Lewisss Hamilton ha fatto esultare il popolo dei ferraristi conquistando la seconda posizione sul podio.


