Ferrari Luce elettrica, tutto quello che sappiamo in attesa del debutto
Oltre 1.000 cavalli di potenza, stile inedito e prestazioni all’altezza del blasone
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I punti chiave
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Il debutto della prima Ferrari elettrica si avvicina. Nell’attesa di scoprire come sarà l’auto più divisiva nella storia dell’azienda modenese, con il reveal mondiale in programma il prossimo 25 maggio, la Luce ha già svelato una serie di dettagli a partire dall’architettura a 800 Volt, quattro motori, due in coppia all’anteriore e altri due nell’e-axle posteriore, per un totale di mille cavalli alimentati da una batteria da 122 kWh che assicura, secondo la casa, 530 km di autonomia. Le prestazioni sono da vera Ferrari: da 0 a 100 orari in 2.5 secondi e 310 km/h di velocità massima.
Nuova Ferrari elettrica Luce
La Ferrari Luce è nata in collaborazione con LoveFrom, collettivo creativo fondato a San Francisco da Jony Ive (storico designer di Apple) e Marc Newson, coinvolto nel progetto fin dalle prime fasi. Successivamente, nella fase di sviluppo LoveFrom ha lavorato con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, garantendo che ogni soluzione fosse pensata per rispettare i vincoli architetturali e i requisiti omologativi di un’auto sportiva stradale prodotta in serie.
Interni Ferrari Luce 2027
Meno touch e più tasti, nonostante qualche richiamo di troppo al mondo Apple. Si potrebbero riassumere così gli interni della Ferrari Luce, dove non sono mancate le critiche per le diverse somiglianze con particolari visti su iPhone e iPad del passato realizzati proprio da Jony Ive. Nel dettaglio il sistema di display ruota attorno alla strumentazione battezzata Binnacle, montata sul piantone dello sterzo e sincronizzato con i movimenti del volante. La soluzione, inedita per una Ferrari di serie, integra due schermi Oled sovrapposti sviluppati con Samsung Display. L’effetto visivo, arricchito da anelli in alluminio e lenti in vetro, crea una profondità tridimensionale che richiama l’estetica degli strumenti analogici storici. Il pannello di controllo centrale, orientabile verso guidatore o passeggero, monta al suo interno il Multigraph, un elemento meccanico-digitale con tre lancette indipendenti e quattro modalità operative, dal cronometro alla funzione Launch Control. L’alluminio riciclato al 100% è lavorato dal pieno e anodizzato per ottenere superfici resistenti. Il vetro Corning Fusion5, utilizzato per chiave, display e selettore del cambio, offre resistenza a graffi e urti.
Ferrari Luce telaio
Il telaio della Ferrari Luce è stato progettato da zero. Il passo è compatto e la posizione di guida avanzata, ispirata alle berlinette a motore centrale. L’architettura, pensata per accogliere il pacco batterie nel pianale, utilizza leghe leggere e torri ammortizzatori con funzioni di assorbimento d’urto, così da gestire il peso del powertrain elettrico senza penalizzare la rigidità. Un sistema brevettato di montaggio della batteria contribuisce ad aumentare la solidità complessiva, mentre il nuovo sottotelaio posteriore, il più grande elemento fuso mai realizzato a Maranello, isola le vibrazioni e riduce la rumorosità senza sacrificare la precisione di guida. Le boccole elastiche filtrano il rumore di rotolamento e le asperità del fondo, mentre gli inverter delle sospensioni attive sono integrati nella struttura per limitare massa e ingombri. Il risultato è un equilibrio tra comfort e reattività, con un incremento minimo di peso rispetto a una berlinetta termica.
Ferrari Luce potenza
La Ferrari Luce è spinta da un sistema di quattro motori sincroni a magneti permanenti, due per ciascun assale, frutto diretto dell’esperienza in Formula 1 e nel Programma XX.I motori anteriori e posteriori raggiungono rispettivamente 30.000 e 25.500 giri/min, valori record per una vettura di serie. La potenza complessiva arriva a 310 kW all’anteriore e oltre 620 kW al posteriore in modalità Performance Launch, con una densità di potenza che sfiora i 3,2 kW/kg. La tecnologia Halbach per la disposizione dei magneti ottimizza il flusso magnetico, migliorando la coppia e riducendo il peso del rotore. Il risultato è un’erogazione più pronta e un’efficienza del 93%. Ogni motore è integrato con il proprio inverter e sistema di trasmissione, creando un modulo compatto e completamente autonomo. A livello dinamico, i motori anteriori raggiungono la velocità massima in meno di un secondo, con un’accelerazione angolare di 45.000 giri/min al secondo. Gli anelli in fibra di carbonio, spessi appena 1,6 mm, mantengono i magneti in posizione anche alle massime sollecitazioni centrifughe, una soluzione derivata dal motorsport e ora industrializzata.








