Nautica

Ferretti, Kkcg chiama in causa il Governo

Soggetti vicini a Weichai stanno rastrellando azioni e l’azionista ceco invoca il Golden power

di Raoul de Forcade

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Sarà davvero un duello all’ultimo voto - a cui rischiano di aggiungersi le carte bollate - la sfida per aggiudicarsi la maggioranza dei membri del cda, che si consumerà oggi, tra i due più importanti azionisti di Ferretti group (società specializzata nella realizzazione di barche di lusso), cioè la cinese Weichai, col 39,5% delle quote, e la ceca Kkcg maritime, che ha raggiunto, con un’opa parziale conclusasi a metà aprile, il 23,2% del colosso degli yacht; una percentuale che sale al 28,2%, con i voti del kuwaitiano Bader Al-Kharafi, il quale ha deciso di appoggiare, col suo 5%, la lista che fa capo al Karel Komárek. La percentuale a favore di Kkcg, però, potrebbe salire ancora, se la lista fosse votata da altri azionisti del gruppo, come consigliato da alcuni advisor indipendenti.

Ieri il colpo di scena: Kkcg ha rivelato di aver scritto al Governo italiano, paventando una mancanza di rispetto delle normative vigenti, da parte dei soci cinesi; e invocando l’esercizio del golden power.

Loading...

La decisione di manifestare questi dubbi è maturata dopo che notizie di stampa hanno rivelato che una serie di soggetti legati a Weichai starebbe continuando a rastrellare azioni Ferretti, mantenendo, peraltro, ciascuna operazione sotto il 3%, limite oltre il quale scatta l’obbligo di comunicazione alla Consob. Tra questi vi sarebbero, in particolare, Bank of China, che ha raggiunto l’1,989% e la svizzera Adtech advanced technologies (fondata da un ex consigliere di Weichai power) che ora detiene il 2,8%; nonché altre realtà con piccole quote, come Wealt strategy holding (Hong Kong) con l’1% circa e Yanjan international, con lo 0,8%.

Kkcg fa sapere che le informazioni venute galla, relative a recenti acquisizioni di azioni Ferretti «da parte di soggetti di nazionalità cinese e di soggetti collegati a Weichai», rafforzano «le preoccupazioni in merito al rispetto della normativa applicabile, inclusi possibili inadempimenti agli obblighi di notifica in relazione alla proprietà e al controllo di una società operante in settori di rilevanza strategica per la sicurezza nazionale e la difesa (golden power)». Kkcg spiega, quindi, di aver «formalmente notificato tali preoccupazioni al Governo italiano, in data 11 maggio 2026».

La lettera al Governo (inviata in copia a Consob), spiega una fonte vicina all’operazione, solleva due questioni: la prima è che Weichai, controllata, in ultima istanza, da Sasac, l’agenzia statale di Pechino, non avrebbe, a oggi, notificato la partecipazione di maggioranza ai sensi del golden power, nonostante Ferretti sia formalmente riconosciuta come azienda strategica per la difesa nazionale, visto che, dal 2016, costruisce pattugliatori militari per Marina e Carabinieri. La seconda questione è che i recenti acquisti di azioni, secondo Kkcg, sarebbero stati effettuati in modo coordinato con Weichai e porterebbero la quota aggregata cinese sopra al 45%. Alla fine, si rileva, l’azienda, con azionisti statali cinesi, potrebbe avere un cda senza alcun consigliere esecutivo italiano e aprire la strada a trasferimenti di tecnologie dual use strategiche. E, nel caso, il concerto fosse accertato, i diritti di voto, esercitati senza la notifica dovuta, potrebbero essere sospesi per vie legali.

Il Governo, da parte sua, ha riconosciuto, a più riprese, la rilevanza strategica di Ferretti (ad esempio a marzo 2026, autorizzando l’opa di Kkcg). E sull’argomento è stata, di recente, presentata un’interrogazione parlamentare urgente, dal deputato della Lega Alberto Gusmeroli.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti