Guerra in Europa

Trump: Ucraina e Russia hanno accettato di non colpire obiettivi energetici. Zelensky: stop se Mosca si ferma

Una fonte ha confermato al Financial Times che Mosca e Kiev hanno ripreso i colloqui su un possibile cessate il fuoco nel settore energetico ma il presidente russo appare riluttante a concludere un accordo

Rottami di un treno passeggeri dopo un attacco con drone russo, nel contesto dell’offensiva della Russia contro l’Ucraina, a Rymachi, nella regione di Volyn, Ucraina, 13 settembre 2026, in un fermo immagine tratto da un video pubblicato sui social media. SOCIAL MEDIA/via REUTERS.

6' di lettura

English Version

6' di lettura

English Version

«L’Ucraina ha proposto ai propri partner di raggiungere un accordo con la Russia per porre fine alla distruzione delle infrastrutture critiche. È necessario proteggere le risorse alimentari, energetiche e gli altri beni di prima necessità, che sono proprio i principali bersagli degli attacchi russi. Ogni giorno vengono colpiti impianti energetici, infrastrutture portuali, snodi logistici e persino magazzini contenenti generi alimentari e medicinali. L’Ucraina, tuttavia, non è convinta che la Russia sia disposta a rispettare un simile accordo». Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zekensky dopo che il suo omologo americano Donald Trump aveva annunciato su Truth Social che Kiev e Mosca avevano aderito al suo appello a non attaccare le rispettive infrastrutture energetiche.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

«Se i nostri partner sono pronti a garantire che la Russia si astenga realmente dal colpire la nostra rete elettrica, gli impianti energetici, le infrastrutture critiche e le vie di approvvigionamento alimentare, allora, naturalmente, anche noi siamo pronti a sospendere i nostri attacchi in modo corrispondente - ha sottolineato Zelensky -. Si deve trattare di un impegno affidabile e a lungo termine, capace di avere un impatto concreto sulla vita delle persone, e che non svanisca non appena i russi avranno concluso le loro ’elezioni’ e ottenuto, proprio per quel periodo, un allentamento della pressione sui prezzi di benzina e diesel».

Loading...

«La guerra deve finire; un passo verso la de-escalation riguardante le infrastrutture critiche potrebbe rappresentare il primo passo verso la pace. Attendiamo proposte concrete dai nostri partner», ha concluso il presidente ucraino.

Ft: un accordo sulla tregua energetica è in discussione ma Putin è riluttante

Una fonte vicina alla posizione russa ha confermato al Financial Times che Mosca e Kiev hanno ripreso i colloqui su un possibile cessate il fuoco nel settore energetico. Tuttavia, fonti vicine al Cremlino affermano che il presidente russo Vladimir Putin è riluttante a raggiungere un accordo prima dell’inverno, periodo in cui ritiene che gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine potrebbero aumentare la pressione su Kiev affinché faccia concessioni. Due alti funzionari ucraini hanno detto di ritenere che Trump volesse dimostrare all’opinione pubblica Usa, stanca degli alti prezzi del carburante, di essere al lavoro per ridurli.

Intanto, secondo le Ferrovie ucraine, il treno con a bordo diplomatici europei e l’ex premier britannico Boris Johnson, che viaggiava dall’Ucraina verso la Polonia, potrebbe essere stato il vero obiettivo di un attacco russo che ha colpito il convoglio partito successivamente.

Il treno era partito appena prima di quello colpito da un drone russo al confine polacco, ed è stato fermato ma non evacuato. «È molto probabile che il bersaglio di questo drone russo potesse essere anche il treno diplomatico, partito dalla stazione in anticipo rispetto al previsto nell’ambito della revisione in tempo reale degli orari ferroviari, resa necessaria dalla costante minaccia di attacchi russi», ha dichiarato la compagnia ferroviaria.

«Ignoro quale logica distorta porti (Vladimir) Putin a far esplodere una locomotiva al confine polacco, ma è il tipo di attacco insensato che gli ucraini subiscono ogni giorno», ha commentato sui social Boris Johnson. «Quando daremo agli ucraini i sistemi di difesa aerea di cui hanno bisogno?», ha dichiarato l’ex leader conservatore britannico, al governo quando è iniziata l’invasione russa nel febbraio 2022.

Ucraina, 1654° giorno di guerra

Photogallery20 foto

Tusk: «L’escalation delle azioni russe sta diventando realtà»

Anche il primo ministro polacco Donald Tusk è intervenuto sulla vicenda. «L’escalation delle azioni russe sta diventando una realtà e ne emergono esempi sempre più vicini al nostro confine», ha dichiarato durante un briefing straordinario con i servizi di sicurezza che è stato convocato dopo l’attacco russo al treno vicino al confine polacco. Lo riporta l’agenzia Pap. «Gli attacchi sferrati nella notte indicano che i russi sono pronti a impiegare equipaggiamenti più pericolosi di quelli utilizzati finora, nello specifico droni a propulsione a getto - ha riferito Tusk -. Ciò che sappiamo e che possiamo prevedere è che le prossime settimane e i prossimi mesi saranno caratterizzati da un’attività fortemente intensificata da parte della Russia e, purtroppo, non possiamo escludere che tale escalation si estenda anche al nostro territorio».

Rutte: «Attacco di Putin al treno dimostra sua disperazione»

«L’attacco contro un treno passeggeri in Ucraina ieri dimostra quanto sia diventato disperato Putin», ha dichiarato oggi in conferenza stampa Mark Rutte. «Crede di poterci impedire di sostenere l’Ucraina e di poter minare la nostra unità. Si sbaglia», ha specificato ancora il segretario generale della Nato. «La nostra risposta è aumentare il sostegno all’Ucraina, affinché abbia ciò di cui ha bisogno per difendersi», ha sostenuto il segretario dell’Alleanza atlantica, nel corso di un punto stampa congiunto con il primo ministro sloveno Janez Jansa.

Tajani: «Attacchi russi al confine polacco provocazione, non ci facciamo intimidire»

L’attacco russo di ieri a un treno in Ucraina vicino alla frontiera con la Polonia «è un altro segnale della Russia che dice: “Attenzione, non aiutate troppo l’Ucraina”». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a 24 Mattino su Radio 24. «Certamente la Russia manda segnali, fa provocazioni, testa le reazioni dell’Occidente», ha aggiunto Tajani, secondo cui «in questo caso bisogna sempre essere fermi» perché «la Russia non può continuare con questa aggressività», ma «senza perdere» la capacità «di mediazione, di dialogo». «Certamente non ci facciamo intimidire, ma siamo sostenitori di una forte azione di pace e ci auguriamo che i colloqui si possano realizzare tra Putin e Zelensky e magari con la mediazione americana o ben venga anche mediazioni dell’India, della Cina», ha aggiunto il ministro.

Loading...

Per quanto riguarda la possibilità che Mosca attacchi l’Europa, il ministro ha dichiarato: «C’è una grande tensione, ma io credo che nessuno abbia intenzione di fare la guerra. Anche la Russia non credo che abbia intenzione di fare alcuna guerra, perché saprebbe bene di perderla contro l’Occidente. La Russia verrebbe sconfitta, quindi non credo che convenga alla Russia fare una guerra», ha aggiunto Tajani, secondo cui i Paesi europei devono «continuare a lavorare per la pace».

Trump: «Chiesto a Zelensky di non colpire raffinerie russe»

Nel frattempo prosegue la guerra sul campo. Le forze ucraine hanno colpito la città russa di Sochi, provocando incendi ed esplosioni nell’area urbana, come sembrerebbero mostrare alcuni video girati da testimoni oculari. Lo scrive il Kyiv Independent. Stando a quanto riportato dai canali di monitoraggio ucraini Exilenova+ e Supernova+, un massiccio attacco con droni ha preso di mira alcuni siti nella località balneare sul Mar Nero – situata nella regione russa di Krasnodar – a una distanza compresa tra i 650 e i 700 chilometri dal confine ucraino. Le immagini riprese dai residenti di Sochi mostrano esplosioni che illuminano il cielo notturno e almeno un vasto incendio in corso in città. Il sindaco di Sochi, Anatoly Pakhomov, ha confermato l’entrata in azione dei sistemi di difesa aerea russi.

A proposito degli attacchi ucraini in territorio russo, il presidente americano Donald Trump, parlando con i giornalisti, ha dichiarato: «Il problema che ho con l’Ucraina e la Russia è che gran parte del gasolio arriva dalla Russia, e questo è ciò che sta causando un grosso aumento delle importazioni, e gli impianti russi vengono colpiti dall’Ucraina. Ho chiesto al presidente Zelensky di non colpire gli impianti di gasolio e le raffinerie». A Trump è stato anche chiesto se Kiev otterrà l’autorizzazione sui Patriot, e il presidente americano ha chiarito che si sta discutendo di una versione «meno sofisticata» dei sistemi missilistici.

Mosca, capo di Rosatom discute con Grossi di sicurezza alla centrale di Zaporizhzhia

Alexei Likhachev, l’amministratore delegato dell’ente statale russo per l’energia atomica Rosatom, ha incontrato oggi a Vienna il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, con il quale ha discusso dei recenti attacchi ucraini alle autocisterne che trasportavano carburante alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo si legge in un comunicato di Rosatom. La centrale, nel territorio dell’omonima regione ucraina, è controllata e gestita dai russi. «Le forniture di gasolio sono essenziali per la sicurezza nucleare della centrale», ha sottolineato Likhachev, secondo quanto riferito dall’ufficio stampa di Rosatom. «Rafael Grossi si è detto pronto a valutare le opzioni a disposizione dell’Agenzia per fornire assistenza nello svolgimento di tali operazioni», si legge nel comunicato.

In precedenza l’Ad di Rosatom ha riferito che l’11 settembre le forze armate ucraine avevano attaccato delle autocisterne che trasportavano gasolio alla centrale, alimentata da generatori di riserva da fine agosto, causando la morte di due militari russi. In seguito, in un’intervista alla Tass, il direttore dell’impianto, Yuri Chernichuk, ha precisato che «gli esperti dell’Aiea presenti presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia vedono chiaramente che è l’esercito ucraino a lanciare attacchi contro il sito e la sua città satellite, Energodar, soprattutto dopo l’escalation della situazione della scorsa primavera, ma nei suoi rapporti, l’Agenzia non identifica ancora le forze armate di Kiev come la fonte degli attacchi».

Negli ultimi quattro mesi e mezzo, secondo i dati forniti da Rosatom, l’Ucraina ha colpito la centrale di Zaporizhzhia e la vicina città di Energodar oltre 750 volte con droni e artiglieria. «Kiev sta conducendo una campagna sistematica contro i civili e il personale della centrale. Dall’inizio dell’escalation, 20 persone sono rimaste uccise, tra cui 9 dipendenti della centrale, e oltre 100 sono rimaste ferite», si legge nel comunicato.

Zelensky: a lavoro per produrre droni anti-Shahed

E intanto Volodymyr Zelensky, insieme al ministro della Difesa Yevhenii Khmara e al comandante in capo delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi, ha discusso della necessità di produrre nuovi droni intercettori che possano contrastare gli Shahed russi. «Rapporti sul contrasto agli Shahed russi e sul nostro lavoro con i produttori per una nuova generazione di droni intercettori, destinati a difenderci dagli Shahed a propulsione a reazione. Esistono delle soluzioni e sono già in corso i test. Stiamo accelerando tutti i processi. L’Ucraina ha bisogno di una soluzione di difesa operativa, disponibile in quantità sufficienti e con l’efficacia necessaria. Insieme al ministro della Difesa Yevhenii Khmara e al comandante in capo delle Forze armate ucraine Mykhailo Drapatyi, abbiamo discusso dei passi che potrebbero portare a risultati più rapidamente. La base finanziaria per questo lavoro è stata garantita», ha scritto Zelensky su X.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti