Agricoltura

Fertilizzanti, la Ue: ok a misure anticrisi ma nell’ambito della Pac

Nel piano annunciato dalla Commissione «prima dell’estate» un rafforzamento della riserva agricola e più flessibilità su anticipi e utilizzo del digestato. Ma non sono precisate le cifre messe a disposizione

di Alessio Romeo

Vista aerea di un trattore che irroga pesticidi su un campo con un irroratore Atchariya63 - stock.adobe.com

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Se continueranno a mancare i fertilizzanti nelle campagne europee l’Europa dovrà produrseli da sola e gli agricoltori che affrontano l’aumento vertiginoso dei costi quasi raddoppiati in un anno saranno indennizzati, forse e a suo tempo. La Commissione europea «fornirà un sostegno eccezionale e mirato agli agricoltori europei che affrontano l’aumento del costo dei fertilizzanti», ma lo farà «attraverso gli strumenti già esistenti nell’ambito della Politica agricola comune».

In particolare l’esecutivo Ue proporrà di mobilitare il bilancio dell’Unione per rafforzare la riserva agricola (che vale attualmente 450 milioni l’anno) «di una somma considerevole. Questo pacchetto finanziario sarà presentato prima dell’estate per fornire un sollievo immediato di liquidità agli agricoltori prima del prossimo ciclo di produzione e contribuirà a sostenere la produzione agricola».

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Non ci sono cifre, nel piano d’azione europeo presentato oggi dalla Commissione per far fronte alla crisi dei fertilizzanti dovuta alla chiusura dello stretto di Hormuz, e per questo non è difficile capire la delusione degli agricoltori che manifestano a Strasburgo per chiedere invece interventi concreti di fronte a «una crisi senza precedenti che mette a rischio la sicurezza alimentare dell’Europa», come ha sottolineato il presidente del Copa, Massimiliano Giansanti.

«Con questo piano d’azione, stiamo investendo in un’industria dei fertilizzanti europea più forte, supportando gli agricoltori europei e accelerando l’innovazione in soluzioni sostenibili e locali. La crisi in corso dei combustibili fossili dimostra che leadership climatica e resilienza economica sono interconnesse. Ecco perché l’Europa sta costruendo un futuro basato sulla sostenibilità, accessibilità e forza industriale», ha dichiarato la presidente dell’esecutivo Ursula von der Leyen ricordando che il piano mira a promuovere la produzione interna facilitando l’utilizzo del digestato «ma con appropriate clausole ambientali» e annunciando la revisione della direttiva Nitrati per agevolare gli agricoltori.

Inoltre, la Commissione ha annunciato la presentazione a breve di un nuovo pacchetto legislativo «che permetterà agli Stati membri di sfruttare appieno il sostegno disponibile nell’ambito dei loro attuali piani strategici della Pac. Questo includerà nuova liquidità per aiutare la gestione dei flussi di cassa, maggiore flessibilità per l’anticipo dei pagamenti e incentivi rafforzati per le pratiche agricole più efficienti che riducano e ottimizzino l’uso dei fertilizzanti, passino a fertilizzanti di origine biologica e investano nella resilienza agricola dove necessario». Un altro annuncio che si può tradurre semplicemente con una maggiore flessibilità nell’uso dei fondi già esistenti.

Un altra promessa della Commissione è quella di valutare le modalità migliori per incentivare i sequestri di carbonio, «combinando le forze» tra risorse private e pubbliche: Stati membri, Politica agricola comune, Fondo europeo per la competitività e entrate Ets. Allo stesso tempo, la Commissione ridurrà la burocrazia e le barriere di mercato inutili e proporrà nuove misure per aumentare la domanda di fertilizzanti sostenibili prodotti localmente. Questo, secondo l’esecutivo, «renderà il mercato unico più efficiente».

Rimasta sostanzialmente inascoltata anche la richiesta di rimuovere dazi e la tassa ambientale del Cbam. L’esecutivo Ue ha invece rivendicato i provvedimenti già adottati: «È stata introdotta un’eccezione alle regole standard di calcolo, per ridurre l’impatto del Cbam sui fertilizzanti, rendendoli l’unico prodotto a beneficiare di tale eccezione (con un ricarico dell’1% invece del 10%, con un aumento progressivo fino al 30% per tutti gli altri settori). A febbraio 2026, la Commissione ha anche proposto contingenti tariffari temporanei esenti da dazio per diversi fertilizzanti azotati chiave e per i mezzi di produzione (ammoniaca, urea)» e «ad aprile ha adottato un quadro temporaneo di aiuti di Stato per sostenere i settori colpiti dalla crisi del Medio Oriente, inclusa l’agricoltura».

Il meccanismo del Cbam, secondo le stime del Copa-Cogeca, comporterà un costo diretto di 820 milioni già nel 2026, destinato a salire fino a 3,4 miliardi nel 2034.Per rafforzare la trasparenza del mercato in chiave anti-speculazione, la Commissione lancerà quindi un partenariato della filiera europea dei fertilizzanti, riunendo produttori, agricoltori e Stati membri «per determinare un percorso condiviso per superare queste sfide e garantire la sicurezza alimentare continua a prezzi accessibili in tutta l’Ue. Nell’ambito di questo partenariato – spiega l’esecutivo Ue –, nei prossimi mesi sarà organizzato un primo dialogo politico con tutti gli attori della filiera per sviluppare soluzioni alle sfide legate alla fornitura, produzione, commercializzazione e uso dei fertilizzanti. I risultati costituiranno una base per lavorare verso soluzioni praticabili sia per gli agricoltori sia per l’industria».

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