I film del fine settimana

“Deadpool & Wolverine”, i supereroi si alleano per sventare una nuova minaccia

Nelle sale arriva il nuovo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe con protagonisti Ryan Reynolds e Hugh Jackman

di Andrea Chimento

3' di lettura

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L’estate al cinema torna a far rima con Marvel: dopo film come “Spider-Man: Far From Home” nel 2019, “Black Widow” nel 2021 o “Thor: Love and Thunder” nel 2022, lo studio cinematografico di proprietà della Disney punta ancora sul mese di luglio per lanciare una nuova produzione.

“Deadpool & Wolverine” è un crossover che unisce due personaggi decisamente diversi tra loro, due anti-eroi che si trovano a dover collaborare per fronteggiare una nuova, terribile minaccia.

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Terzo capitolo della saga di “Deadpool” (il primo sotto il cappello della Disney, dopo l’acquisizione della Fox nel 2019), il film segue gli eventi raccontati in “Deadpool 2”, lungometraggio del 2018 che confermò il successo ai botteghini del supereroe più anticonvenzionale e irriverente del cinema contemporaneo.

Dopo Tim Miller e David Leitch, registi dei due precedenti capitoli, la firma di questo nuovo prodotto è quella di Shawn Levy, noto per aver diretto “Una notte al museo” (2006) e per aver prodotto la serie tv “Stranger Things” (2016). Da evidenziare che Levy aveva già diretto Ryan Reynolds (l’attore che veste i panni di Deadpool) in “Free Guy – Eroe per gioco” (2021) e “The Adam Project” (2022).

Probabilmente queste collaborazioni sono state fondamentali nella scelta del regista, dato che Reynolds – oltre che attore e sceneggiatore – è anche produttore di questa pellicola senza dubbio più ambiziosa dei due titoli precedenti.

Ai toni ironici che non mancano, si unisce infatti un’atmosfera malinconica in diversi passaggi, così da richiamare precedenti disavventure del personaggio di Wolverine e, in particolare, il film “Logan”, dolente e toccante lungometraggio del 2017, tra i migliori esiti del cinema tratto dai fumetti, che si concludeva con la morte del protagonista (ma con le logiche del multiverso del Marvel Cinematic Universe, ormai, ogni personaggio può essere rilanciato senza problemi in maniera diversa).

Deadpool & Wolverine” e gli altri film della settimana

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Un buddy-movie per appassionati

Si sente, in questo film, la maggiore profondità che si è cercato di dare al personaggio di Deadpool, come dimostrano diversi dialoghi con Wolverine, a volte capaci di toccare corde profonde, altre volte invece eccessivamente grossolani.

Non mancano però momenti da buddy-movie più leggero e divertente, soprattutto per gli appassionati dei due personaggi e per i nostalgici che non aspettavano altro che Hugh Jackman tornasse a vestire i panni di Wolverine (sicuramente uno dei supereroi più amati in assoluto). Presenti anche numerosissime autocitazioni, spesso ironiche, così come un alto numero di combattimenti ben coreografati, uniti a una serie di situazioni dissacranti perfettamente nello spirito del personaggio di Deadpool.

La struttura narrativa ha passaggi emozionanti e riusciti, anche se il disegno d’insieme sa troppo di già visto e il risultato è un film che rischia di essere dimenticato abbastanza in fretta al termine della visione.

A ogni modo, la regia di Levy è più brillante di quella di molti suoi colleghi che si sono dedicati al mondo dei cinecomic e il ritmo regge abbastanza bene per le circa due ore di durata. Per una visione estiva, senza grandi pretese, può anche bastare.

To Leslie

Tra le novità più interessanti proposte questa settimana in streaming, si segnala “To Leslie”, arrivato in esclusiva per l’Italia su Rarovideo Channel.

Al centro della trama c’è la storia di Leslie, una donna autodistruttiva e disperata, che lotta per ricostruire la sua vita dopo anni di difficoltà.

Diretto da Michael Morris, qui al suo esordio cinematografico dopo aver diretto episodi di serie televisive come “Bloodline”, “House of Cards” e “Better call Saul”, “To Leslie” è un lungometraggio che affronta temi delicati: dal desiderio di redenzione alla necessità di trovare un proprio posto nel mondo, passando per la descrizione di un’umanità complicata, che viene tratteggiata senza sconti e con buona sensibilità.

Qualche passaggio risulta acerbo e un po’ didascalico, ma il film ha una sua forza nella scrittura e, ancor di più, nella strepitosa performance di Andrea Riseborough, che le era valsa la candidatura all’Oscar come miglior attrice protagonista. L’interprete inglese regala qui la prova più intensa di tutta la sua carriera e in assoluto una delle più significative tra quelle viste negli ultimi tempi. Vale certamente la visione.

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