«Good Luck, Have Fun, Don’t Die», un film citazionista sui pericoli dell’intelligenza artificiale
Nelle sale nuovo film di Gore Verbinski, regista della saga dei “Pirati dei Caraibi” e di “Rango”
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Sono passati ben nove anni dall’uscita dell’ultimo film di Gore Verbinski: era infatti il 2016 quando il regista de “La maledizione della prima luna” e di “Rango” portava nelle sale di tutto il mondo “La cura dal benessere”, un horror riuscito solo in parte, col quale Verbinski tornava al genere che gli aveva dato enorme successo con “The Ring”.
Ora, finalmente, dopo il passaggio all’ultima Berlinale, arriva nelle nostre sale il suo nuovo lungometraggio, “Good Luck, Have Fun, Don’t Die”.
Il film si apre in una caffetteria di Los Angeles, dove si presenta un uomo misterioso che sostiene di venire dal futuro. Il suo obiettivo è reclutare la giusta combinazione di clienti del locale per formare una squadra in grado di eliminare una pericolosa intelligenza artificiale e riuscire così a salvare il mondo.
Alternando momenti divertenti ad altri davvero inquietanti, Verbinski firma un riuscito apologo in cui il bersaglio principale è l’uso spasmodico che facciamo della tecnologia, degli smartphone e della stessa intelligenza artificiale.







