“E i figli dopo di loro”, un simbolico racconto di formazione
Tra le novità in sala il film francese di Zoran e Ludovic Boukherma e il lungometraggio romeno “Tre chilometri alla fine del mondo”
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Un buon coming-of-age francese è tra i protagonisti del weekend in sala: si tratta di “E i figli dopo di loro”, film presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 2024.
Tratto dal romanzo di Nicolas Mathieu “Leurs enfants après eux”, questo lungometraggio si apre durante l’estate del 1992, quando il quattordicenne Anthony e suo cugino ingannano il tempo in riva al lago insieme a due ragazze. Per Anthony questo sarà l’incontro con il primo amore, un momento che lo segnerà per diversi anni. Oltre a questo sentimento nuovo e profondo, ne nasce però anche un altro molto diverso: l’odio per un ragazzo di nome Hacine, un giovane ribelle del quartiere.
Diretto da Zoran e Ludovic Boukherma, fratelli gemelli nati a Marmande nel 1992, questo film racconta quattro estati cruciali nella vita dei personaggi (e, forse, della Francia in generale) arrivando a concludersi durante i mondiali di calcio del 1998.
In questo racconto di formazione le varie annate si trasformano così in passaggi decisivi verso la maturità, sia per il personaggio di Anthony, sia per la sua amata Steph che per il “nemico” Hacine.







