Fincantieri alza i target 2026. Nuovi ordini per 11 miliardi in 4 mesi sopra il target annuo
Migliorano Ebitda e indebitamento nei primi tre mesi dell’anno. L’ad Folgiero: «Risultati confermano coerenza e forza del percorso di crescita del gruppo»
di Celestina Dominelli
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I punti chiave
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Fincantieri arriva al test dei conti trimestrali migliorando la guidance per l’anno in corso, a conferma della bontà della strategia messa in campo dal top management, e con numeri che mostrano una crescita del 3% per l’Ebitda, a 159 milioni, e dell0 0,9% per l’Ebitda margin, che passa da 6,5% di un anno fa al 7,4% per cento. Mentre scendono i ricavi che si attestano a 2,1 miliardi, in calo del 10,1% sul dato dello scorso anno, su cui, però, aveva inciso positivamente l’effetto derivante dalla commessa della Marina indonesiana per due pattugliatori (Ppa).
Il miglioramento del debito
Passando all’esposizione finanziaria, l’asticella è negativa per 771 milioni a fine marzo, ma risulta in deciso miglioramento rispetto agli 1,3 miliardi con cui il gruppo aveva chiuso il 2025: da qui anche l’effetto positivo sul rapporto di indebitamento che scende così a 1,1 volte rispetto agli 1,9x di fine 2025 grazie alla generazione di cassa e all’aumento di capitale da 500 milioni concluso lo scorso febbraio (al netto del quale, invece, la posizione finanziaria netta adjusted si attesta a 1,25 miliardi e il rapporto di indebitamento a 1,8x a fronte di una guidance per l’intero anno fissata a 2 volte).
La forte accelerazione sugli ordini
Insomma, la “macchina” continua a marciare a pieni giri. Prova ne è innanzitutto performance degli ordini che, nel trimestre, è pari a 3,4 miliardi, ma - chiarisce il gruppo nella nota che accompagna i conti -, i contratti conclusi nei primi quattro mesi dell’anno hanno subito un deciso scatto avanti consentendo il superamento del target annuale di 11 miliardi fissato dal piano al 2030 portando il carico di lavoro a 74,2 miliardi, «il livello più alto di sempre», spiega Fincantieri.
La revisione al rialzo della guidance
Una decisa spinta in avanti che ha condotto altresì l’azienda presieduta da Biagio Mazzotta a ritoccare all’insù, come detto, i target per il prosieguo dell’anno: sono stati, quindi, stimati ricavi a 9,3-9,4 miliardi (rispetto ai 9,2-9,3 miliardi della guidance precedente), un Ebitda di 700-710 milioni (circa 700 milioni in precedenza), un Ebitda margin di circa il 7,5% e un utile netto atteso tra 140 milioni e 180 milioni” (rispetto all’indicazione fornita che prevedeva un valore superaiore al dato 2025). Il rapporto di indebitamento adjusted, infine, è stimato a 2,0 volte (1,3 volte includendo l’aumento di capitale di febbraio).
Folgiero: confermata la forza del percorso di crescita del gruppo
Soddisfatto l’ad del gruppo, Pierroberto Folgiero. «Il primo trimestre del 2026 conferma la coerenza e la forza del percorso di crescita del gruppo », spiega il top manager, secondo il quale i risultati conseguiti consentono all’azienda di guardare «al futuro con fiducia, forti di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa estesa nel lungo periodo che, in coerenza con il piano industriale 2026–2030, rafforza il ruolo di Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del mare».

