Fisco, oggi la riforma in Cdm: ecco tutte le prossime tappe
L’iter parlamentare si potrebbe concludere prima della pausa estiva. Il governo si è dato 24 mesi per l’adozione dei decreti delegati
di Marco Mobili e Gianni Trovati
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I punti chiave
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Con il via libera del Consiglio dei ministri si mette ufficialmente in moto la macchina che dovrà portare nell'arco dei prossimi due anni alla completa riscrittura del sistema fiscale. L’idea di riforma presentata dal governo Meloni, infatti, prevede un intervento di riduzione e razionalizzazione di tutti i tributi a partire dalla regina delle imposte come l’Irpef che da subito scenderà da quattro a tre aliquote per poi, nell’arco della legislatura, planare sulla Flat tax per tutti.
Le novità
La riforma prevede anche la riduzione dell’Ires per chi investe in nuovi beni e in occupazione, il taglio dell’Irap e la razionalizzazione dell’Iva. Ma anche nuove regole sull’accertamento e la depenalizzazione delle sanzioni per chi non ce la fa a pagare le tasse o per chi salda il conto, anche a rate, accordandosi con il Fisco prima di essere condannato per evasione fiscale.
Statuto del contribuente rafforzato
Sui principi cardine del sistema tributario la riforma prova a rivedere e rafforzare anche lo statuto dei diritti del contribuente dando maggiore forza all’obbligo di motivazione degli atti impositivi, valorizzando il principio del legittimo affidamento, semplificando gli interpelli che diventeranno a pagamento almeno per le questioni più rilevanti quali possono essere quelle sull'abuso del diritto. La riforma inoltre dirà addio al ruolo e alle cartelle consentendo ai debitori di poter saldare il conto a rate anche in 10 anni. Ma allo stesso tempo l’agente pubblico della riscossione si vedrà rafforzare i suoi poteri con la possibilità di ricorre in automatico al pignoramento presso terzi che tradotto nella pratica vuol dire pignorare le somme del contribuente direttamente sul suo conto corrente.
I tempi
Dopo il via libera del Cdm il disegno di legge delega dovrà fare altri due passaggi tecnici e procedurali allo stesso tempo. Uno alla conferenza unificata perché nello schema del Ddl si interviene anche sui tributi regionali e locali e poi spetterà al Capo dello Stato autorizzare la presentazione del disegno di legge alle Camere.
Da quel momento inizierà l'iter parlamentare che nelle intenzioni del governo dovrebbe chiudersi entro la fine del prossimo mese di maggio, ma più realisticamente potrà essere un successo incassare il via libera di Camera e Senato prima della classica pausa estiva a ridosso di Ferragosto. Una volta pubblicata la legge sulla Gazzetta Ufficiale si passerà alla cosiddetta fase due della riforma e certamente più delicata: l'attuazione.







