Irpef, bonus casa e stop a regime al bollo auto: i 10 punti del Fisco nell’agenda della manovra
La stabilizzazione dell’addio alle tassa di possesso su auto fino a 80 Kw e moto dopo la prima esenzione per il 2027 si aggiunge alla liste delle misure già in cantiere. Nel menù anche l’alleggerimento della tassazione delle tredicesime
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I punti chiave
- L’aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro
- Flat tax delle partite Iva: soglia più alta per ricavi o dipendenti
- Tasse più leggere per i giovani
- Flat tax sui rinnovi contrattuali
- Notturni e lavoro nei festivi
- La detassazione delle tredicesime
- Cedolare secca sui piccoli negozi
- Il rinnovo dei bonus edilizi
- Il nuovo ecobonus del 65% allo studio
- L’esenzione a regime dal bollo auto
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Meno tasse per il ceto medio, incentivi ai giovani, nuova spinta all’efficienza energetica delle abitazioni e agevolazioni per proprietari immobiliari e partite Iva. Ma anche rinnovi di misure già sperimentate quest’anno come lo sconto sulle tredicesime e la detassazione di straordinari e festivi. A cui si aggiunge l’ultima carta giocata in Cdm mercoledì dal Governo con l’abolizione del bollo auto per le utilitarie e motocicli per il 2027 e da rendere strutturale per gli anni successivi. Sono almeno dieci gli interventi fiscali che potrebbero andare ad arricchire quella che è ormai da tutti considerata la legge di Bilancio elettorale. Anche perché non può non essere sottolineata come la natura delle misure fin qui proposte dalla maggioranza rappresentano un concreto invito al voto.
Chiedilo al Sole
Nelle intenzioni dell’esecutivo sono almeno 10 le misure fiscali che dovrebbero sostenere consumi, investimenti e potere d’acquisto. Ma si tratta comunque di ipotesi messe sul tavolo del cantiere della manovra 2027 e su cui ci sarà da superare lo scoglio più grande: quelle delle coperture che per almeno due misure, Irpef e abolizione del bollo auto, dovranno essere strutturali.
L’aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro
La misura su cui tutta la maggioranza è compatta e che già lo scorso anno ha sfiorato la possibilità di essere approvata è l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60mila euro (oggi si applica per i redditi da 28mila a 50mila euro). L’obiettivo è alleggerire il prelievo su un’ulteriore fetta di contribuenti del cosiddetto “ceto medio” che una volta superata la soglia dei 50mila euro si vedono applicare l’aliquota del 43 per cento. A ribadirlo è stato ieri al convegno Anif anche il viceministro dell’Economia Maurizio Leo: «vogliamo aiutare il ceto medio, quindi tutto ciò che stiamo facendo è orientato ad avere un nuovo rapporto fisco-contribuente e ridurre il carico fiscale».
Flat tax delle partite Iva: soglia più alta per ricavi o dipendenti
A sentire i ripetuti annunci della maggioranza un tema ricorrente della prossima manovra sarà Flat Tax. La Lega chiede di allargare da 85mila a 100mila euro il limite di ricavi o compensi entro cui è possibile applicare la tassa piatta del 15% o del 5% per le nuove attività. Lo scoglio in questo caso non è solo quello delle coperture ma c’è anche l’ok di Bruxelles che dovrebbe prevedere una modifica su misura della direttiva comunitaria (n. 2006/112). Alla Flat Tax extralarge per le partite Iva guarda anche Forza Italia proponendo in questo caso l’aumento da 35mila (limite previsto fino al 2026) a 40mila euro del limite di redditi da lavoro dipendente per poter aprire una partita Iva e optare per la Flat Tax o meglio per il regime forfettario.
Tasse più leggere per i giovani
A proporre poi una nuova Flat Tax, in questo caso del 5%, è stato ripetutamente anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. L’idea a cui stanno lavorando i tecnici del Mef è quella di una tassazione ridotta agli aumenti salariali riconosciuti ai lavoratori più giovani. Una misura, adotta in accordo con il mondo delle imprese, che punta a incrementare le retribuzioni delle nuove generazioni e contrastare sia i salari troppo bassi si l’altro fenomeno della fuga di competenze all’estero.


