Fisica, clima, mercati e società: chi sono i 4 ricercatori da record a Milano
L’European research council (Erc) ha comunicato oggi i vincitori dei finanziamenti Starting Grant. Milano ne conta quattro: due vanno alla Bocconi, uno alla Bicocca e uno alla Statale
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EURISK - The history of climate risk management in the European Union, M4E - Market-based solutions for environmental challenges, TANGO, Transducer antenna for a noiseless gravitational observatory, UNEQUALGEN - Generazioni e disuguaglianza politica nelle democrazie che invecchiano: sono quattro dei progetti vincitori del programma di finanziamento Starting Grant che verranno sviluppati in atenei milanesi.
L'annuncio è arrivato oggi, 3 settembre 2026, dall'European Research Council (Erc), la principale organizzazione europea di finanziamento della ricerca d'eccellenza. Il premio è indirizzato a ricercatori di qualsiasi nazionalità con massimo dieci anni di esperienza dal completamento del dottorato.
Per l'anno corrente l'Erc ha registrato un record di proposte, raggiungendo quasi quota cinquemila. Di queste, stando ai dati riportati dal sito ufficiale dell'Istituto, solo l'8,8% ha potuto ricevere un finanziamento.
Dei 421 ricercatori europei premiati, quattro hanno sede a Milano: Matteo Borghesi, università di Milano-Bicocca, Grace Bellor e Matthias Rodemeier, università Bocconi, Mathilde M. Van Ditmars, università Statale.
Tango
Una nuova generazione di rivelatori di onde gravitazionali, grandi poche decine di centimetri e capaci di operare a temperature prossime allo zero assoluto: è l'obbiettivo del progetto Tango, elaborato per captare fenomeni cosmici ancora inesplorati con uno strumento che può stare su un tavolo.
Grazie all'Erc starting grant, Matteo Borghesi avrà a disposizione 1.499.312 euro per portare avanti il suo lavoro e organizzare una propria squadra di ricercatori.
«Questa banda - quella delle onde gravitazionali ad alta frequenza, compresa tra 100 kHz e 10 MHz - è particolarmente interessante perché è relativamente silenziosa: pochissime sorgenti note sono infatti in grado di produrre onde gravitazionali a queste frequenze e, nonostante i crescenti sforzi sperimentali, nessun segnale è stato finora osservato. - spiega il ricercatore 33enne specializzato in fisica sperimentale - l'osservazione inequivocabile di un segnale in questa regione rappresenterebbe una scoperta di grande portata, con il potenziale di trasformare la nostra comprensione dell'Universo».
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