Formazione digitale dei docenti: sul piatto 331 milioni per le scuole
Due decreti ministeriali finanziano l’aggiornamento in servizio di prof e Ata e l’acquisto di Pc e tablet da destinare al personale
di Eugenio Bruno e Claudio Tucci
5' di lettura
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Piano ad ampio raggio per la formazione digitale a scuola. Con due decreti ministeriali, e altrettanti avvisi, il Mim ha appena stanziato 331 milioni che gli istituti possono usare, da un lato, per l’aggiornamento in servizio di insegnanti e Ata, e, dall’altro, per l’acquisto di Pc e tablet da girare, in comodato d’uso, ai prof. Così da compensare almeno in parte la stretta sull’acquisto di strumenti tecnologici arrivata con l’ultimo restyling della carta docente.
I fondi per la formazione
Il primo Dm contiene due linee d’intervento. La prima, da 161,1 milioni, sostiene i percorsi formativi per i docenti e il personale educativo delle scuole statali, sia di ruolo sia a termine nell’anno scolastico 2025/26. Risorse da ripartire proporzionalmente sulla base degli organici. Le scuole hanno tempo fino al 15 maggio per inviare le candidature e cercare così di potenziare una serie di competenze: disciplinari, pedagogiche e metodologiche; digitali e didattiche; o che puntano sulla progettazione educativa e didattica; sulla gestione della classe e delle relazioni educative; oppure su orientamento e organizzazione scolastica. È possibile richiedere uno o più moduli della durata di 30 o 60 ore della stessa tipologia per un maggiore rafforzamento della formazione o per ampliare la platea dei possibili beneficiari dei percorsi formativi. È prevista la presenza di un esperto formatore (retribuito fino a 70 euro l’ora) e di un tutor (fino a 30 euro l’ora). Il finanziamento viene assegnato entro dei limiti indicati nell’allegato 1 al Dm 38/2026: 14mila, 21mila e 35mila euro. In fase di candidatura, il sistema informativo calcola automaticamente l’importo del progetto, sulla base delle scelte relative ai diversi moduli inseriti; ciò consentirà alle scuole di ponderare i dati relativi alla durata del percorso formativo, al numero di partecipanti (fino a 20 iscritti) e all’utilizzo delle voci opzionali, al fine di raggiungere l’importo massimo autorizzabile.
Gli strumenti digitali
Altri 120 milioni andranno alle scuole per l’acquisto di strumenti digitali da concedere in comodato d’uso gratuito al personale scolastico. Si potranno acquistare Pc fissi (desktop, all-in-one) o portatili (laptop, notebook,netbook), tablet dotati di microfono, speaker e web-cam, accessori e periferiche hardware, software e licenze per la realizzazione e/o l’uso di piattaforme di e-learning, libri e sussidi didattici digitali, solo per fare alcuni esempi. Gli importi massimi ottenibili sono indicati nell’allegato 2 del Dm e vanno da 4mila a 30mila euro. Tra i paletti previsti, c’è che la percentuale di software sugli acquisti non potrà superare il 20% delle forniture ed è consentito acquisire esclusivamente software di sistema e didattico. Le richieste di adesione possono essere inoltrate fino alle ore 18 di domani, 12 maggio.
Con queste risorse si punta, come detto, a compensare le novità intervenute sulla carta docente. Nel 2025/26 il bonus formazione è sceso da 500 a 383 euro, complice l’ampliamento di fatto a tutti i precari (con incarico fino al 30 giugno o al 31 agosto) e al personale educativo dei convitti e degli educandati, accanto ai tradizionali insegnanti di ruolo. A beneficiarne sarà un milione di docenti, 253mila in più rispetto alla platea originaria.
Da quest’anno, con la card si potranno acquistare anche strumenti musicali e servizi di trasporto per persone. Laddove debuttano regole più stringenti per l’acquisto di hardware e software: la carta può essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software solo in occasione della prima erogazione e, poi, con cadenza quadriennale. Il 2025/26 diventa quindi l’anno zero: il bonus potrà essere usato per l’acquisto di Pc e tablet sia da chi l’aveva già percepito sia da chi lo ottiene per la prima volta; dopodiché se ne parlerà tra quattro anni.
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