Il piano del Mim

Formazione digitale dei docenti: sul piatto 331 milioni per le scuole

Due decreti ministeriali finanziano l’aggiornamento in servizio di prof e Ata e l’acquisto di Pc e tablet da destinare al personale

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

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Piano ad ampio raggio per la formazione digitale a scuola. Con due decreti ministeriali, e altrettanti avvisi, il Mim ha appena stanziato 331 milioni che gli istituti possono usare, da un lato, per l’aggiornamento in servizio di insegnanti e Ata, e, dall’altro, per l’acquisto di Pc e tablet da girare, in comodato d’uso, ai prof. Così da compensare almeno in parte la stretta sull’acquisto di strumenti tecnologici arrivata con l’ultimo restyling della carta docente.

I TRIS DI INTERVENTI

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I fondi per la formazione

Il primo Dm contiene due linee d’intervento. La prima, da 161,1 milioni, sostiene i percorsi formativi per i docenti e il personale educativo delle scuole statali, sia di ruolo sia a termine nell’anno scolastico 2025/26. Risorse da ripartire proporzionalmente sulla base degli organici. Le scuole hanno tempo fino al 15 maggio per inviare le candidature e cercare così di potenziare una serie di competenze: disciplinari, pedagogiche e metodologiche; digitali e didattiche; o che puntano sulla progettazione educativa e didattica; sulla gestione della classe e delle relazioni educative; oppure su orientamento e organizzazione scolastica. È possibile richiedere uno o più moduli della durata di 30 o 60 ore della stessa tipologia per un maggiore rafforzamento della formazione o per ampliare la platea dei possibili beneficiari dei percorsi formativi. È prevista la presenza di un esperto formatore (retribuito fino a 70 euro l’ora) e di un tutor (fino a 30 euro l’ora). Il finanziamento viene assegnato entro dei limiti indicati nell’allegato 1 al Dm 38/2026: 14mila, 21mila e 35mila euro. In fase di candidatura, il sistema informativo calcola automaticamente l’importo del progetto, sulla base delle scelte relative ai diversi moduli inseriti; ciò consentirà alle scuole di ponderare i dati relativi alla durata del percorso formativo, al numero di partecipanti (fino a 20 iscritti) e all’utilizzo delle voci opzionali, al fine di raggiungere l’importo massimo autorizzabile.

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ANTIDOTO ALLA STRETTA

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Gli strumenti digitali

Altri 120 milioni andranno alle scuole per l’acquisto di strumenti digitali da concedere in comodato d’uso gratuito al personale scolastico. Si potranno acquistare Pc fissi (desktop, all-in-one) o portatili (laptop, notebook,netbook), tablet dotati di microfono, speaker e web-cam, accessori e periferiche hardware, software e licenze per la realizzazione e/o l’uso di piattaforme di e-learning, libri e sussidi didattici digitali, solo per fare alcuni esempi. Gli importi massimi ottenibili sono indicati nell’allegato 2 del Dm e vanno da 4mila a 30mila euro. Tra i paletti previsti, c’è che la percentuale di software sugli acquisti non potrà superare il 20% delle forniture ed è consentito acquisire esclusivamente software di sistema e didattico. Le richieste di adesione possono essere inoltrate fino alle ore 18 di domani, 12 maggio.

Con queste risorse si punta, come detto, a compensare le novità intervenute sulla carta docente. Nel 2025/26 il bonus formazione è sceso da 500 a 383 euro, complice l’ampliamento di fatto a tutti i precari (con incarico fino al 30 giugno o al 31 agosto) e al personale educativo dei convitti e degli educandati, accanto ai tradizionali insegnanti di ruolo. A beneficiarne sarà un milione di docenti, 253mila in più rispetto alla platea originaria.

Da quest’anno, con la card si potranno acquistare anche strumenti musicali e servizi di trasporto per persone. Laddove debuttano regole più stringenti per l’acquisto di hardware e software: la carta può essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software solo in occasione della prima erogazione e, poi, con cadenza quadriennale. Il 2025/26 diventa quindi l’anno zero: il bonus potrà essere usato per l’acquisto di Pc e tablet sia da chi l’aveva già percepito sia da chi lo ottiene per la prima volta; dopodiché se ne parlerà tra quattro anni.

L’aggiornamento per gli Ata

Completano il set di misure messe in campo dal ministro Giuseppe Valditara i 50,3 milioni destinati alla valorizzazione professionale del personale tecnico-amministrativo (gli Ata). Queste risorse dovranno essere assegnate alle scuole polo per la formazione (come individuate dagli Usr) e andranno ripartire equamente tra esse. Serviranno per la progettazione, organizzazione e gestione di attività formative rivolte al personale degli istituti statali. Da Nord a Sud.

TRIS DI INTERVENTI

161 mln - Formazione dei prof

Con i primi 161,1 milioni in palio si potranno finanziare progetti formativi per rafforzare alcune competenze, tra cui quelle pedagogiche, metodologiche, digitali e didattiche

120 mln - Acquisti Pc e tablet

La seconda linea d’intervento consentirà di acquistare anche dispositivi digitali, libri e sussidi didattici, da concedere in comodato d’uso gratuito al personale scolastico

50 mln - Corsi per gli Ata

Andranno assegnati alle scuole polo, e serviranno per garantire una valorizzazione professionale del personale tecnico-amministrativo, il cosiddetto personale Ata

ANTIDOTO ALLA STRETTA

Pc e tablet in comodato

Dei 331 milioni complessivamente stanziati dal Mim una parte (120 milioni) andranno direttamente alle scuole per l’acquisto di strumenti digitali da concedere in comodato d’uso gratuito al personale scolastico. Si potranno acquistare Pc fissi (desktop, all-in-one) o portatili (laptop, notebook, netbook), tablet dotati di microfono, speaker e web-cam, accessori e periferiche hardware, software e licenze per la realizzazione e/o l’uso di piattaforme di e-learning, libri e sussidi didattici digitali, solo per fare alcuni esempi. Gli importi massimi ottenibili sono indicati nell’allegato 2 del Dm e vanno da 4mila a 30mila euro. Tra i paletti previsti, c’è che la percentuale di software sugli acquisti non potrà superare il 20% delle forniture ed è consentito acquisire esclusivamente software di sistema e didattico. Le richieste di adesione possono essere inoltrate fino alle ore 18 di domani, 12 maggio

Il taglio alla card docente

Con queste risorse il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, punta, almeno in parte, a compensare la stretta sugli acquisti digitali introdotta con il restyling sulla carta docente. Nel 2025/26 il bonus formazione è sceso da 500 a 383 euro, complice l’ampliamento di fatto a tutti i precari (con incarico fino al 30 giugno o al 31 agosto) e al personale educativo dei convitti e degli educandati, accanto ai tradizionali insegnanti di ruolo. A beneficiarne sarà un milione di docenti, 253mila in più rispetto alla platea originaria.

Da quest’anno, con la card si potranno acquistare anche strumenti musicali e servizi di trasporto per persone. Laddove debuttano regole più stringenti per l’acquisto di hardware e software: la carta può essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software solo in occasione della prima erogazione e, poi, con cadenza quadriennale.

Il 2025/26 diventa quindi l’anno zero: i 383 euro del bonus formazione potranno essere usati per l’acquisto di Pc e tablet sia da chi l’aveva già percepito in passato sia da chi la ottiene per la prima volta; dopodiché se ne parlerà tra quattro anni

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