Formula 1

Vittoria Ferrari 250 grazie a Leclerc, Hamilton dietro a Russell per colpa della safety car

Il monegasco torna al successo dopo Austin 2024. Antonelli aveva ricostruito la gara dopo l’errore al via, poi un guasto lo ha tradito

 Charles Leclerc, pilota monegasco della Scuderia Ferrari, vincitore della gara, posa con il trofeo sul podio al termine del Gran Premio di Formula 1 d’Inghilterra, disputato sul circuito di Silverstone a Silverstone, in Gran Bretagna, il 5 luglio 2026.  EPA/PETER POWELL EPA

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Charles Leclerc ha vinto il Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone edizione numero 77 davanti a George Russell e Lewis Hamilton, chiudendo dietro la Safety Car una domenica che la Ferrari aveva preso alla prima curva e non ha più mollato. Antonelli, in pole dopo la Sprint di sabato, ha pattinato allo spegnimento dei semafori: Leclerc ne ha approfittato subito, Hamilton lo ha seguito dalla seconda fila, e in poche curve Silverstone aveva già cambiato volto. Da lì Leclerc ha gestito, Antonelli ha rincorso, un guasto meccanico ha deciso la corsa prima che potesse farlo la pista. Una grande performance, meritata, ottima per la carriera e per la pace con i suoi demoni, ma il vero vincitore morale è Russell: per molta fortuna (sulle disgrazie altrui), è infatti quello che recupera più punti sul rivale interno al proprio garage. Un vero miracolo, un’altra grazia ricevuta peraltro sulla pista di casa: durerà questa fortuna o vincerà a fine anno il più giovane e veloce bolognese?

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In ogni caso, il 5 luglio resterà nella storia per il risultato della Ferrari: l’ultima vittoria di Leclerc risaliva ad Austin, 20 ottobre 2024, dove il finale era costituito da una doppietta. Da allora un 2025 senza sigilli e un 2026 iniziato con più domande che continuità. Silverstone non riscrive la stagione, ma rimette a posto un punto: Leclerc non era sparito, gli mancava una domenica intera per trasformare la rabbia ed esperienza di nuovo in comando di una corsa, nonostante fino a ieri gli girava tutto più storto a parte una bella qualifica. Nel weekend il monegasco ha anche scelto di allontanarsi dai riferimenti tecnici di Hamilton, tornando a un assetto di guida più suo, più rischioso e meno imitativo.

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La partenza che apre a un presagio

Antonelli è partito dalla pole ma ha perso trazione allo start; le due Ferrari lo hanno scavalcato immediatamente mettendosi una davanti all’altra, con Russell scivolato in quarta posizione. Hamilton si è complicato però subito la vita: cinque secondi di penalità per aver mosso la frizione prima del via, sanzione severa ma resa inevitabile dai sensori. Dopo la sosta ha dovuto rifarsi strada tra sottosterzo e traffico; il podio finale pesa comunque, arrivato in una gara più dura del previsto davanti al pubblico di casa. E dopo la bandiera a scacchi, subito convocato in direzione gara: rischia un’altra sanzione perché, mentre si correva a velocità ridotta a seguito del testacoda che ha messo Max Verstappen fuori dai giochi, il sette volte campione potrebbe “non aver rallentato a sufficienza”: quella stessa regola che anni fa non veniva rispettata seriamente ed era costata cara al compianto Jules Bianchi.

Antonelli, la vittoria persa per un guasto

Il dato centrale sulla gara di Antonelli è che non l’ha persa però per il pattinamento al via: quell’errore lo aveva quasi riparato. Dopo aver ripassato Hamilton, aveva rimesso la Mercedes nel mirino di Leclerc e al giro 40 aveva firmato il giro veloce, riducendo il distacco. Poi un cordolo preso alla curva Copse gli ha danneggiato qualche elemento sulla ruota (si ipotizzava la paratia del freno anteriore sinistro detta “wheel shield”, poi confermato dallo stesso Kimi a fine gara): macchina che non girava più, rientro forzato, penalità per track limits mentre lottava con una vettura fuori assetto. Ha tagliato il traguardo nono, la classifica lo ha retrocesso al sedicesimo posto: niente punti, dopo avere avuto la pole e, per una bella fetta della seconda metà di gara, quasi in mano una possibile vittoria.

Russell come accennato ha chiuso secondo ma con una gara diversa da quella del risultato: battuto nel ritmo dal compagno, alle prese col cambio e con una lenta foratura, è rimasto fuori dai box quando la Safety Car ha bloccato tutti, mentre Ferrari richiamava (non idealmente, pare) Hamilton per montare le soft. Scelta giusta per la posizione, ma anche una grazia sportiva.

Gli altri: il tramonto di Alonso e la rabbia di Verstappen

Alonso non ha nemmeno aspettato la partenza vera per certificare un altro weekend anonimo: qualificato ultimo, si è fermato a Becketts nel giro di formazione, è rientrato in pit lane ed è ripartito lontano dai riflettori, in un’Aston Martin mai davvero in partita neanche a Silverstone. Sul fronte opposto, tensione pura in Red Bull: Verstappen si è lamentato più volte via radio del bilanciamento, rivendicando un assetto già proposto e respinto alla vigilia, poi ha spinto oltre il limite pur di difendere il podio dalla rimonta di Russell, perdendo il posteriore in uscita da Stowe e chiudendo dritto in ghiaia.

Quota 250 in casa del lupo: Ferrari sbanca i predatori inglesi nella loro tana storica

Per Ferrari il numero è pesante: 250 vittorie in Formula 1. Arriva il 5 luglio, a ventiquattr’ore dai 250 anni degli Stati Uniti, una coincidenza che a Liberty Media sapranno certamente confezionare meglio di chiunque altro. Ma qui il punto sportivo è più concreto. Ferrari ha vinto, ha portato entrambe le macchine nei primi tre sotto alla bandiera a scacchi e ha lasciato l’impressione di una doppietta sfumata più per lettura della Safety Car che per passo. Peccato: la gara non è mai “ripartita” (per gioia dei piloti, visto che nel frattempo avevano raffreddato troppo le coperture), così Russell ha incassato la posizione e Ferrari si è ritrovata ancora una volta però con una festa buona sola a metà: da un lato una vittoria enorme, dall’altro una domanda tecnica legittima sulla gestione finale, che ha danneggiato un (appena) ritrovato Hamilton proprio nella pista a cui è più affezionato.

Leclerc, il ritorno senza sconti

Leclerc ha sfruttato l’errore di Antonelli, il suo guasto, l’uscita di Verstappen e la Safety Car che ha congelato l’ordine. Le occasioni sporche non valgono nulla se le lasci cadere: lui non le ha lasciate andare via senza coglierle, anzi, ha tenuto la testa, ha gestito il margine quando Antonelli si avvicinava, ha chiuso senza rovinare nulla.

Stavolta è rimasto sopra anche alle piccole sfortune che spesso gli avevano rovinato altre (non poche) domeniche ben costruite: traffico, doppiati, un ingresso box non pulitissimo e una Safety Car finale che poteva rimettere tutto in discussione. Non erano episodi grandi come il guasto di Antonelli o l’uscita di Verstappen, ma erano abbastanza per sporcare la gara. Leclerc non li ha lasciati diventare una scusa.

Ferrari lascia Silverstone con vittoria e podio, in attesa di sapere se sarà anche doppietta mancata per un verdetto e non per la pista. Leclerc ha rimesso ordine in una macchina che sembrava dipendere troppo dalla finestra giusta; Mercedes ha salvato punti pesanti con Russell e ha perso una vittoria già in tasca con Antonelli; Red Bull resta instabile nel rapporto tra passo e fiducia. La classifica dice Leclerc, Russell, Hamilton. La gara, in attesa del verdetto dei commissari, dice qualcosa in più.

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