Foro Italico, un immenso Darderi vince contro Jodar
Continua la favola dell’azzurro che approda in semifinale a Roma: ha battuto anche il talento spagnolo in un match finito alle due di notte, sospeso per scarsa visibilità dovuta ai fumi provenienti dallo stadio, dove si era giocata la finale di Coppa Italia
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È stata una serata indimenticabile, al Foro Italico. Non soltanto perché Luciano Darderi ha vinto contro il talento spagnolo Rafa Jodar ( “what a player”, aveva scritto Jannik Sinner dopo aver battuto il novello Rafa a Madrid) conquistando la semifinale, ma per come ha vinto: alle due di notte, dopo tre ore di battaglia finita 7-6, 5-7, 6-0, dopo due match point mancati nel secondo set.
E dopo una sospensione di venti minuti, sul 6-5 nel primo set, perché i fumi dei fuochi d’artificio che illuminavano l’Olimpico - dove l’Inter aveva vinto la coppa Italia con la Lazio - avevano immerso il centrale in una nebbia e fatto “impazzire” i sensori elettronici che chiamano l’out: e così è stato annunciato lo smoke delay, probabilmente una prima assoluta nella storia del tennis.
Ma Darderi è stato più forte di tutti e tutto: più di un avversario in ascesa, con l’ardore dei suoi 19 anni, la potenza e la completezza dei colpi che già fanno parlare di lui come del terzo incomodo tra Sinner e Alcaraz; più dell’ombra di quei match point sfumati dopo due set faticosissimi: potevano essere il preludio a un terzo set dimesso e spento, a fronte di un avversario scampato alla sconfitta e pronto a finire l’opera. Invece no, con Luciano Darderi queste considerazioni non valgono. Anche stasera la sua capacità di lottare e l’intelligenza con cui ha affrontato la partita, spezzando il ritmo del 19enne con back di rovescio e palle corte improvvise, hanno sovvertito qualunque previsione. Il terzo set è stato un dominio, 6-0 (proprio come con Zverev): Jodar, piuttosto falloso e nervoso nel corso del match, dava il tutto per tutto all’inizio del parziale (non si contano le palle break annullate sullo 0-1, prima di cedere e andare sotto 0-2), per poi calare progressivamente sino a essere colpito dai crampi.
Il sostegno del pubblico è stato dell’intensità che si può immaginare (anche eccessivo nell’esultanza sugli errori dello spagnolo), in una partita che si è giocata poco sul servizio e tanto sugli scambi da fondo, sulle accelerazioni, sulla resistenza. Darderi ha una prestanza fisica e una velocità nei recuperi impressionante. Ma, come ha detto in conferenza stampa alle due e mezza di notte, è «soprattutto mentalmente» che sente di aver fatto un salto di qualità, nel «non mollare mai», e del resto l’ha dimostrato anche nel tiebreak del primo set: sotto 2-5, ha recuperato un punto alla volta sino a chiudere 7-5. «Sono molto contento della mia performance, soprattutto nel terzo set: ho capito che dovevo spingere di più perché lui gioca benissimo e ti mette sotto pressione. Fisicamente l’ho vinta lì». Venerdì ci sarà la sua prima semifinale in un Mille, con Casper Ruud.
Intanto oggi alla 13 tocca a Jannik Sinner: affronta Andrey Rublev per un posto in semifinale. Alle 19 l’altro quarto tra Landaluce e Medvedev.








