Frenata a giugno (-1%) per i ricavi dell’industria
Su base annua crescita del 3,1% ma i volumi sono in calo.
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In calo rispetto al mese precedente, in crescita su base annua ma solo per l’effetto-prezzi.
Sono dati misti quelli in arrivo dall’Istat sul fatturato dell’industria a giugno, con un calo di un punto rispetto a maggio, frenata visibile sia a valore che a volume. Su base annua c’è invece un progresso del 3,1%, anche se i volumi si contraggono di quasi un punto. Situazione analoga nella media del primo semestre, con i valori dei ricavi a crescere del 2,6% e i volumi quasi fermi a +0,1%.
A spingere verso l’alto la media su base annua sono in particolare chimica, farmaceutica e gomma-plastica ma soprattutto la metallurgia (+13,9%), guidata al rialzo dall’aumento dei listini a causa dell’energia. Energia che in particolare presenta la crescita annua più rilevante, con ricavi in crescita di oltre il 22%.
Nel primo semestre si conferma così in media la situazione di stasi per l’industria, che in termini di produzione tra gennaio e giugno vede un progresso limitato allo 0,5%, media limitata principalmente dal settore moda e dalla chimica, mentre il rimbalzo dell’auto è l’elemento di spinta principale.
Luci e ombre anche sull’export. Perché se è vero che nei primi sei mesi, a dispetto di un quadro internazionale non facile, le nostre vendite oltreconfine lievitano del 4,5%, una parte rilevante di questa crescita (sette miliardi aggiuntivi, la metà del progresso complessivo in valore assoluto del made in Italy) è legata alla vendita di oro in lingotti verso la Svizzera mentre più di un settore chiude il semestre in calo (moda, carta, mobili) o sui livelli dell’anno precedente (macchinari).








