Treni

Fs, Donnarumma lascia. Salvini: nuovo ad tecnico

L’annuncio dopo un incontro con il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini

Stefano Donnarumma e Matteo Salvini 7146

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Finisce in anticipo l’esperienza di Stefano Donnarumma alla guida di Fs: l’ad nei prossimi giorni «chiuderà i dossier più importanti prima di consegnare le dimissioni». A farlo è stato il ministero dei Trasporti dopo un incontro con Matteo Salvini.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’incontro

«Salvini - è la ricostruzione fornita dal ministero - ha ringraziato l’ad per il lavoro svolto e gli oltre 90mila dipendenti Fs che ogni giorno svolgono una funzione essenziale. Entrambi concordano sulla conclusione del mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti per far partire la fase due dell’azienda, chiusi positivamente gli obiettivi Pnrr, con a capo una figura scelta dall’interno». Al posto di Donnarumma dovrebbe arrivare l’attuale amministratore delegato di Trenitalia Gianpiero Strisciuglio.

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Salvini: scelta condivisa, nuovo ad un ferroviere

«Ho incontrato l’amministratore delegato Stefano Donnarumma, e abbiamo trovato una comune condivisione nel fatto che, ultimata la fase Pnrr che era quella più importante, più delicata, più complicata, con tutti i cantieri che si andranno a chiudere questa estate, si passerà alla fase due con un passaggio di consegne. Di comune accordo abbiamo fatto questa scelta. Un’avvicendamento concordato e condiviso» ha spiegato Salvini. Che per il futuro ad il vicepremier pensa a «una figura interna, un ferroviere che gestirà 90 mila straordinari dipendenti di un’azienda eccellente».

Le divergenze con il Mef

Due giorni fa Donnarumma (il cui mandato scadeva dopo l’approvazione del bilancio 2026, quindi nella prossima primavera) e i vertici delle società operative del gruppo Fs avevano avuto un incontro con il ministro dei Trasporti sul tema degli interventi infrastrutturali, dei target del Pnrr, della qualità del servizio e delle soluzioni ai disagi degli ultimi mesi. Le indiscrezioni avevano più volte fatto emergere le divergenze sulla gestione con il ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista di controllo del gruppo in particolare sull’acquisizione del ramo di azienda ferroviaria di Pizzarotti e sull’intenzione di Donnarumma di aprire a capitali stranieri per gli investimenti necessari al gruppo.

L’irritazione di salvini per i disservizi

Martedì 23 giugno Donnarumma aveva rivendicato il buon andamento della puntualità, nonostante alcune giornate da dimenticare per i passeggeri dei treni Alta velocità (era successo il 17 e il 22 giugno).

«Abbiamo rappresentato al ministro l’andamento della puntualità, che quest’anno, - aveva riferito ai giornalisti - nella prima metà di giugno, segna assolutamente un miglioramento forte rispetto all’anno precedente e all’anno precedente ancora, di oltre il sette per cento in più sull’Alta velocità».

I disservizi lungo le tratte ferroviarie avevano portato Salvini ad esprimere una certa «irritazione» per la situazione. Nel vertice di martedì il rapporto sembrava essersi rasserenato, anche a detta dello stesso Donnarumma. Il ministero aveva peraltro sottolineato che la puntualità dei treni era migliorata e che i disagi erano causati soprattutto da furti di rame, manomissioni e «guasti di convogli di altre compagnie ferroviarie». Oggi il nuovo incontro al termine del quale è invece arrivata l’accelerazione sull’uscita dell’a.d. che era arrivato alla guida di Ferrovie dello Stato due anni fa, nel giugno del 2024. In precedenza era stato alla guida di Terna.

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