Trasporti

Sciopero generale indetto dai sindacati di base. Stop treni dalle 21

Il personale di Trenitalia, Trenord e Trenitalia Tper incrocia le braccia per 24 ore, con fasce orarie di servizio garantito e informazioni dettagliate disponibili online.

SCIOPERO DEI TRENI TRENORD, DISAGI PER I PENDOLARI PANNELLO LUMINOSO TRENI CANCELLATI IMAGOECONOMICA

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Proclamato da alcune sigle sindacali autonome uno sciopero nazionale, in adesione a uno sciopero generale, che interesserà il personale del Gruppo Fs Italiane: dalle ore 21 di giovedì 28 alle ore 21 di venerdì 29 maggio 2026. Lo riferiscono le Ferrovie dello Stato in una nota.

Lo sciopero riguarda il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord.

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Per i treni a media e lunga percorrenza, i treni garantiti sono consultabili al seguente link

Treni della lunga percorrenza garantiti in caso di sciopero.

Per il trasporto Regionale di Trenitalia, Trenord e Trenitalia Tper, sono garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali dalle ore 6:00 alle ore 9:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00. L’elenco completo dei servizi garantiti, suddiviso per regione, è disponibile in fondo alla pagina.

Per Trenord sono consultabili sul sito www.trenord.it e per Trenitalia Tper sul sito www.trenitalia.it.

Sciopero dei sindacati di base, cortei in tutta Italia

Cortei in tutta Italia in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base Cub; Sgb; Adl Varese; Si Cobas; Usi; Usi Cit e dalle organizzazioni palestinesi in Italia Api e Gpi-Giovani Palestinesi Italiani.

Le principali iniziative si terranno a Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, Torino, Savona, Milano, Bergamo; Catania e Palermo.

Nel capoluogo lombardo il corteo partirà da piazza della Scala alle ore 9.30 per raggiungere l’Università Statale e la Prefettura, dove una delegazione composta dagli organizzatori della mobilitazione chiederà un incontro al prefetto.

Tra le rivendicazioni dello sciopero lo stop al “carovita generato dalle guerre”, alla precarietà, agli sfratti e al “tentativo di negare il diritto allo sciopero e al dissenso e contro l’aumento delle spese militari”.

I sindacati di base chiedono anche “il recupero dei salari e delle pensioni e una tassazione equa”.

Sul fronte internazionale i promotori della protesta dicono “no alle politiche di guerra” e contrastano “il genocidio in atto contro il popolo palestinese e quello libanese”.

Per questo chiedono di “interrompere ogni rapporto commerciale e politico con Israele” e definiscono “piratesca” la “inaccettabile azione di Israele in acque internazionali”, sottolineando il “vergognoso trattamento riservato ai volontari della Flotilla, mentre il governo balbetta e promette una reazione, a cui nessuno crede, dopo che si è voltato dall’altra parte mentre uccidevano 100 mila persone”.

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