La guerra in Europa

Ft: Ucraina colpisce infrastrutture energetiche russe a un ritmo senza precedenti. Cremlino: «Polonia rifletta su propria sicurezza se produce droni per Kiev»

Dall’inizio del 2026, le raffinerie russe sono state colpite almeno 194 volte, undici volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Colloquio Trump-Putin. Il presidente Usa incontrerà Zelensky e il presidente siriano al vertice Nato

Vigili del fuoco spengono un fuoco dopo un raid russo  EPA

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La Polonia “ha già messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina” e il ministero della Difesa russo “ha già pubblicato gli indirizzi di tali impianti”, motivo per cui “Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza”: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un’intervista al programma russo Vesti, ripreso dalla Tass.

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Nella stessa intervista, Peskov ha definito “racconti horror” le ipotesi “ormai troppo diffuse sui media occidentali” riguardanti una possibilità di attacco della Russia al territorio polacco, riporta ancora la Tass. Tuttavia, il portavoce del Cremlino ha insistito nel sottolineare che “non ha nulla di buono” il fatto che in Polonia “si trovino molte imprese che producono droni, i quali poi vengono lanciati contro di noi e attaccano i nostri militari”. “In ogni caso ha senso che ci pensino”, ha affermato riferendosi al suggerimento per Varsavia di “riflettere sulla propria sicurezza”.

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Ft: Ucraina colpisce infrastrutture energetiche russe a ritmo senza precedenti

Intanto, un’analisi dei dati del Financial Times rivela che l’Ucraina sta colpendo le infrastrutture energetiche russe a un ritmo senza precedenti: l’intensificata campagna di attacchi con droni da parte di Kiev sta provocando la peggiore crisi dei carburanti in Russia degli ultimi decenni.

Secondo i dati di Rochan Consulting, un gruppo di analisi polacco che monitora il conflitto, nel mese di maggio il numero di attacchi ucraini andati a segno contro le raffinerie russe ha raggiunto il record storico mensile di 16 operazioni. Dall’inizio del 2026, le raffinerie russe sono state colpite almeno 194 volte: un dato che segna un incremento di undici volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quest’anno Kiev e Mosca hanno lanciato un numero record di droni e missili, mentre il conflitto a lungo raggio tra i due Paesi ha raggiunto la massima intensità dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, avvenuta nel febbraio 2022. Il Ministero della Difesa russo sostiene che intercetta la stragrande maggioranza dei droni d’attacco ucraini in arrivo. Tuttavia, i dati relativi agli attacchi e alle intercettazioni mostrano che il netto aumento della frequenza e della quantità di proiettili ha portato a un numero crescente di colpi a segno contro infrastrutture energetiche strategiche.

Gli attacchi più recenti

Le ultime notizie di cronaca confermano questa analisi di FT. L’Ucraina ha colpito diverse sottostazioni elettriche in Crimea, provocando un blackout nel territorio occupato dalla Russia, secondo quanto riportato dal canale Telegram Exilenova Plus, che aggiunge che sono state colpite le sottostazioni di Bakhchysarai e Zymyne durante la notte. Secondo quanto riportato dal canale filo-ucraino Crimean Wind, si è verificato un blackout in tutta la Crimea a seguito di attacchi alle infrastrutture energetiche.

Nella giornata di domenica, idroni ucraini hanno attaccato l’aeroporto di Gvardiyske, uno dei principali aeroporti militari russi nella Crimea occupata, usato dalla Russia per missioni di combattimento, logistica e manutenzione degli aerei. Lo scrive Rbc-Ucraina citando lo stato maggiore delle forze armate dell’Ucraina. Non è ancora chiaro quali danni siano stati inflitti. Inoltre sono stati colpiti due ponti stradali nel Donetsk (uno sul fiume Hruzky Yalanchyk nella zona di Huselnykovo e l’altro sul fiume Kalmius vicino a Staromaryivka) utilizzati per gli ucraini per trasferire personale, armi, munizioni e risorse logistiche. Colpiti anche tre depositi di munizioni russi nelle zone di Makiivk (nella regione di Donetsk), Dovzhansk (nella regione di Luhansk) e Preobrazhenka (nella regione di Kherson). «Le Forze di Difesa continueranno ad attuare sistematicamente misure volte a fermare l’aggressione armata della Federazione Russa contro l’Ucraina», ha affermato lo stato maggiore di Kiev.

I russi non stanno a guardare. Nella tarda serata di sabato 4 luglio, le forze russe hanno lanciato una serie di raid aerei su Zaporizhzhia. I bombardamenti hanno danneggiato un palazzo e si temono vittime o feriti. Lo riporta Rbc-Ucraina, citando il capo del dipartimento di polizia regionale di Zaporizhzhia, Ivan Fedorov, secondo il quale «il nemico ha lanciato almeno cinque attacchi sulla città. I bombardamenti hanno danneggiato infrastrutture critiche, tra cui un edificio a più piani e un parcheggio».

Lo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto domenica che nel corso dell’ultima settimana, «la Russia ha impiegato contro l’Ucraina circa 2.200 droni d’attacco, oltre 1.730 bombe aeree guidate e 106 missili di vario tipo, quasi la metà dei quali balistici». «Le regioni di Sumy, Zaporizhzhia, Kherson, Kharkiv e Dnipro, così come le nostre comunità di confine e quelle lungo la linea del fronte, sono sotto attacco quasi ogni giorno», ha aggiunto il leader di Kiev, ricordando anche il «massiccio bombardamento» sulla capitale della notte tra l’1 e il 2 luglio che «ha causato la morte di 31 persone e il ferimento di altre 102, tra cui quattro bambini». Nell’esprimere le condoglianze a famiglie e cari di queste vittime, Zelensky ha sottolineato la necessità di «proteggere vite umane da questi attacchi> e sostenuto che l’Ucraina dispone «delle capacità necessarie per abbattere efficacemente oltre il 90% dei droni, ma, purtroppo, non di tutti i missili balistici». «È proprio sui missili balistici che Mosca fa ora affidamento per proseguire la sua guerra», ha aggiunto il presidente ucraino.

Anche l’esercito di Mosca mira alle infrastrutture strategiche ucraine. Le forze armate russe hanno infatti distrutto una stazione di distribuzione del gas nella regione ucraina di Chernihiv con un attacco condotto da un drone Geran. Lo ha affermato il ministero della Difesa russo. «Una stazione di distribuzione del gas nell’insediamento di Gazoprovodnoye, nella regione di Chernigov, è stata distrutta in seguito all’attacco di un drone da parte di unità di sistemi senza pilota», ha dichiarato il ministero in una nota.

Casa Bianca, Trump incontrerà Zelensky e il presidente siriano al vertice Nato

Il presidente americano Donald Trump incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente siriano Ahmed al-Sharaa a margine del vertice Nato in Turchia. Lo ha reso noto la Casa Bianca. L’arrivo di Trump al vertice di Ankara è previsto per martedì, 7 luglio. Il suo primo incontro sarà con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, padrone di casa del summit. Con il presidente siriano Ahmed al-Sharaa, in particolare, è in programma anche una conferenza stampa, mentre il bilaterale con Zelensky si terrà mercoledì allo scopo di discutere “come porre fine alla guerra”. La situazione sul campo di battaglia è “in chiara fase in stallo da un paio di mesi”, ha osservato un funzionario Usa, e nessuna delle due parti sta compiendo “progressi significativi”. Trump, sul tema, avverte “una reale urgenza per cercare di chiudere un conflitto che dura da oltre quattro anni”.

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Colloquio telefonico Putin-Trump

Intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo statunitense Donald Trump, ha reso noto il Cremlino, precisando che i due leader hanno discusso della situazione in Ucraina in vista del vertice Nato ad Ankara. «I presidenti hanno naturalmente affrontato la questione di una soluzione in Ucraina, tenendo conto in particolare della prossima partecipazione di Donald Trump al vertice Nato in Turchia, il 7 e l’8 luglio», ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, citato dall’agenzia di stampa Ria Novosti.

Zelensky sente Macron, Europa sia coinvolta in processo diplomatico

«Ho parlato con il Presidente della Francia. Emmanuel Macron conosce chiaramente tutti i dettagli delle attuali prospettive diplomatiche. Ed è importante che ogni passo che compiamo nelle negoziazioni, nell’esertitare pressione sulla Russia e nell’avvicinare la pace sia il più possibile ben preparato e strettamente coordinato con i nostri partner chiave”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.



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