Milano Design Week

Fuorisalone, oltre 600 eventi già registrati. Timori per la crisi in Medio Oriente

La guerra non frena investitori ed espositori. L’obiettivo è superare i mille appuntamenti in città

di Giovanna Mancini

I visitatori scattano una foto mentre visitano l'installazione interattiva «Hyper Portal», parte della mostra Fuorisalone Design Week, Milano, Italia, 8 aprile 2025.  ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

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Qualche timore c’è - forse anche più di “qualche”. Tuttavia, a oggi, non ci sono segnali evidenti di un impatto diretto della crisi in Medio Oriente sulla Settimana del design di Milano, che si terrà dal 20 al 26 aprile prossimi, e che comprende il Salone del Mobile di Milano (21-26 aprile in fiera Milano a Rho), gli eventi del Fuorisalone - la piattaforma che riunisce i diversi distretti del design cittadini - e i progetti selezionati attraverso il bando del Comune di Milano.

Se gli organizzatori del Salone del Mobile rassicurano infatti sulla tenuta della manifestazione (la vendita dei biglietti sta andando bene e un solo espositore, un’azienda libanese, avrebbe dato disdetta per l’impossibilità di spedire i prodotti), anche dal Fuorisalone arrivano segnali incoraggianti.

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Fuorisalone, una crescita costante

«Fortunatamente non abbiamo ricevuto disdette legate alla guerra che, certamente, ha un grave impatto umanitario e anche economico, ma per quanto ci riguarda non sta avendo effetti sugli allestimenti o sugli arrivi», dice Paolo Casati, co-fondatore assieme a Christian Confalonieri di Studiolabo, che gestisce il Brera Design District e la piattaforma Fuorisalone.it. A oggi, sono già più di 600 gli eventi registrati sulla piattaforma e l’obiettivo è di superare quota mille, per confermare il trend di crescita costante degli utimi anni.

«Questo dimostra che la Design Week si configura come un momento imprescindibile a livello internazionale per tutto un mondo “lifestyle” che va oltre l’arredo e attraversa l’automotive, la tecnologia, la moda», aggiunge Casati. Un modello a volte criticato per mancanza di coerenza, ma che anche grazie a questa sua trasversalità ha acquisito negli anni la sua identità e la sua forza che gli consente di resistere anche nei momenti più difficili, come la pandemia da Covid-19 e, ora, la crisi in Medio Oriente.

Il Fuorisalone Passport

La principale novità di quest’anno anno è l’introduzione del “Fuorisalone Passport”, la nuova piattaforma digitale promossa da Fuorisalone e sviluppata da Studiolabo per semplificare l’accesso agli eventi della Design Week, che consentirà di scattare una fotografia più precisa dei visitatori della Design Week, registrandone la provenienza e i comportamenti.

«Abbiamo già più di 8mila iscritti e oltre 40 aziende del circuito di Brera che aderiscono a questa prima fase pilota e poi già dal prossimo anno allargheremo questo strumento agli altri distretti, con l’obiettivo di avere una visione più chiara del fenomeno lato città», dice Casati.

Visione che servirà agli operatori, ai giornalisti, ma soprattutto agli investitori, per avere una dimensione del valore del proprio impegno: «C’è una crescente attenzione su questo fronte - dice ancora Casati -. Gli utlimi anni hanno registrato un aumento, ma anche maggiore cautela nella selezione degli eventi: i grandi contenitori e le feste serali hanno lasciato spazio a eventi più riservati, per lo più in orari diurni».

I distretti e il programma 2026

«Essere Progetto» è il tema scelto da Fuorisalone.it: un invito a considerare il design come processo dinamico e imperfetto, capace di mettere in dialogo menti, culture e materiali, orientando nuove visioni per il futuro.

Brera Design Week annuncia, per la sua 17esima edizione, una rete di 217 showroom permanenti, di cui 9 nuove aperture. A questi si aggiungono, come ogni anno, investitori, sponsor ed espositori temporanei – oltre 200 già confermati – che arricchiscono il palinsesto, portando il totale previsto a oltre 300 iniziative.

Per la sua 26esima edizione, invece, Superstudio si fa in tre: Superstudio Più, Superstudio Maxi e il nuovo Superstudio Village della Bovisa ospiteranno un progetto articolato in tre percorsi tematici, offrendo tre visioni complementari del design contemporaneo. L’edizione 2026 comprende 70 progetti, 91 brand, 88 designer con presenze da 19 nazioni, su un totale espositivo di oltre 30mila metri quadrati.

«È un cambio di passo: oggi tutto è design e noi ci mettiamo in gioco - ha detto Gisella Borioli, fondatrice di Superstudio -. Ognuna delle tre sedi avrà caratteristiche ben precise. La grande novità è l’apertura del nuovo Superstudio Village, uno spazio rigenerato da una fabbrica dismessa dove troverà spazio la creatività emergente».

Torna anche Porta Venezia Design District, che presenta Design is Act, concept ispirato al pensiero di Tomás Maldonado: un invito a considerare il design come azione, un gesto capace di connettere pensiero e materia, memoria e futuro, immaginazione e impatto reale. Dopo il successo della scorsa edizione (oltre 80mila visitatori, in aumento del 33% rispetto al 2024, 56 progetti e installazioni e più di 350 designer e curatori provenienti da tutto il mondo), il distretto lancia il Città Studi Design Hub, nuovo polo che estende il distretto verso l’area universitaria della città e attiva un dialogo diretto tra design, ricerca e formazione.

Compie dieci anni Isola Design District e, per l’occasione, ristabilisce un legame diretto con il cuore del quartiere, recuperando sedi espositive storiche e aprendo al contempo nuovi spazi.

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