Banche, il grande risiko 2025: segui l’andamento dei titoli
Ecco come le ipotesi di fusioni tra banche italiane stanno cambiando l'economia e l'indice Ftse Mib a Piazza Affari. Qui, cliccando sulle banche citate, potete seguire l’andamento dei rispettivi titoli
di Enrico Miele
2' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - C’è chi usa la classica metafora del risiko e chi preferisce quella del domino. Oppure può sembrare un thriller o un romanzo giallo. In qualsiasi modo lo si voglia chiamare, il processo di fusione tra le principali banche italiane, avviato ormai da mesi, sta cambiando gli assetti e i pesi, anche geografici, dell’economia italiana, da quella reale (che passa per i finanziamenti degli istituti di credito alle imprese) a quella più prettamente finanziaria (visto che a Piazza Affari le banche pesano più di tutti gli altri comparti sulle prestazioni dell’indice FTSE MIB).
La parola chiave del 2025 è quindi Ops (mentre solo quella del Banco Bpm su Anima Holding era tecnicamente un’Opa), cioè lo scambio reciproco di azioni tramite il quale Unicredit si è lanciata alla conquista dell’istituto di Piazza Meda (l’offerta è partita il 28 aprile), poi Banca Mps su Mediobanca (dovrebbe scattare da fine giugno) e Bper sulla Banca Popolare di Sondrio (sempre in estate, con Unipol come pivot perché è il principale azionista di entrambe).
In tutti e tre i casi, i consigli di amministrazione della preda di turno hanno bocciato l’offerta, con toni più o meno polemici. Segno che la via che porta alle aggregazioni non è indolore, né senza ostacoli. Con gli operatori che si interrogano sui possibili rilanci dell’ultimo minuto per convincere i soci e il golden power che ha messo, almeno in un caso, quello dell’ops di UniCredit, paletti ben precisi per realizzare la fusione. Senza contare la presenza di Francesco Gaetano Caltagirone e la holding Delfin della famiglia Del Vecchio in quasi tutte le partite che contano, da Rocca Salimbeni a Piazzetta Cuccia.
L’ultima mossa in ordine di tempo è di Alberto Nagel che, anche per “liberare” Mediobanca dall’abbraccio con Generali, proverà a cedere il suo 13% del Leone di Trieste in cambio diBanca Generali. La prima - senza arrivare a Intesa Sanpaolo che ha inglobato Ubi nell’ormai lontano 2020 - è invece stata quella di Andrea Orcel che ha scavalcato le Alpi per provare a conquistare la tedesca Commerzbank, secondo istituto della Germania, provocando le ire di governo e sindacati locali. Stesso film anche in Spagna, dove Banco Sabadell ha bocciato proposta fusione di Bbva e la politica si è messa di traverso all’operazione. Tra le “piccole” a Piazza Affari da registrare anche l’Opas di Banca Ifis suIllimity Bank.


