Medio Oriente

Libano, operazioni via terra di Israele oltre la “linea gialla” della tregua: 28 morti

A dirlo, diversi media israeliani. 104 i feriti a Beirut e dintorni in 24 ore. Oltre 3mila persone hanno perso la vita da marzo. A Gaza più di 900 morti e 2.700 feriti da ottobre 2025

I palestinesi camminano tra le macerie della casa della famiglia Al-Kurd, distrutta da un attacco aereo israeliano a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale, domenica 24 maggio 2026. (AP Photo/Abdel Kareem Hana)     Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna APN

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Soldati israeliani hanno iniziato a operare via terra in Libano oltre la “linea gialla” - la zona cuscinetto, a una decina di chilometri dal confine - stabilita dalla tregua armata di aprile. Lo riferisce Channel 12 citando report provenienti dal Libano secondo cui forze dell’Idf sarebbero state avvistate anche in zone non controllate dall’esercito. Per ora, l’Idf non ha commentato la notizia.

Le operazioni, spiegano i media israeliani, sono state avviate nell’ambito di uno sforzo volto a respingere i militanti di Hezbollah più a nord e a ridurre la minaccia di attacchi con droni esplosivi contro le comunità israeliane del nord. Secondo una fonte di sicurezza citata da Times of Israel, le truppe avrebbero condotto raid mirati, basati su informazioni di intelligence, sia oltre la linea difensiva avanzata che a nord del fiume Litani, concentrandosi sulle aree in cui Hezbollah mantiene infrastrutture e basi operative.

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L’esercito, spiegano alcune fonti, ritiene che allontanare le forze di Hezbollah dal confine potrebbe contribuire a ridurre la minaccia per gli abitanti delle comunità settentrionali. Le operazioni si affiancano all’intensificarsi dei raid aerei dell’aeronautica israeliana nel sud del Libano, con le Forze di Difesa Israeliane che hanno annunciato di aver effettuato raid notturni contro oltre 100 siti e militanti di Hezbollah nella valle della Beqaa, nel Libano orientale, e in tutto il sud del Paese.

Secondo l’esercito, i raid hanno preso di mira depositi di armi, centri di comando, posti di osservazione e altre infrastrutture utilizzate da Hezbollah per pianificare ed eseguire attacchi contro truppe e civili.

In un raid nella zona di Mashghara, nella valle della Beqaa, l’esercito ha spiegato di aver colpito infrastrutture in cui erano stati identificati militanti di Hezbollah, uccidendoli in una serie di attacchi condotti a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro.

Nelle ultime 24 ore 28 persone sono morte e 104 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani in tutto il Libano. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, citato da Haaretz, aggiungendo che 3.213 persone sono morte e 9.737 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani da quando le ostilità sono riprese il 2 marzo.

A Gaza più di 900 morti e 2.700 feriti dalla “tregua” di ottobre

Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas - l’11 ottobre 2025 - sono 906 i palestinesi uccisi e 2.747 quelli rimasti feriti nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità dell’enclave palestinese, riferendo di almeno sei persone uccise e altre 34 ferite nelle ultime 24 ore. Dall’entrata in vigore della tregua, ha aggiunto il ministero, almeno 781 corpi sono stati recuperati dalle macerie.

Complessivamente, dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi almeno 72.803 palestinesi e altri 172.855 sono rimasti feriti.

La ultime vittime si cui si ha notizia, oggi, sono due palestinesi uccisi in un attacco delle forze israeliane contro una vettura a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa, citando fonti sanitarie e locali secondo cui ci sarebbero anche diversi feriti.

Altre cinque persone sono morte in un attacco lanciato dalle forze israeliane in mattinata nel campo profughi di Al-Manhazi, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riportano i media palestinesi, secondo cui le vittime sono state colpite mentre erano in corso scontri con milizie armate sostenute da Israele.

Libano, Netanyahu: "Intensifichiamo gli attacchi contro Hezbollah"

Fonti locali hanno riferito a Quds News Network che membri di una milizia armata sostenuta da Israele si sono avvicinati dalla “linea gialla”, che separa le aree palestinesi da quelle controllate da Israele, avanzando verso abitazioni civili e una scuola Onu che ospita numerose famiglie sfollate nel campo di Al-Maghazi. Gli abitanti del campo hanno visto il gruppo e hanno cercato di bloccarlo. Sono così scoppiati scontri seguiti dall’intervento israeliano, costato la vita a cinque persone, che ha consentito ai miliziani di ritirarsi.

Anche Al Jazeera ha raccolto le testimonianze di persone presenti nel campo, che hanno riferito dell’uccisione di cinque persone in un attacco con droni mentre cercavano di affrontare le milizie sostenute da Israele che si erano infiltrate nel campo.

Secondo l’emittente del Qatar, molti palestinesi continuano a segnalare la presenza di milizie che operano nelle aree dell’enclave controllata dalle forze israeliane. Gruppi che intimidiscono i civili che vivono vicino alla linea gialla, costringendo intere famiglie a fuggire con il pretesto di un’espansione delle attività israeliane sul territorio, tramite telefonate o attacchi diretti.

Netanyahu incontra ministro della Difesa e capo Idf: salta la deposizione al processo per corruzione

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è incontrato per consultazioni incentrate sulla sicurezza con il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir. A darne notizia è stato il suo ufficio, precisando che l’incontro si è svolto nel quartier generale militare di Kirya a Tel Aviv. Netanyahu ha interrotto la sua deposizione al processo per corruzione in corso a causa di “impegni diplomatici”. Ieri aveva annunciato di aver chiesto alle Idf di intensificare le operazioni contro Hezbollah in Libano.

In una dichiarazione congiunta, Netanyahu e Katz hanno dichiarato che Israele ha effettuato un raid su Gaza diretto contro Mohammed Odeh, il nuovo comandante delle forze militari di Hamas di Ezzedine Al Qassam e «uno degli architetti degli attacchi del 7 ottobre 2023», pochi giorni dopo l’uccisione del suo predecessore, Ezzedine al-Haddad.

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