Trasporti

Gb, ripreso traffico aereo ma restano i ritardi

Gli hub e le compagnie aeree hanno avvertito che ci vorrà del tempo prima che le operazioni tornino alla normalità.

I viaggiatori arrivano al Terminal 2 dell'aeroporto di Heathrow - 9 settembre 2026. (Foto AP/Kirsty Wigglesworth) AP

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Il conto del caos nei cieli britannici rischia di essere molto più salato del previsto per le compagnie aeree. La settimana di disagi provocata da un problema tecnico al sistema di elaborazione dei voli del National Air Traffic Services (NATS), l’ente che gestisce il controllo del traffico aereo nel Regno Unito, potrebbe costare alle compagnie aeree decine di milioni di sterline: si stima che l’impatto finanziario del guasto raggiungerà decine di milioni di sterline e che il costo ricadrà direttamente sulle compagnie aeree.

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Secondo i dati raccolti da Cirium, nella sola giornata di martedì gli aeroporti britannici hanno registrato oltre 1.750 cancellazioni. La perturbazione operativa è proseguita mercoledì: British Airways, da sola, ha cancellato circa 200 voli.

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Per le compagnie aeree, il costo di una crisi di questo tipo non si esaurisce quindi nel mancato ricavo derivante dai voli cancellati. A pesare sono anche la gestione dei passeggeri, la riprotezione sui voli successivi, l’organizzazione degli equipaggi e la necessità di riposizionare gli aeromobili.

Il guasto si è verificato martedì pomeriggio e ha interessato il sistema utilizzato da NATS per l’elaborazione dei voli. Sebbene il problema sia stato risolto successivamente nella stessa giornata, l’interruzione ha avuto conseguenze che si sono propagate per ore anche nei giorni successivi.

Con gli aeromobili e gli equipaggi rimasti in aeroporti diversi da quelli programmati, la ripresa delle operazioni non è stata immediata. Il risultato è stato un effetto domino che ha coinvolto l’intera rete: cancellazioni, ritardi e riprogrammazioni hanno continuato a interessare i passeggeri anche il giorno successivo.

Ryanair ha dichiarato che le perdite derivanti dall’interruzione di martedì ammontano finora a 3 milioni di sterline, dopo aver cancellato 260 voli con ripercussioni su 48mila passeggeri. British Airways ha cancellato o dirottato 100 voli, coinvolgendo decine di migliaia di persone, e mercoledì ha comunicato che i voli cancellati erano 190. Con la ripresa delle operazioni, i principali aeroporti britannici, compresi i grandi hub londinesi di Heathrow e Gatwick, hanno raccomandato ai passeggeri di contattare la propria compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.

La low cost irlandese e Wizz Air hanno chiesto le dimissioni del numero uno di NATS Martin Rolfe. Il quale si è scusato con i passeggeri e ha escluso un attacco informatico come causa, affermando che la questione sarebbe diversa dalle precedenti.

La disruption arriva tre anni dopo l’ultimo guasto del sistema, avvenuto nell’agosto del 2023, quando la cancellazione dei voli in uno dei giorni più trafficati dell’anno costò alle compagnie aeree 100 milioni di sterline. Un problema tecnico legato al radar ha interrotto i voli anche nel luglio del 2025, interessando importanti aeroporti tra cui Heathrow a Londra, il più grande della Gran Bretagna.

Le ripercussioni evidenziano la complessità della ripresa, considerando che in media circa 8mila voli utilizzano lo spazio aereo del Regno Unito ogni giorno. Le gravi interruzioni comportano che aerei ed equipaggi si trovino in posizioni diverse da quelle previste e che sia necessario predisporre voli aggiuntivi per smaltire l’arretrato di passeggeri bloccati.

Heathrow, l’aeroporto più trafficato del Regno Unito, ha dichiarato che, sebbene le operazioni si stiano riprendendo, i viaggiatori dovrebbero aspettarsi ripercussioni a catena a causa del riposizionamento di aerei ed equipaggi. L’aeroporto ha affermato di avere a disposizione personale aggiuntivo per fornire supporto nei terminal di Heathrow e ricostruire il servizio. «Abbiamo molti aerei sparsi in tutta Europa - ha dichiarato Nigel Wicking, ceo Heathrow Airline Operators Committee, durante una riunione del comitato dei trasporti - Sarà molto difficile per loro rientrare nel Regno Unito oggi, perché non ci sono molti slot ad hoc disponibili a Heathrow per permettere loro di rientrare».

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L’aeroporto di Gatwick, l’altro principale hub di Londra, ha dichiarato in un comunicato che «prevediamo ci vorrà ancora del tempo prima che le nostre operazioni tornino completamente alla normalità».

Negli aeroporti europei le distuption sono sempre più frequenti tanto che le istituzioni europee stanno cercando una soluzione tecnologica per gestire queste situazioni. A partire dagli attacchi informatici come quello che di recente ha colpito tre aeroporti britannici compromettendo i dati di circa 8,7 milioni di passeggeri, i quali evidenziano come le infrastrutture dell’aviazione siano sempre più esposte. Eventi di questo tipo rientrano nella categoria degli High-Impact Low-Probability (HILP), secondo i tecnici, e sono caratterizzati da una probabilità di verificarsi infinitesimale, ma in grado di causare impatti devastanti sull’intero sistema dell’aviazione.

Per contribuire a rendere il sistema più resiliente è stato lanciato ATM-RARE (Resilience, Safety and Security of ATM Highly Automated Systems), progetto dal programma Horizon Europe, cofinanziato da SESAR 3 JU e coordinato dalla società italiana Deep Blue insieme a un consorzio europeo di imprese, centri di ricerca e fornitori di servizi per la navigazione aerea. L’obiettivo del progetto è fornire agli operatori strumenti per individuare in anticipo le vulnerabilità dei sistemi altamente automatizzati, comprendere come un’anomalia possa propagarsi tra infrastrutture interconnesse e supportare decisioni più efficaci prima che una criticità evolva in una crisi operativa.

Il progetto sviluppa metodologie innovative per garantire la resilienza e la continuità operativa del traffico aereo anche di fronte a scenari imprevisti o attacchi informatici complessi. I sistemi di gestione del traffico aereo (ATM – Air Traffic Management) integrano tecnologie sempre più avanzate ma vulnerabili a nuovi vettori di attacco — quali la manipolazione dei dati di navigazione, l’alterazione dei segnali di comunicazione o gli attacchi informatici ai sistemi automatici di sequenziamento in pista e ai sensori di bordo: ATM-RARE si propone di analizzare come attacchi di questo tipo alle infrastrutture del settore dell’aviazione possano bloccare le operazioni aeree e come sia possibile schermarle.

«I metodi tradizionali rischiano di sottostimare i rischi cyber perché mancano serie storiche statistiche sufficienti su attacchi così evoluti - spiega la coordinatrice del progetto ATM-RARE. Claudia Iasillo -. Con ATM-RARE vogliamo ribaltare l’approccio: invece di chiederci ’quanto sia probabile’ un evento, ci concentriamo sulla capacità del sistema aereo di assorbire l’urto, adattarsi e garantire la sicurezza delle procedure operative indipendentemente dalla natura della minaccia».

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