Gefran punta sull’India. In cantiere diverse operazioni di M&A
In una intervista rilasciata a Radiocor l'ad, Marcello Perini, spiega che sui conti pesa il rallentamento dell’economia tedesca che però è stata compensata dalla buona performance dei paesi asiatici.
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Gefran prosegue nel suo percorso di internazionalizzazione e dopo la Cina e il Nord America mette nel mirino l’India. Un paese, spiega l’ad Marcello Perini in una intervista a Radiocor rilasciata in occasione della 50esima edizione del Forum Ambrosetti a Cernobbio, che negli ultimi anni continua a crescere a doppia cifra. L’azienda specializzata nella progettazione e produzione di sensori, sistemi e componenti per l'automazione ed il controllo dei processi industriali, ha in cantiere anche una serie di acquisizioni: il focus sono aziende tecnologiche con una dimensione tra 15-20 milioni di euro di fatturato. Sotto il profilo economico, la società punta a consolidare quanto fatto l’anno precedente che si era chiuso con ricavi a 132,8 milioni di euro e un utile netto di 11,7 milioni. A pesare, ha spiegato il top manager, è il rallentamento della Germania che però in parte è stato compensato dalla buona performance dei mercati asiatici.
Dopo i conti del primo semestre che hanno visto i ricavi in calo del 4,2% a 68,5 milioni di euro e un utile di 7,16 milioni, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2023, che cosa vi aspettate per la seconda parte dell’anno?
Per la fine dell’anno proiettiamo un consolidamento dei risultati raggiunti nel corso del 2023. Quando siam partiti sulla fine del 2023 a proiettare quelli che potevano essere le performance del 2024 ci aspettavamo un anno complesso nei primi tre mesi, particolarmente difficile nel primo trimestre e poi auspicavamo una ripresa nella seconda parte dell’anno. Devo dire che i fatti non hanno seguito questa dinamica: noi abbiamo avuto un primo trimestre positivo, superiore alle aspettative e un secondo trimestre comunque positivo che ci hanno portato a chiudere i sei mesi con 68,5 milioni di ricavi. Ciò che nei primi sei mesi non si è realizzato è stata la possibilità di vedere una ripresa nella seconda metà dell’anno. La Germania sta ancora segnando il passo; di contro i mercati asiatici per noi sono stati molto positivi nella prima metà dell’anno e ci hanno aiutato a compensare quelli che potevano essere i cali degli ordinati che arrivavano dal territorio tedesco. Sul fronte europeo però non abbiamo ancora visto una inversione di tendenza; per questo riteniamo che quanto visto nei primi due trimestri dell’anno auspicabilmente si replicherà nella seconda parte dell’anno dal punto di vista dei ricavi, proiettando quindi una chiusura dell’anno in linea con l’anno precedente. Per quanto riguarda le marginalità, sono positive e si mantengono tali; probabilmente il valore assoluto non sarà ai livelli del 2023 ma riteniamo che questa sia una situazione transitoria.
L’innovazione fa parte del vostro Dna. C’è il rischio di un rallentamento degli investimenti?
Assolutamente no. Per noi ci sono due aree particolarmente rilevanti: quella della ricerca e sviluppo e l’area dello sviluppo commerciale. Nel 2023 abbiamo investito circa 10 milioni di euro sia in ricerca e sviluppo che in impianti per l’aumento delle nostre capacità produttive. Nel 2024 gli investimenti in R&S sono inalterati e lo saranno anche nel 2025. Quest’anno abbiamo rallentato il lancio dei nuovi investimenti in capacità produttiva solo perché prima dobbiamo andare a saturare quanto già fatto e l’attuale andamento della domanda non richiede urgentemente di mettere mano a nuovi investimenti in questa area. Ma già dal 2025 riprenderemo il trend di crescita.
Sul fronte dell’internazionalizzazione a quali mercati guardate?
Dal punto di vista della domanda, il periodo dopo il covid ha visto le aree geografiche avere delle dinamiche completamente diverse rispetto al passato. A inizio 2023 avevamo Usa, Germania e Italia che performavano molto bene e arrivavamo da un 2022 dove avevamo gestito molto bene il tema degli approvvigionamenti e quindi avevamo un back log e degli ordinativi importanti. L’Asia stava uscendo dalla sua pandemia e quindi stentava a crescere ma poi ha iniziato a salire. In questo contesto il Paese in cui abbiamo avuto e vediamo ancora oggi, anno dopo anno, una assoluta coerenza nella crescita a doppia cifra, è l’India in cui noi siamo presenti con una realtà commerciale. Ad oggi la dimensione di questo Paese non è ancora particolarmente rilevante nel nostro fatturato, realizziamo poco meno di 6 milioni di euro, su un fatturato complessivo di 130 milioni. Dal 2021 però il paese ha avuto un track record di crescita anno su anno a doppia cifra. Quindi per noi l’India è un’area di grande interesse, ha forti potenzialità di crescita ed è quindi un mercato a cui guardiamo con attenzione. La nostra politica e il nostro piano è quello di rafforzarci in paesi come Cina, Nord America e Germania dove siamo già presenti e dove riteniamo che ci siano delle quote di mercato ancora importanti da conquistare. In Nord America e in Cina siamo presenti non solo in realtà commerciali ma anche con delle realtà produttive che stiamo di volta in volta rinforzando. Il tema di essere locali nella produzione in questi due paesi è un tema essenziale: per avere successo in questi mercati dobbiamo produrre in loco la tecnologia e il know how per garantire il servizio ai clienti.
Avete allo studio operazioni di M&A?
Sì perché è evidente che la crescita inorganica consente di accelerare e per questo siamo attivi su questo fronte. Oggi non abbiamo operazioni che si concluderanno nel brevissimo periodo perché per la natura dei target a cui stiamo guardando il tempo di incubazione è abbastanza lungo. Noi siamo attivi nel comparto della sensoristica e stiamo guardando a questo settore nell’ambito delle acquisizioni. In particolare ad aziende tecnologiche con una dimensione tra 15-20 milioni di euro di fatturato. Tipicamente questi sono business ancora familiari e hanno una visione imprenditoriale sottostante che è molto forte e quindi le fasi di preparazione sono importanti. L’interlocuzione con l’imprenditore è importante per far capire o convincere che dall’unione delle forze ci sono delle opportunità di crescita per la sua azienda ancora più importanti. Stiamo avendo interlocuzioni con diversi imprenditori sia italiani che esteri, in particolari tedeschi.








