Geografie del benessere: rilassarsi col calore, in mezzo alla natura
Capsule in titanio, oasi galleggianti, spirali in legno: le nuove saune si ispirano agli onsen giapponesi, si progettano su misura e la loro esclusività dipende anche dalla totale integrazione nel paesaggio.
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Cabine specchiate che riflettono il paesaggio, padiglioni che galleggiano sullo sfondo di uno skyline di grattacieli. «Sono spazi di good design, di bellezza elementare e di cultura», dice Christopher Selman, co-fondatore di Out of the Valley (Ootv), studio britannico con sede nel Devon, specializzato nella realizzazione di saune outdoor, artigianali e luxury.
Dalle foreste della Lapponia alle coste della California, dai laghi alpini alle chiatte in Tasmania, queste microarchitetture sono sempre più spazi sociali, dove si sperimenta un’idea diversa di benessere: collettiva, analogica, essenziale. «Per molto tempo le saune sono state relegate negli angoli più bui di spa e palestre. Le nostre, invece, sono piccole opere d’arte protagoniste del paesaggio», aggiunge. Per Selman, tutto nasce dalle memorie d’infanzia. Cresciuto con una zia finlandese, ricorda le sedute dopo cena quando andava a trovarla a Helsinki con la famiglia: «Era uno spazio in cui potevamo parlare del mondo o semplicemente stare insieme in silenzio. Frequentare la Finlandia d’inverno ha cambiato anche il mio modo di vivere il freddo: quelle corse gelide sembravano più sopportabili, sapendo che potevo tornare a scaldarmi nel calore della sauna». La sua carriera inizia nel frenetico mondo della finanza a Sydney, Australia, ma, sotto, sopravviveva una passione: «Sono sempre stato affascinato dalla sociologia dello spazio, dalle comunità e dalla natura. La sauna riunisce tutto questo: architettura, rituale, paesaggio e connessione umana». La svolta arriva in Tasmania, durante un soggiorno alla Floating Sauna sul Lake Derby. «Ero seduto lì con amici e parlavamo del mio ritorno nel Regno Unito: dopo tredici anni all’estero, mi chiedevo cosa avrei fatto. In quel momento, era il 2020, ho capito di voler trascorrere più tempo nella natura e riunire le mie competenze in un progetto personale».
Per farlo, intraprende un vero e proprio pellegrinaggio visitando oltre cento saune nel mondo, dagli onsen giapponesi alle banya dell’Europa orientale. Da questo suo viaggio è nato un atlante, Ridiculously Good-Looking Saunas, appena pubblicato dalla tedesca Gestalten. Il volume raccoglie trentasei progetti, alcuni classici, alcuni decisamente sorprendenti, di saune all’aperto tra Europa, Nord America, Giappone e Oceania. Tra le più scenografiche c’è Soria Moria, in Norvegia. Costruita su una palafitta sulle rive del lago Bandak, riprende nella forma i pendii montuosi circostanti e li riflette sull’acqua.
A Seattle, invece, sul lago Union, lo studio GO’C l’ha reinterpretata come una barca che naviga sull’acqua: si chiama wa_sauna, è alimentata a legna, e galleggia dove la bellezza selvaggia del Pacifico incontra la città dello stato di Washington sullo sfondo. In Giappone convivono due visioni opposte: Cycl di YŪ Momoeda Architects, geometrica e pubblica, si sviluppa su tre piani, ai piedi del monte Fuji, mentre Sazae dello studio Kengo Kuma, sull’isola di Naoshima, è una spirale in legno costruita con 150 strati di compensato, ispirata alla forma di una conchiglia. In California, un’ex chiatta industriale a Sausalito ha trovato una seconda vita come Fjord, sauna galleggiante aperta al pubblico con vista sul Golden Gate. Ma il progetto più sorprendente è a Kiruna, la città più settentrionale della Svezia: Solar Egg, un uovo alto cinque metri rivestito in acciaio inox e titanio dorato, concepito come simbolo di rinascita di un territorio devastato dalle estrazioni minerarie. Il benessere che diventa atto politico. «Sono luoghi di profonda quiete, sospesi tra meditazione e preghiera. E al loro centro c’è sempre una comunità», precisa Selman. È proprio questo intreccio tra luogo, materia e socialità che lo ha portato a fondare il suo studio. L’incontro decisivo avviene in Cornovaglia, in una sauna progettata da Rupert McKelvie, maestro carpentiere con un passato da costruttore di imbarcazioni classiche. «Gli scrissi per ringraziarlo: era tra le tre migliori saune che avessi visitato». Dodici mesi dopo, i due avviano una nuova fase dell’azienda, che oggi realizza saune su misura con materiali naturali e tecnologie termiche avanzate. «Pur arrivando da percorsi differenti, condividiamo la stessa visione e un’attenzione meticolosa al dettaglio», dice. Come, per esempio, il sistema di ventilazione interna nascosto che allontana la condensa o l’accensione da remoto via app di alcuni modelli. L’obiettivo è creare edifici sani e traspiranti, con materiali atossici – dalle lastre prive di formaldeide all’isolamento, fino a vernici e finiture – che si posino sul terreno con un impatto minimo.
La gamma Ootv riflette questa filosofia: si va dal Tyto, modello compatto e panoramico, pensato per giardini privati, al Falco dalle linee morbide, con copertura in acciaio Corten che sviluppa una patina rugginosa in superficie e con il tempo si mimetizza nel paesaggio, fino al Merula, con una finestra a tutta larghezza e al Calluna, con spogliatoio e doccia esterna, che può ospitare fino a dodici persone. Per chi vuole portare la sauna ovunque c’è il modello Aquila, montata su un rimorchio a doppio asse, rivestita in larice nero e completamente off-grid (ossia, indipendente dal punto di vista energetico), grazie a un pannello solare sul tetto. I prezzi per i modelli standard partono da circa 33mila euro e arrivano a 73mila, mentre per l’Aquila si parte da 83mila. «Dal concept alla fabbricazione fino all’installazione, il nostro è un approccio integrato e guidato dal design», spiega Selman. Tutto avviene sotto lo stesso tetto, con grande attenzione a proporzioni, materiali e inserimento nel contesto. Anche le fondamenta seguono questa logica: pali a vite in acciaio al posto del calcestruzzo, reversibili in caso di spostamento, perché una sauna Ootv deve integrarsi nel paesaggio senza lasciare segni. L’impatto deve essere leggero sul terreno quanto è intenso sul corpo.








