Giornalisti, maglie strette per le rimozioni dei contenuti sulle piattaforme online
Un quadro comune per impedire violazioni della libertà di stampa. I professionisti devono essere informati in anticipo di eventuali «tagli»
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La libertà dei media e dei giornalisti sulle piattaforme online di dimensioni molto grandi (Vlop) si arricchisce di un nuovo tassello. La Commissione europea ha adottato gli «Orientamenti sull’attuazione della funzionalità di dichiarazione per i fornitori di servizi di media secondo l’articolo 18, paragrafo 1 del regolamento (Ue) 2024/1083 dell’11 aprile 2024 che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell’ambito del mercato interno e che modifica la direttiva 2010/13/Ue» (European Media Freedom Act, Emfa), in vigore da agosto 2025. L’obiettivo è assicurare che il cosiddetto privilegio per i media, fissato dal regolamento per impedire violazioni della libertà di stampa con interventi di rimozione dei contenuti da parte delle piattaforme, sia attuato in modo effettivo a tutela del giornalismo professionale.
Sulla scia dell’Emfa
Pubblicati sulla Gazzetta ufficiale Ue, serie C, dell’11 febbraio, gli orientamenti danno seguito all’articolo 18 del regolamento Emfa in base al quale i fornitori di servizi di media hanno diritto di essere informati in anticipo della scelta di rimozione di contenuti e a ricevere chiarimenti sui motivi, con la possibilità di contestare la misura entro 24 ore.
La Commissione ha precisato che questo strumento si rivolge a chi fornisce servizi, programmi o pubblicazioni «di carattere giornalistico, al grande pubblico con l’obiettivo di informare, intrattenere o istruire». Fattore determinante è, quindi, la natura professionale dell’attività, che può essere attuata con forme diverse, includendo anche le attività dei liberi professionisti.
Ridurre lo strapotere delle piattaforme
Per arginare lo strapotere delle piattaforme online di grandi dimensioni e impedire forme di censura, l’articolo 18 punta a ridurre al minimo l’impatto delle decisioni di moderazione dei contenuti sull’integrità editoriale dei fornitori di servizi di media e sulla circolazione di informazioni affidabili e prodotte in linea con le norme editoriali e gli standard professionali.
Nel circoscrivere, così, il potere di rimozione, le piattaforme sono tenute ad attivare la funzionalità di dichiarazione che deve diventare «parte integrante dell’infrastruttura» e a indicare la funzione, in modo ben visibile, sull’interfaccia della piattaforma per facilitare l’accesso dei fornitori dei servizi dei media.








