Giro, nelle colline del prosecco Magnier beffa ancora Milan. Arriva il tappone Dolomitico
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In vino veritas. Nella tappa delle colline del Prosecco (171 km da Fai della Paganella a Pieve di Soligo) il francese Paul Magnier fa il tris in volata lasciando ancora una volta a bocca asciutta il nostro Jonathan Milan, superato nell’ultima curva anche da Edoardo Zambanini, autore di un bel finale che gli permette d ritagliarsi un apprezzabile secondo posto in questo splendido borgo antico nella provincia di Treviso.
Tutti scoppiettanti e su di giri, tranne appunto Milan che un brindisi con le bollicine, in questo Giro, non riesce proprio a farlo. “Sì, purtroppo ho sbagliato nell’ultima curva. Ho perso l’attimo e ho perso anche la ruota di Magnier. Peccato, nonostante l’ultima rampa, ero riuscito a restare davanti. Quest’anno va così…”
Chi invece è al settimo cielo è Paul Magnier, francese 22enne dallo sprint che fulmina e dal sorriso che conquista. Lanciato dal belga Stuyven, il velocista della Soudal Quick-Step consolida il suo primato per la maglia ciclamino. La cosa abbastanza curiosa di questa tappa, molto mossa e ondulata, più adatta quindi alle fughe, è che finisce con un arrivo in volata. Il contrario di quanto capitato a Milano dove, per una fuga imprevista, gli sprinter dovettero alzare bandiera bianca. Qui invece i coraggiosi di giornata non hanno avuto successo. E anche la rampa di Ca del Poggio, un muro con pendenze al 13% vicino al traguardo, non ha fatto selezione.
Niente da fare, tutti assieme appassionatamente per la gioia di un folto pubblico, ben carburato dal prosecco, assiepato tra vigneti e colline memorabili. Una magnifica cartolina in mondovisione che compensa le nostre defaillances ciclistiche. Schiacciati in corsa dallo straniero, replichiamo con le bollicine e le nostre eccellenze paesaggistiche. Siamo italiani e, in qualche modo, ce la caviamo sempre.
Dispiace per Milan, ma questo non è il suo Giro. Impacciato, e poco convinto, si fa spingere all’esterno dal guizzo di Zambanini non riuscendo più a rimontare. Gli sprinter nel ciclismo sono come i bomber nel calcio: quando sono in crisi non segnano neanche i rigori. Poi una magia sblocca tutto e la ruota ricomincia a girare.








